Il carnevale: origini, storia e maschere

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Terminate le feste natalizie inizia un periodo baldanzoso e colorato, ecco che andiamo a conoscere il Carnevale, la sua origine, la sua storia e le maschere che ne fanno parte. È un periodo dove si divertono molto i bambini, ma anche gli adulti.

Il carnevale ha il potere di portare gioia e allegria; infatti in questo lasso di tempo si mangiano dolcetti specifici e si fanno festeggiamenti particolari dove tutti possono indossare abiti sfarzosi e di ogni genere, oltre mascherine variopinte e piumate.

Il periodo carnevalesco è ricco di divertimenti di ogni genere, è possibile partecipare anche a sfilate di carri mascherati con bande e balletti. Andiamo ora a scoprire la bellezza di questa festa e quali sono tutte le informazioni sul carnevale, come nasce e in che modo si è sviluppato.

Origine del carnevale

L’origine del carnevale risale a tempi molti antichi, alle feste greche e romane che prevedevano un periodo di stacco dalla consueta quotidianità. In questa fase straordinaria era permesso fare ciò che non si faceva abitualmente; infatti era consentito più divertimento, più caos, più scherzi, in pratica meno ordine del solito.

Com’è nato è il Carnevale?

L’idea nacque dalle processioni Dionisie nell’antica Grecia e dai festeggiamenti alla dea Iside, dea egiziana che per onorarla ci si vestiva in modo mascherato con pelli di capra e vari ornamenti.

L’idea invece dei carri mascherati deriva dagli dei Sole e Luna, che si spostavano con una specie di nave con le ruote seguendo un corteo; cosa che poi fu presa in considerazione anche dai romani.

Questa sfilata era caratterizzata da confusione e disordine dove le persone si sentivano libere di giocare e scherzare fuori dall’ordinario. Lo scombussolamento creato faceva capovolgere le situazioni sociali, per esempio nei saturnali il re era sopraffatto dal popolo, gli schiavi comandavano ai loro padroni, tutto i cambiamenti erano leciti e le norme venivano violate.

Perché a carnevale ci si veste in maschera?

Sotto l’aspetto filosofico il carnevale mescolava cielo, terra e spiriti soprannaturali che si identificano nelle persone attraverso dei mascheramenti, ecco perché a carnevale ci si veste in maschera; poi vedremo nel dettaglio cosa significano e da dove derivano le maschere.

Questo comportamento era possibile fino alla riattivazione del cosmo, ovvero il riposizionamento dell’ordine e delle leggi da seguire, in cui tutto ritornava alla normalità e alla consuetudine.

Una volta che questa “allegra libertà di comportamento” fu conosciuta e diffusa, la storia del carnevale iniziò ad evolversi un po’ dappertutto, imitandone lo stile. Divenne così tanto famosa da essere descritta anche in molti libri di importanti scrittori, oltre che raffigurata in molteplice opere d’arte di famosi pittori.

Che cosa significa Carnevale

Prima di vedere come si svolge il tempo carnevalesco andiamo a scoprire che cosa significa la parola “carnevale“. Sembra che questo termine abbia diverse origini, ma anche se un po’ dubbiose, tutte rispecchiano le particolarità del carnevale. Vediamo da dove deriva il temine Carnevale:

  • dal latino carnem levare che vuole dire “eliminare la carne“, cioè non cibarsi di carne
  • dalla parola carnualia, tradotta “giochi campagnoli
  • da carrus navalis , cioè navi su ruote
  • la parola “Carnevale” è stata usata per la prima volta dal poeta Matazone da Caligano e dallo scrittore Giovanni Sercambi.

La storia del Carnevale

Con il passare del tempo questo divertimento mascherato ha trovato il suo apprezzamento da parte di ogni tipo ceto sociale. Nel1400-1500 la famosa famiglia fiorentina dei “Medici” programma va grandi feste mascherati con tanto di carri, canti e danze.

