Perché si dice “Giovedì e Martedì grasso”?

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Da secoli ormai si festeggia il Carnevale e verso la fine di questo periodo si usa ricordare il Giovedì grasso ed il Martedì grasso, ma lo sai il perché? L’origine del Carnevale ebbe inizio molti secoli fa nell’antica Grecia.

È l’ultimo giovedì prima dell’inizio della Quaresima, il tempo che precede la Pasqua. Al giovedì grasso è collegata la vittoria del patriarca Ulrico, che fece fuggire il patriarca Dandolo dalla città di Grado.

Questo evento veniva festeggiato in Piazza San Marco, a Venezia. Da quel momento fu stabilito che il giovedì, prima del periodo quaresimale, macellai e fabbri avrebbero mozzato la testa dei tori come significato di eliminare ciò che ostacola.

Perché si dice giovedì grasso?

In questo giorno si mangiano i dolcetti di carnevale e si fanno grandi feste. A Venezia il giovedì grasso viene chiamato “giorno del toro“; in Toscana lo chiamano “Berlingaccio“, cioè abbuffarsi.

Da questo giorno iniziano sei giorni di baldoria e di festeggiamenti fino al martedì successivo che determina la fine del carnevale. In questa settimana si mangiano dolci e carni a volontà. Ecco il motivo perché si dice giovedì grasso.

Perché si dice martedì grasso?

Il martedì grasso è l’ultimo giorno di carnevale, seguito dal mercoledì delle ceneri; giorno in cui inizia la Quaresima. Il perché si dice martedì grasso è dovuto al fatto che prima del termine del giorno si devono consumare i cibi succulenti.

Questo per il fatto che il giorno delle ceneri non si deve mangiare carne e alimenti calorici, quindi tutti gli alimenti avanzati dalla settimana di bagordi vanno consumati entro la giornata di martedì.

In quest’ultimo giorno di carnevale è tradizione vestirsi in maschera e girare per le strade della città. Nelle varie regioni viene festeggiato in modo diverso; in alcune vengono effettuate anche sfilate di carri mascherati.

I veneziani chiamano questa giornata “Svolo del Leon“. In pratica al campanile della Chiesa di Marco viene legato un grande gonfiabile a forma di leone in onore di San Marco e della sua città.

Questo “simbolo” si muove, spostato dal vento, sopra l’omonima piazza dove si svolgono feste in maschera, anche con bande e cortei, per salutare il periodo carnevalesco con allegria.

Uno dei più famosi cortei carnevaleschi è riferito al carnevale di Viareggio; oltre a quello di Ivrea. Anche Venezia è ricordata per la sua sfilata di particolari maschere in stile veneziano, uniche nel suo genere.

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