Se tra i tanti animali da compagnia hai sempre desiderato scoprire come allevare una tartaruga d’acqua dolce, in questa guida troverai tutto quello che c’è da sapere su specie, caratteristiche e cure di questi affascinanti rettili.
Accogliere in casa un animale domestico richiede impegno, ma la soddisfazione che ne deriva è impagabile. Le tartarughe d’acqua sono presenze silenziose e tranquille, capaci di portare un senso di serenità all’ambiente domestico e di fare un’ottima compagnia.
Dopo aver esplorato nei precedenti articoli il mondo delle tartarughe di terra e tutte le specie di tartarughe marine, che si distinguono da quelle d’acqua dolce soprattutto per dimensioni e peso, concentriamoci adesso sulle specie ideali per la vita in acquaterrario.
Specie di tartarughe d’acqua dolce
Tartaruga dalle orecchie gialle
La Trachemys scripta scripta (in foto di copertina) è una tartaruga d’acqua dolce originaria degli Stati Uniti, ampiamente diffusa e conosciuta come “tartaruga dalle orecchie gialle” per via delle caratteristiche striature ai lati della testa.
Questa sottospecie della testuggine palustre americana presenta un carapace che cambia colore con l’età: verde brillante nei giovani esemplari, tende a scurirsi progressivamente fino a diventare quasi nero negli adulti. È nota anche come “scivolatrice dal ventre giallo” per il tipico piastrone inferiore giallastro, talvolta punteggiato da macchie scure.
Il dimorfismo sessuale è evidente: le femmine sono più grandi e raggiungono i 25 cm di lunghezza, contro i 18 cm dei maschi, i quali mostrano però unghie e coda vistosamente più lunghe. Con un’aspettativa di vita compresa tra i 20 e i 40 anni, questa specie predilige specchi d’acqua poco profondi e trascorre i mesi più freddi in letargo.
Tartaruga dalle orecchie arancioni

La tartaruga dalle orecchie arancioni (Trachemys scripta troostii), nota anche come “scivolatrice del Cumberland“, è originaria degli Stati Uniti, in particolare del bacino del fiume Tennessee.
Molto simile alla varietà dalle orecchie gialle, si distingue da quest’ultima per una caratteristica macchia arancione sulle guance, dettaglio da cui deriva il nome comune. Il carapace e il piastrone mantengono invece le stesse peculiarità degli altri membri della specie.
Il corteggiamento, che avviene interamente in acqua, dà vita a un rituale affascinante: il maschio si esibisce in una danza nuziale davanti alla femmina, sfiorandole delicatamente il muso con le lunghe unghie anteriori.
Nonostante il comportamento curioso, questa specie è considerata tra le più invasive e pericolose per gli ecosistemi acquatici. In Italia il fenomeno è massiccio: si stima l’arrivo di quasi un milione di esemplari all’anno, che finiscono purtroppo per popolare laghi, fiumi, fontane e parchi urbani.
Tartaruga dalle orecchie rosse

La Trachemys scripta elegans, comunemente nota come tartaruga dalle orecchie rosse, deve il suo nome alle caratteristiche striature rosso vivo posizionate ai lati della testa.
È una specie incredibilmente longeva, capace di superare tranquillamente i 30 anni di vita. In natura popola laghi, fiumi e stagni, ma può essere allevata con successo anche in un laghetto da giardino, purché ricreato con un fondo fangoso e una ricca vegetazione acquatica.
Il colore del carapace muta con l’età, passando da un verde brillante nei giovani esemplari a un marrone scuro negli adulti. Per preservare la sua salute, è fondamentale garantirle un clima ideale: le temperature ottimali oscillano tra i 3 °C invernali (durante il letargo) e i 24 °C estivi, poiché sbalzi eccessivi o climi estremi rischiano di farla ammalare.
Questa tartaruga adora letteralmente i raggi solari, motivo per cui trascorre molto tempo fuori dall’acqua a fare basking (i bagni di sole). Essendo un animale onnivoro e vorace, necessita di una dieta varia; in particolare, nei primi anni di crescita, è fondamentale lasciare nella vasca un osso di seppia per garantirle il giusto apporto di calcio, indispensabile per lo sviluppo del guscio.
