Per me viaggiare non significa semplicemente spostarsi da un punto A a un punto B, ma lasciarsi guidare dalla curiosità di scoprire come le mani dell’uomo abbiano saputo plasmare la natura più incontaminata.
Ed è proprio seguendo questo desiderio di meraviglia che ci si imbatte nella “Grande Muraglia Piemontese”: il Forte di Fenestrelle. Immersa nei paesaggi mozzafiato della Val Chisone, questa maestosa fortezza alpina, la più grande d’Europa e seconda al mondo soltanto alla Muraglia Cinese per estensione longitudinale, è un capolavoro di ingegneria, storia e leggenda.
Ogni itinerario è una storia da ascoltare e un mistero da svelare. Pronti a salire oltre quattromila scalini e a viaggiare indietro nel tempo tra le nebbie delle Alpi?
Storia e origini del Forte di Fenestrelle – la Fortezza più grande d’Europa
Tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, la Val Chisone era divisa a metà tra il Regno di Francia e il Savoia. Per difendersi dalle incursioni sabaude e valdesi, i francesi eressero le prime postazioni come il Forte Tre Denti (1692) e l’imponente Fort Mutin (1705).
Nel 1708, durante la guerra di successione spagnola, le truppe di Vittorio Amedeo II conquistarono il Fort Mutin. Con il trattato di Utrecht (1713) l’intera alta valle passò ai Savoia. Per prevenire future invasioni verso Torino, il sovrano commissionò all’ingegnere Ignazio Bertola un gigantesco sbarramento difensivo, la cui costruzione si protrasse dal 1728 al 1850.
Nel 1999 la struttura è stata nominata simbolo della Provincia di Torino (Piemonte) e nel 2007 il World Monuments Fund l’ha inserita tra i 100 monumenti storico-archeologici mondiali più a rischio.
Il luogo di detenzione
La fortezza ha avuto un lungo impiego come struttura carceraria divisa in due categorie principali:
Prigione di Stato
Destinata a prigionieri politici, nobili minorenni e alti prelati — tra cui il cardinale Pacca sotto Napoleone e l’arcivescovo Fransoni —, i quali godevano di ambienti privati e trattamenti di favore. Tra le rare presenze femminili si ricordano la Turinetti e la brigantessa Maria Oliverio (“Ciccilla”). In epoca fascista divenne luogo di confino per gli oppositori.
Prigione Militare
Ammetteva soldati sanzionati, criminali comuni e prigionieri di guerra. Alcune tesi revisioniste hanno descritto il forte come un “campo di concentramento” per soldati meridionali.
Tuttavia, ricerche condotte da storici, tra cui Alessandro Barbero (uno dei più celebri storici, scrittori e divulgatori italiani), hanno dimostrato che i reclusi borbonici furono poco più di mille con solo 4 decessi documentati, smentendo le teorie su esecuzioni di massa e l’uso della calce viva per scopi diversi da quelli igienici.
Struttura e Architettura del Forte di Fenestrelle – Torino
Quanto è grande il Forte di Fenestrelle? Si estende per 3 chilometri di lunghezza e si tratta di un complesso di 1.350.000 m² con un dislivello di 635/650 metri.
Ideato per resistere ai rigidi inverni alpini grazie a un sofisticato sistema di cisterne sotterranee e condotte di drenaggio antigelo. Unisce 3 forti e 7 ridotte collegati da bastioni e dalle sue celebri scalinate.
I Forti e i Settori Principali
Forte delle Valli: Situato in cima al Monte Pinaia (1780 m), è il fortino alpino settecentesco meglio conservato in Italia. Comprende tre strutture indipendenti: la Ridotta Belvedere (con cappella barocca), la Ridotta Sant’Antonio e la Ridotta dell’Elmo.
Strutture Intermedie: Comprendono la Batteria dello Scoglio, la Batteria dell’Ospedale, la Ridotta Santa Barbara e la Ridotta delle Porte (con pareti spesse fino a 6 metri).
Forte Tre Denti: Posto a 1400 metri di quota, costituisce il nucleo più antico. Ospita la scenografica Garitta del Diavolo a picco sullo strapiombo e un acquedotto sotterraneo di 424 metri. Lungo la linea che vi sale si snodano i 28 risalti (postazioni d’artiglieria a gradoni), citati anche da Edmondo De Amicis.
Forte San Carlo: Il cuore e la sezione meglio conservata dell’intera opera (1731–1789). Comprende la Porta Reale, il Palazzo del Governatore (1740), il Padiglione degli Ufficiali, la Polveriera Sant’Ignazio, i Quartieri della guarnigione e La Chiesa, l’edificio sacro più grande mai realizzato in un presidio alpino europeo, oggi restaurata e destinata a eventi culturali.
Il Fort Mutin: Originario complesso pentagonale francese del 1694. A causa della sua vulnerabilità tattica capitolò nel 1708. Fu smantellato nel 1836 per far spazio a strutture più moderne; oggi ne restano le rovine.
