Tartarughe marine: tutte le specie e caratteristiche

Mentre in un precedente articolo abbiamo visto tutto ciò che riguarda le tartarughe di terra, oggi andremo a conoscere meglio le tartarughe marine, le specie e le caratteristiche; animali che vivono in mari od oceani.

Sono molti gli appassionati delle simpatiche testuggini terrestri, ma sono sicura vi piaceranno anche le sorelle tartarughe acquatiche. Andiamo subito a vedere quali sono le razze di “Testudines“, in che mari o fiumi si trovano e le zone in cui possono vivere questi bellissimi animali.

Caratteristiche delle tartarughe marine

Sebbene esistano diverse specie con peculiarità uniche, le tartarughe marine condividono un insieme di tratti biologici e anatomici che le rendono straordinari abitanti dei nostri oceani:

Biologia e Origini

  • Tassonomia: Appartengono alla classe dei Rettili e all’ordine dei Testudines (o Chelonia).
  • Storia Evolutiva: Sono considerati “fossili viventi”, con una storia evolutiva che risale a circa 220 milioni di anni fa.
  • Distribuzione: Abitano quasi tutti i mari del mondo, con l’unica eccezione delle gelide acque dell’Antartide.
  • Termoregolazione: Sono animali ectotermi, con una temperatura corporea che fluttua generalmente tra i 18°C e i 30°C in base all’ambiente circostante.

Ad oggi, quasi tutte le specie di tartarughe marine sono inserite nelle liste delle specie protette poiché considerate a grave rischio di estinzione a causa dell’inquinamento, della pesca accidentale e della distruzione degli habitat costieri.

Anatomia e Morfologia

  • Struttura del Guscio: Il corpo è protetto da un guscio rigido e immodificabile, diviso in una parte dorsale chiamata carapace e una ventrale nota come piastrone.
  • Dimensioni: Presentano una grande variabilità di taglia; a seconda della specie, la lunghezza può variare da pochi decimetri fino agli oltre 2 metri della maestosa tartaruga liuto.
  • Adattamento Idrodinamico: Al posto delle zampe presentano pinne che le rendono agili nuotatrici. Nonostante la struttura massiccia, possono raggiungere velocità comprese tra i 3 km/h e gli oltre 30 km/h.
  • Apparato Boccale: Sono prive di denti, sostituiti da un robusto becco corneo adatto a frantumare il cibo.

Stile di Vita e Riproduzione

Ritorno alla Terra: Trascorrono l’intera vita in acqua; le femmine toccano la terraferma esclusivamente per la deposizione delle uova sulle spiagge natali.

Dieta: Sono prevalentemente onnivore, sebbene alcune specie si specializzino nel corso della crescita (ad esempio, la tartaruga verde diventa quasi esclusivamente erbivora da adulta).

Respirazione: Pur vivendo in mare, sono rettili e respirano tramite polmoni, motivo per cui devono periodicamente risalire in superficie.

Ciclo Vitale: Sono animali estremamente longevi. Raggiungono la maturità sessuale tardi, spesso intorno ai 30 anni, e hanno un periodo fertile che si protrae per circa un decennio.

Intelligenza: Più che “QI basso”, in biologia si parla di un sistema nervoso rettiliano focalizzato su istinti di sopravvivenza e orientamento magnetico (straordinario per le migrazioni), piuttosto che su capacità cognitive complesse.

È importante ricordare che, a differenza delle tartarughe terrestri, le tartarughe marine non possono ritrarre la testa e gli arti all’interno del guscio.

Tutte le specie di tartarughe marine

In generale si possono trovare oltre 300 tipologie diverse di tartarughe, ma sapete quante specie di tartarughe marine esistono? Solo sette e vediamo quali sono:

1. Caretta Caretta – Tartaruga comune

La Caretta caretta è la tartaruga marina più diffusa nel Mar Mediterraneo, sebbene sia presente in quasi tutti gli oceani del mondo e nel Mar Nero. Nonostante la sua popolarità, è oggi una specie minacciata e in grave pericolo di estinzione. La sua aspettativa di vita media oscilla tra i 30 e i 60 anni.

Riproduzione: L’accoppiamento avviene in mare aperto, ma le femmine tornano sulle spiagge per la deposizione, dove possono arrivare a deporre fino a 200 uova per nido.

Morfologia e Dimensioni: Presenta un corpo dalla forma allungata, con un carapace che può misurare tra gli 80 e i 140 cm. La colorazione è tipicamente bruno-rossastra sul dorso, mentre il piastrone (la parte inferiore) è più chiaro con sfumature aranciate. È dotata di un becco corneo molto robusto, perfetto per frantumare i gusci delle prede.