Tartaruga naso di porcello

La tartaruga a naso di porcello (Carettochelys insculpta) è senza dubbio una delle specie d’acqua dolce più singolari al mondo, celebre proprio per il curioso musetto da cui prende il nome.
A differenza delle altre tartarughe palustri, possiede ampie zampe trasformate in vere e proprie pinne con unghie poco pronunciate. Il suo carapace, inoltre, non è rigido ma è rivestito da una caratteristica pelle soffice e percorsa da piccoli solchi.
Originaria principalmente dell’Australia settentrionale e della Nuova Guinea, questa specie può raggiungere i 75 cm di lunghezza e i 20 kg di peso. La sua dieta è onnivora e varia dalle chiocciole ai piccoli pesci, fino a crostacei e frutti caduti in acqua.
Straordinaria nuotatrice, la Carettochelys insculpta condivide molti tratti con le tartarughe marine, pur vivendo in fiumi e lagune. Ama i fondali sabbiosi o fangosi, in cui adora rintanarsi, e passa l’intera vita in acqua, lasciando la terraferma esclusivamente per deporre le uova.
Malattie delle tartarughe acquatiche
Monitorare la crescita dei nostri animali e imparare a riconoscere i sintomi delle malattie più comuni è fondamentale per garantire il loro benessere. Sebbene le tartarughe acquatiche siano rettili molto resistenti, possono comunque ammalarsi se le condizioni di allevamento non sono ottimali.
Davanti a qualsiasi anomalia, la regola d’oro è rivolgersi tempestivamente a un veterinario esperto in animali esotici. Nel frattempo, ecco una panoramica dei disturbi più frequenti nelle tartarughe d’acqua dolce:
- Deformazione del carapace (es. presenza di una “gobba”): È il segno tipico della MOM (Malattia Ossea Metabolica), causata da gravi squilibri nutrizionali.
- Guscio molle o fragile: Dipende generalmente da una carenza di calcio e vitamina D_3, dalla mancanza di un’adeguata lampada UVB o da un eccesso di fosforo nella dieta.
- Occhi gonfi o semichiusi: Spesso causati da un’ipovitaminosi A (carenza di vitamina A nei cibi) o da infezioni oculari dovute alla scarsa igiene dell’acqua.
- Scolorimento, sanguinamento o cattivo odore: Sono sintomi chiari di infezioni batteriche o micotiche che possono colpire il guscio (come la SCUD), la bocca, l’apparato digerente o le vie respiratorie.
- Salmonellosi: È un’infezione batterica intestinale che la tartaruga può trasmettere all’uomo. Per questo motivo è fondamentale lavarsi sempre le mani dopo aver toccato l’animale o l’acquario. Si raccomanda inoltre di evitare che i bambini giochino in modo troppo ravvicinato con la tartaruga o la avvicinino alle labbra.
Cosa mangiano le tartarughe d’acqua dolce
Pur condividendo lo stesso ambiente, le tartarughe acquatiche non hanno tutte la stessa dieta: a seconda della specie, possono essere prevalentemente onnivore o carnivore (con molte specie che diventano più vegetariane da adulte).
Ecco una panoramica completa di cosa inserire nella loro dieta per mantenerle in salute:
- Pesce fresco e vivo: È la base della loro alimentazione. Scegli pesci interi di piccola taglia (come alborelle, latterini, gambusie o trota). Evita di somministrare solo il filetto: le lische e le interiora forniscono calcio e vitamine fondamentali.
- Insetti e piccoli invertebrati: Ottimi per l’apporto proteico. Via libera a lombrichi, grilli e larve (come le camole della farina). Evita assolutamente insetti tossici o pungenti come api, vespe, cimici e formiche.
- Vegetali e piante acquatiche: Fondamentali per le specie onnivore. Preferisci verdure a foglia verde scuro come radicchio, cicoria, tarassaco e piante acquatiche (es. lenticchia d’acqua). Le carote vanno date con moderazione, mentre la lattuga comune va evitata perché priva di nutrienti.
- Frutta: Da considerare solo come un premio occasionale (mele, pere, melone) poiché l’eccesso di zuccheri può causare problemi intestinali.