La storia del carnevale è iniziata sotto forma di rito pagano, ma poi questa festività è stata riconsiderata anche dalla chiesa che ha dato un altro tipo di significato, collegandola al periodo che precede la quaresima e la Pasqua. Il papa “Benedetto XVI ha definito il carnevale un’espressione di gioia.

La tradizione prevende che l’inizio del carnevale sia subito dopo il termine delle festività di Natale ovvero, dato il detto dice che “l’Epifania tutte le feste porta via“, questo periodo di festa inizierebbe il 7 di gennaio.

È definita una “festa mobile” ovvero che non ha un periodo sempre uguale di durata. Secondo in cristianesimo il carnevale ha inizio la “Domenica di Settuagesima” cioè circa 70 giorni prima del giorno di Pasqua e termina il “martedì grasso“, ultimo giorno di festa in maschera. La domenica successiva inizia la Quaresima.

Il giorno successivo al “martedì grasso” è il “mercoledì delle ceneri” che dà il via al periodo di Quaresima; ovvero il tempo che precede la Pasqua. In questo periodo, che prevede digiuno e astinenza, è prevista l’eliminazione della carne“. Ecco perché il carnevale viene chiamato così, perché chiude i “bagordi“.

Chi ha inventato i coriandoli?

Un piccolo e immancabile accessorio unito al carnevale sono i coriandoli, accompagnati dalle le stelle filanti. Ma chi li ha inventati? Sembra he il primo ad aver commercializzato pezzetti di carta ritagliata sia stato l’ingegnere di Crescenzago (MI) Enrico Mangili.

Quest’uomo possedeva una grande stamperia dove c’erano dei macchinari che bucherellavano dei fogli colorati. Questi cerchietti di scarto erano destinati ai bachi da seta ai quali servivano come lettiere.

Nel 1875 Mangili pensò di utilizzarli lanciandoli nei carri di carnevale e da qui fu tutto un successo. Questa invenzione fu rivendicata anche dal triestino Ettore Fenderl, che durante il carnevale di Trieste del 1876 avrebbe creato piccoli pezzi di carta triangolare da lanciare al posto dei confetti.

Ecco perché si usano i coriandoli a carnevale; da quel momento lanciare i coriandoli è diventata una tradizione che piace molto, soprattutto ai bambini.

Il carnevale in Italia

Ormai il carnevale si festeggia in tutto il mondo; per quanto riguarda la nostra nazione i carnevali italiani più importanti sono:

  • il bellissimo carnevale di Venezia, dove si vedono maschere uniche e stupende
  • il famoso carnevale di Viareggio, noto per i spettacolari carri mascherati
  • in Sicilia c’è il carnevale di Arcireale, dove sfilano magnifici carri ricoperti di fiori
  • lo storico carnevale di Ivrea, durante il quale si esegue la “battaglia delle arance”.

Le maschere di carnevale

maschera di Arlecchino

Sono molte le maschere che al giorno d’oggi vengono indossate per questi festeggiamenti, ma vediamo quali sono le maschere tradizionali di carnevale che hanno dato inizio a questo divertimento mascherato e che fanno parte della Commedia dell’arte; ne cito alcune:

Arlecchino: di provenienza lombarda/francese. È un vestito composto da vari ritagli di stoffe colorate, derivante da una famiglia povera che non aveva denaro per comprare abiti eleganti. Il suo significato lo definisce un diavoletto burlone, una persona scherzosa e buffona a cui piace portare allegria.

Balanzone: un uomo di legge di origine bolognese. Vestito completamente di nero, a parte il bavero ed i polsi. È considerato un grande chiacchierone ed un amante del cibo. Il suo nome deriva da bilancia, che sta ad evidenziare il simbolo presente nelle sale di giustizia.

Brighella: è di origine bergamasca ed è molto amico di Arlecchino. Rappresenta un servo furbo dalla mente molto astuta a cui piace seguire i potenti a scopi egoistici. Crea inganni e intrighi, oltre ad essere un bravo bugiardo che riesce a nascondere bene le verità.

Colombina: di provenienza veneziana, è la compagna di Arlecchino ma ha pure le attenzioni di Pantalone. È una serva molto vivace, graziosa e astuta; spesso si trova coinvolta in intrighi amorosi che riguardano la sua padrona, Rosaura, alla quale presta servizio con fedeltà.