Caratteristiche Fisiche: Il peso di un esemplare adulto varia solitamente tra i 100 e i 160 kg. È possibile distinguere i sessi osservando la coda, che nei maschi è sensibilmente più lunga. In acqua si rivela una nuotatrice provetta, capace di raggiungere velocità di circa 35 km/h.

Alimentazione e Rischi: La sua dieta è composta principalmente da molluschi, crostacei, meduse e piccoli pesci. Purtroppo, a causa dell’inquinamento, queste tartarughe scambiano spesso i rifiuti plastici (tappi, sacchetti, frammenti) per cibo, con conseguenze spesso letali.

2. Chelonia mydas – tartaruga verde

La tartaruga verde deve il suo nome non tanto al guscio, quanto al colore del grasso sottocutaneo. È una specie imponente e robusta: il suo carapace, dai toni verde oliva con eleganti venature gialle, può raggiungere i 140 cm, mentre il peso può toccare l’eccezionale soglia dei 500 kg.

Ciclo Vitale e Riproduzione: Estremamente longeva (può superare gli 80 anni), si riproduce ogni 2-3 anni. Ogni femmina può deporre diverse covate per stagione, per un totale di circa 500 uova, che richiedono un periodo di incubazione tra i 50 e i 60 giorni.

Dimorfismo e Caratteristiche: I maschi si distinguono dalle femmine per una coda più lunga e robusta e per la presenza di artigli evidenti sulle pinne anteriori, utilizzati durante l’accoppiamento.

Grandi Migratrici: È considerata la nuotatrice più instancabile tra i cheloniidi; è capace di compiere migrazioni transoceaniche superiori ai 2.000 km per spostarsi dalle aree di foraggiamento a quelle di nidificazione.

Alimentazione e Habitat: Vive prevalentemente nelle acque tropicali e subtropicali, frequentando le barriere coralline e le praterie marine. A differenza di altre specie, l’adulto è prettamente erbivoro e si nutre di alghe e fanerogame. La sua presenza è documentata, seppur meno frequente, anche nel Mar Mediterraneo.

3. Dermochelys coriacea – Tartaruga Liuto

La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) è il gigante indiscusso dei rettili marini. Unica specie sopravvissuta del genere Dermochelys, può raggiungere i 250 cm di lunghezza e un peso impressionante compreso tra i 700 e i 900 kg. Purtroppo, a causa dell’impatto umano, anche questo colosso degli oceani è oggi una specie gravemente minacciata e a rischio estinzione.

Anatomia e Curiosità Storiche: A differenza delle altre tartarughe, non possiede un guscio rigido di scuti ossei, ma una pelle spessa e coriacea simile al cuoio, da cui deriva il soprannome inglese “leatherback” (dorso di cuoio). Il suo carapace è caratterizzato da sette creste longitudinali che ne migliorano l’idrodinamica.

Un celebre esemplare storico, risalente al 1760, è ancora oggi conservato e ammirabile presso il Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

Habitat e Comportamento: Predilige le acque temperate e calde, dove si muove con sorprendente agilità: è una delle nuotatrici più veloci tra i rettili, capace di scatti che sfiorano i 35 km/h. La sua dieta è composta principalmente da meduse e crostacei. Con un’aspettativa di vita di circa 50 anni, la tartaruga liuto segue cicli riproduttivi ogni 2-3 anni, durante i quali depone nidiate di circa 150 uova sulle spiagge tropicali.

4. Eretmochelys imbricata – Embricata

La tartaruga embricata è l’unico rappresentante del suo genere e figura purtroppo tra le specie in grave pericolo di estinzione. Si distingue facilmente per il caratteristico carapace a forma di cuore, composto da piastre che si sovrappongono come tegole, e per la colorazione dai toni bruno-dorati con screziature gialle. Presenta una testa robusta e arti anteriori molto sviluppati, simili a grandi pinne.

Dimensioni e Habitat: Con una lunghezza che oscilla tra i 60 e i 110 cm e un peso che può raggiungere i 90 kg, questa specie predilige le acque tropicali e subtropicali degli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico, frequentando spesso le barriere coralline.

Dieta e Biologia: La sua alimentazione è molto particolare: a differenza di altre tartarughe, si ciba prevalentemente di spugne marine, integrando la dieta con meduse, alghe e celenterati.

Ciclo Vitale: Rispetto ad altre tartarughe marine, l’embricata ha una longevità più contenuta, con un’aspettativa di vita compresa tra i 30 e i 50 anni. Il periodo riproduttivo si concentra nei mesi primaverili ed estivi, durante i quali le femmine risalgono le spiagge per deporre nidiate di circa 100 uova.

5. Lepidochelys kempii – tartaruga di Kemp

La Lepidochelys kempii è considerata la specie di tartaruga marina più rara e minacciata al mondo. Deve il suo nome allo studioso Richard Kemp, che per primo ne inviò un esemplare all’Università di Harvard per sottoporlo a studi scientifici.