- Pellet di qualità: I mangimi pronti in pellet sono ottimi per bilanciare la dieta, ma non devono costituire l’unico alimento. Evita invece i gamberetti secchi (gammarus) commerciali: non hanno alcun valore nutritivo e creano gravi carenze.
- Integrazione di Calcio: Lascia sempre a disposizione un pezzo di osso di seppia nella vasca; per altri integratori vitaminici, affidati sempre al parere di un veterinario esperto in rettili.
Cosa evitare assolutamente: Non somministrare mai cibo in scatola per umani, insaccati, derivati del latte, pane, pasta o altri prodotti contenenti farine. Anche la carne dei mammiferi (bianca o rossa) va limitata drasticamente o evitata, prediligendo semmai fegatini di pollo crudi solo occasionalmente.
Habitat per tartarughe d’acqua dolce
L’habitat ideale per una tartaruga d’acqua dolce può essere un acquaterrario indoor o un laghetto in giardino. In entrambi i casi, è fondamentale allestire uno spazio idoneo e utilizzare attrezzature adeguate per garantire il benessere e la salute del rettile.
Se si sceglie di allevare la tartaruga in casa, ecco i requisiti fondamentali da assicurare:
- Dimensioni della vasca: Un acquaterrario per un esemplare baby dovrebbe misurare almeno 60x40x40 cm, ma per una tartaruga adulta l’ideale è una vasca di almeno 100-120 cm di lunghezza, per garantirle il giusto spazio di nuoto.
- Filtrazione efficiente: Le tartarughe sporcano molto l’acqua. Per evitare continui e stressanti cambi totali, è indispensabile un filtro esterno potente (sovradimensionato rispetto ai litri d’acqua).
- Illuminazione e zona emersa: La vasca deve avere un’area completamente asciutta. Sopra questa zona vanno posizionate due lampade fondamentali: una lampada UVB (che simula i raggi solari e permette l’assimilazione del calcio) e una lampada riscaldante (Spot) per mantenere la temperatura corretta.
Se invece si opta per un laghetto in giardino, l’ambiente va protetto da predatori e mantenuto libero da piante infestanti o detriti in decomposizione che potrebbero inquinare l’acqua e causare infezioni.
L’importanza dell’igiene dell’acqua
Le tartarughe sporcano molto l’ambiente, specialmente durante i pasti. Per garantire la loro salute ed evitare infezioni o malattie (come la scuticazione o problemi agli occhi), l’acqua deve essere sempre pulita.
Un ottimo trucco per mantenere l’acquaterrario limpido è spostare la tartaruga in una vaschetta separata solo per il momento del pasto, rimettendola nell’habitat principale una volta finito di mangiare. Se invece le tartarughe vivono in un laghetto esterno, è fondamentale rimuovere regolarmente foglie, alghe in eccesso e residui organici che potrebbero inquinare l’acqua
Come riconoscere il sesso di una tartaruga d’acqua dolce
Determinare il sesso di una tartaruga acquatica richiede l’osservazione di alcuni specifici tratti fisici. È importante premettere che negli esemplari molto giovani (sotto i 2-3 anni o prima che abbiano raggiunto i 10 cm di lunghezza) questa distinzione è quasi impossibile; biologica e morfologia si definiscono chiaramente solo con la maturità sessuale.
I principali indicatori da osservare sono:
- La coda: È il segno distintivo più affidabile. Nel maschio la coda è visibilmente più lunga, robusta e larga alla base, poiché ospita gli organi riproduttivi. Nella femmina, invece, è corta, sottile e si restringe rapidamente.
- Le unghie: I maschi di molte specie acquatiche possiedono unghie anteriori eccezionalmente lunghe. Queste non servono per aggredire, ma sono fondamentali per la “danza dell’accoppiamento” (il corteggiamento) e per fare presa sul guscio della femmina.
- Il piastrone: Il piastrone è la parte inferiore del guscio. Nei maschi è leggermente concavo (rientrante) per facilitare la stabilità sopra il carapace della femmina durante l’accoppiamento. Nelle femmine, invece, è perfettamente piatto per garantire più spazio interno per lo sviluppo delle uova.
Video che spiega come accudire una tartaruga d’acqua: acquario – alimentazione – malattie – cure
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