La Ridotta Carlo Alberto: Edificata nel 1836 per sigillare il fondo valle, si componeva di due edifici. Uno è tuttora integro, mentre il secondo fu fatto esplodere dai partigiani nel luglio 1944 per ostacolare le truppe nazi-fasciste (unico evento bellico diretto subito dalla struttura).
La Colombaia: Ricavata dall’antico Château Arnaud (XIV secolo), era adibita all’allevamento dei piccioni viaggiatori per i messaggi militari.
I percorsi a gradini
La Scala Coperta: Si sviluppa per circa 2 km con 3.996 scalini interni e un dislivello di 530 metri, permettendo il transito al riparo dal gelo.
La Scala Reale: Un tragitto all’aperto di 2.500 gradini, utilizzato per raggiungere le postazioni esterne e chiamato così in omaggio alle visite dei sovrani.
Aneddoti letterari
Xavier de Maistre: (militare, scrittore e pittore sabaudo di lingua francese)
Recluso nel forte nel 1794 dopo un duello proibito, vi compose la sua opera più famosa, “Viaggio intorno alla mia camera”.
Edmondo De Amicis: (scrittore, giornalista e militare italiano)
Rimanendo affascinato dalla fortezza più grande d’Europa, ne descrisse i risalti e la vita di guarnigione nelle sue cronache di viaggio.
Dove di trova il Forte di Fenestrelle: visite, territorio ed eventi
L’Associazione Progetto San Carlo propone tre opzioni di visita:
- La Passeggiata Reale (7 ore – Trekking): Risale la Scala Reale fino al Forte delle Valli per poi scendere lungo la Strada dei Cannoni.
- Un Viaggio dentro le Mura (3 ore): Visita guidata tra sotterranei, Scala Coperta e Garitta del Diavolo.
- Alla scoperta del San Carlo (1 ora): Tour concentrato sul nucleo principale (Piazza d’Armi, Palazzo del Governatore e Chiesa).
Si organizzano inoltre visite notturne con rievocazioni storiche durante l’estate. Si trova nel cuore della Val Chisone, adagiato sulle pendici del monte Orsiera. Dista circa 70 chilometri da Torino, raggiungibile in poco più di un’ora di auto.
La fortezza confina con il Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè ed è vicina a Usseaux (tra i Borghi più Belli d’Italia). Detiene la certificazione HERITY per la qualità della gestione culturale e ospita gare di vertical running sui suoi storici gradini.
Misteri e Leggende sul Forte di Fenestrelle
Oltre alla storia ufficiale, il Forte di Fenestrelle custodisce racconti che sfumano nel mito. Ecco alcune delle leggende che si aggirano attorno alla grande fortezza piemontese.
1. La Leggenda della Garitta del Diavolo
Hai già citato la Garitta del Diavolo (nel settore del Forte Tre Denti), ma la leggenda vuole che il suo nome non sia affatto casuale.
Si narra che durante la costruzione della garitta, a picco su uno strapiombo spaventoso e battuto da venti impetuosi, gli operai vedessero crollare ogni notte il lavoro fatto durante il giorno.
Disperati, chiesero aiuto o attribuirono il prodigio al Diavolo in persona, convinti che quel luogo precipitevole fosse la dimora del demonio e che lui non volesse la presenza dei soldati.
2. Il Fantasma della Brigantessa Maria Oliverio (“Ciccilla”)
Maria Oliverio è una delle figure più affascinanti della storia del forte. Unica brigantessa calabrese ad essere stata condannata a morte (pena poi commutata nell’ergastolo) e incarcerata a Fenestrelle.
La tradizione popolare e molte visite notturne guidate raccontano che il suo spirito si aggiri ancora tra le stanze del Forte San Carlo o lungo la Scala Coperta. Si dice che nelle notti più fredde si riesca a sentire il fruscio della sua gonna o il pianto per la sua terra lontana e per il destino tragico che l’ha colpita.
3. La maschera di ferro (leggenda/mito locale)
Anche se storicamente la celebre e misteriosa “Maschera di Ferro” fu detenuta nel vicino Forte di Pinerolo e poi a Exilles, la vicinanza geografica fa sì che nei racconti popolari della Val Chisone la sua figura venga spesso evocata anche a Fenestrelle.
Va precisato che che queste valli alpine nascondano segreti reali e leggendari legati ai grandi prigionieri della storia di Francia e Savoia.
4. Il fantasma del soldato francese lungo la Scala Coperta
Con quasi quattromila scalini immersi nella penombra e nell’umidità della montagna, la Scala Coperta è il luogo ideale per le storie di spiriti.
Tra i racconti del luogo si parla delle apparizioni del fantasma di una sentinella francese rimasta a guardia del forte anche dopo la morte, i cui passi cadenzati rimbombano sulle gradinate quando il forte è deserto.
Conclusione
Penso che salire tutti quei scalini non sia solo un’impresa fisica, ma una vera e propria immersione nella memoria. Il Forte di Fenestrelle mi ricorda quanto la determinazione umana e la maestosità della natura possano intrecciarsi per creare qualcosa di eterno.