Riproduzione: È nota per le sue spettacolari deposizioni di massa. Durante la stagione riproduttiva, può covare fino a tre volte, deponendo circa 110 uova per ogni nidiata.

Dimensioni da record: Con una lunghezza compresa tra i 60 e i 90 cm e un peso massimo di circa 50 kg, detiene il primato di tartaruga marina più piccola del mondo.

Habitat e Distribuzione: Predilige le acque calde, concentrandosi principalmente nel Golfo del Messico, sebbene alcuni esemplari si spingano lungo le coste della Florida e fino al New Jersey.

Dieta e Longevità: Ha un’aspettativa di vita di circa 50 anni e si nutre prevalentemente di crostacei, molluschi, ricci di mare e alghe.

6. Lepidochelys olivacea (Tartaruga olivacea o Bastarda)

La Lepidochelys olivacea, comunemente nota come tartaruga olivacea o bastarda, è un rettile marino diffuso negli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico, oltre che nel Mar Rosso. Predilige sia le zone costiere che le acque aperte.

Comportamento e Dieta: È un’abile nuotatrice capace di spingersi fino a 150 metri di profondità, sebbene risalga spesso in superficie per riscaldarsi ai raggi del sole. La sua dieta è varia e si basa principalmente sul consumo di alghe e crostacei.

Dimensioni e Colore: È considerata una delle specie più piccole tra le tartarughe marine, con una lunghezza massima di circa 75 cm e un peso che non supera i 50 kg. Il suo nome deriva dalla caratteristica colorazione verde olivastra che presentano sia la pelle che il carapace.

Caratteristiche Fisiche: Presenta una coda corta e conica, che nei maschi appare visibilmente più lunga e robusta.

7. Natator depressus – Tartaruga a dorso piatto

Piccolo di tartaruga Natator depressus (Purpleturtle57 – CC BY-SA 3.0)

La Natator depressus, comunemente nota come “tartaruga a dorso piatto”, è una specie endemica delle acque australiane. Il suo nome scientifico riflette la sua caratteristica morfologica principale: un carapace sensibilmente più appiattito rispetto a quello delle altre testuggini marine.

Comportamento: Mentre l’accoppiamento avviene in mare aperto, le femmine risalgono solitarie le spiagge australiane per nidificare, restando sempre entro i confini della piattaforma continentale.

Dimensioni e Peso: Gli esemplari adulti possono raggiungere i 130 cm di lunghezza e un peso di circa 150 kg.

Dieta: È un animale prettamente carnivoro che si nutre di una grande varietà di organismi marini, tra cui molluschi, gamberetti, cetrioli di mare (oloturie), coralli, meduse e piccoli pesci dalla consistenza tenera.

Riproduzione: A differenza delle altre specie, la “dorso piatto” depone covate meno numerose (circa 50-75 uova) ma caratterizzate da dimensioni molto più grandi, garantendo ai piccoli una maggiore probabilità di sopravvivenza iniziale.

Come muoiono le tartarughe marine?

Quali sono le principali minacce per le tartarughe marine?

Contrariamente a quanto si possa pensare, la sopravvivenza delle tartarughe marine non è legata a problemi di peso, ma a fattori ambientali e umani. Essendo perfettamente adattate alla vita oceanica, il loro galleggiamento e la loro agilità non vengono compromessi dall’alimentazione naturale.

Le principali cause di mortalità includono:

  • Inquinamento da plastica: Scambiano spesso sacchetti di plastica per meduse, causandone l’ingestione e il soffocamento o il blocco intestinale.
  • Pesca accidentale (Bycatch): Rimangono intrappolate nelle reti da pesca o agganciate dai palamiti, morendo per annegamento non potendo risalire a respirare.
  • Perdita dell’habitat: La cementificazione delle coste riduce le aree disponibili per la deposizione delle uova.
  • Collisioni nautiche: L’impatto con imbarcazioni a motore causa spesso traumi fatali al carapace.

Sebbene il ribaltamento sia un rischio critico sulla terraferma (dove la tartaruga non riesce a rigirarsi, esponendosi a predatori e disidratazione), in mare sono nuotatrici eccellenti e il rischio di “capovolgimento” letale è praticamente nullo.

Video che mostra alcune tipologie di tartarughe marine

Conclusione

Proteggere queste sette specie di tartarughe marine significa preservare l’equilibrio dei nostri oceani. Conoscere le loro caratteristiche è il primo passo per difendere questi antichi e fragili tesori del mare.

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Se conosci altre notizie da condividere circa le specie di tartarughe marine e tutto ciò che le riguarda, lascia un commento.



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Annina
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