Gianduia: nasce nel torinese ed il suo nome tradotto significa “Giovanni del boccale“. È un uomo buono, generoso, sorridente e altruista, pronto ad aiutare tutti. La sua compagna si chiama Giacometta. Dalla figura di Gianduia deriva una bontà che conosciamo tutti, il famoso cioccolatino “Gianduiotto”.

Meneghino: maschera milanese che a differenza di Gianduia porta sempre calzettoni a righe orizzontali. È la figura di un servo fedele, che si presenta con il cappello a punta ed i capelli neri. Solitamente onesto e sincero ed è ritenuto un personaggio molto popolare per i milanesi. La moglie si chiama Cecca.

Pantalone: tipica maschera veneziana di un uomo vestito con una calzamaglia rossa, un mantello nero e delle insolite pantofole appuntite. È un vecchio mercante brontolone in quanto si lamenta continuamente di guadagnare poco e desidera avere più soldi

Pierrot: nacque in Italia ma poi si spostò in Francia da dove prese questo nome. Sempre vestito di bianco con i bottoni ed il capello nero; il suo viso è sempre coperto da cerone bianco con una lacrima nera che scende da un occhio. È un personaggio molto timido e sfortunato con i suoi amori impossibili.

Pulcinella: di origine napoletana, all’inizio il suo nome era Policinella, poi lo cambiarono. Rappresenta un personaggio sempre vestito di bianco con la mascherina nera, dal portamento allegro e spiritoso. Chiacchera un po’ troppo molto e si ribella contro certe situazioni create dai potenti.

Rugantino: maschera romana il cui nome derivante dal termine “ruganza“, significa “arroganza“. Porta sempre un fazzoletto al collo e rappresenta un po’ il “bullo del Trastevere” con il modo di porsi da superbo e presuntuoso; ma alla fine sa essere anche piacevole ed apprezzato.

Stenterello: di provenienza fiorentina, si presenta come un uomo magro ed esile. Il suo nome deriva dal fatto che cresceva a stento, ovvero con difficoltà. Personaggio impulsivo ma allo stesso tempo saggio ed altruista con i più deboli e fragili.

Tartaglia: di origine napoletana rappresenta un uomo goffo e calvo con un vestito verde striato di giallo. Il suo nome è dovuto al fatto che era un balbuziente ed inoltre aveva anche problemi di vista ed i suoi erano nascosti da un paio di occhiali verdi. Era una persona presuntuoso che credeva di saper tutto.

I dolci di carnevale

Il periodo carnevalesco è accompagnato da delizie che solitamente non si fanno durante l’anno, vediamo quali sono i dolci di carnevale:

  • Arancini di carnevale: dolcetti marchigiani fatti con pasta d’uovo e succo e buccia d’arancia e ricoperti di miele
  • Brighelle: simili a dei bignè e riempiti con crema chantilly
  • Castagnole: piccole palline fritte e compatte, spolverate di zucchero a velo
  • Caragnoli: dolce molisano a forma di elica fasto di pasta fritta e ricoperto di miele
  • Chiacchere: dette anche “crostoli“, “bugie“, “frappe“, “galani“: rettangoli di pasta fritta con l’aggiunta di zucchero a velo (miele, cacao o altro a scelta)
  • Crescionda spoletina: dolce umbro composto da uova, amaretti e cioccolato
  • Frittelle: di forma rotonda, impastate con l’uvetta e possono essere anche ripiene con crema pasticcera o zabaione
  • Migliaccio napoletano: formato da uova, latte, vanillina, buccia di limone, ricotta e semolino
  • Zeppole: dolce campano fatto con uova e burro, cotto e composto da crema pasticcera e amarene sciroppate

Concludo con un famoso detto e auguro a tutti un divertente Carnevale in maschera:

A carnevale ogni scherzo vale!

Avete altre informazioni che riguardano l’origine, la storia e le maschere di carnevale? Lasciate un commento.

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