Le piante carnivore: caratteristiche, specie e cura

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La mia passione per i fiori mi porta a conoscere sempre più a fondo quali sono le diverse varietà floreali che offre la natura. Avendo già scritto precedentemente articoli sui fiori rari e strani, sui fiori più belli e sulle piante di Natale, oggi descrivo alcune delle specie di piante carnivore esistenti al mondo, le loro caratteristiche e come curarle.

Questa tipologia di fiori insettivori cattura la mia attenzione in modo sorprendente, in quanto mi sembra molto strano che questa bellissima flora possa risultare un pericolo per gli insetti ma anche per l’essere umano.

Vediamo insieme quali sono le categorie dellepiante assassinee la loro pericolosità. Non prendete paura, alcune si possono anche coltivare in casa, prestando un po’ di attenzione, naturalmente.

Piante carnivore caratteristiche

Innanzitutto andiamo a capire cosa sono le piante carnivore, chiamate anche piante insettivore. Proprio per come vengono definite, crescono e si mantengono in vita catturando insetti e animali invertebrati.

Sono piante erbacee che crescono in zone paludose, ad esempio le torbiere, dove è presente una consistente acidità e ove risulta mancare l’azoto, che le piante accumulano tramite l’assunzione di proteine animali.

In tutto il mondo sono presenti circa 600 specie di piante carnivore, suddivise in 12 generi e 5 famiglie. Sono definite carnivore solo se sono in grado di attirare gli insetti in primis; poi ucciderli e digerirli.

Ne esistono anche circa 300 di diverse specie chiamate “proto-carnivore“, cioè riescono a catturare gli insetti ma non sono in grado di nutrirsi di essi.

Come fanno le piante insettivore ad intrappolare gli insetti?

Scopriamo quali sono le strategie di cui sono dotate queste strane categorie floreali per catturare il cibo:

  1. Trappole a scatto: quelle dotate di foglie super sensibili, appena qualcosa si posa su di loro viene rinchiuso.
  2. Trappole ad ascidio: alcune usano le loro foglie a forma di cilindro di cui sono dotate.
  3. Trappole a nassa: possiedono una peluria che spinge la preda verso il canale digestivo.
  4. Trappole adesive: tramite una sostanza appiccicosa presente nelle foglie.
  5. Trappole ad aspirazione: si servono di un muscolo per aspirare le prede, come un risucchio nel vuoto.

Quali sono le specie di piante carnivore al mondo

Come accennavo prima, questi fiori particolari hanno una diversa pericolosità da una tipologia ad un’altra. Cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche delle varie specie di piante carnivore presenti sulla terra.

Le specie di piante insettivore più pericolose

1. Dionaea muscipula o Venere acchiappamosche

La Venere acchiappamosche fa parte della famiglia delle Droseracee; è originaria degli Stati Uniti, nello specifico delle zone della Caroline. Il suo nome è stato ispirato dalla dea greca della bellezza “Dione” e sembra esistano 124 varietà di Dionaea muscipula.

Si tratta di una pianta erbacea che possiede delle strane foglie a forma di “bocca con dei denti appuntiti” o uno “strano occhio dalle lunghe ciglia“. Non diventa molto alta, infatti si sviluppa massino 14-15 cm.; le radici nella terra si allungano oltre i 20 cm.

Quei particolari “denti o ciglia” sono la trappola per gli insetti. Quando il malcapitato sfiora le foglie, la Dionaea rimane ferma al primo tocco; alla seconda minima vibrazione scatta racchiudendo la sua preda. Questo ciclo di “attesa e azione di catturaavviene ogni 30/40 secondi; tra un ciclo all’altro la pianta “resetta la memoria” e poi riparte.

Quando questa pianta carnivora pericolosa è consapevole che la preda catturata è viva, inizia la fase digestiva; in caso contrario se dovesse aver intrappolato “un insetto morto“, per caso caduto o appoggiato appositamente sulle foglie, la Dionaea muscipula non lo accetta e dopo qualche ora riapre la bocca con la preda ancora presente.

I fiori della Venere acchiappamosche sono formati da 5 petali di colore bianco e sbocciano tra i mesi maggio e giugno. Il frutto che ne deriva assomiglia a piccoli chicchi d’uva. La Dionaea muscipula si può definire sessualmente matura verso i 5 anni di età.

2. Darlingtonia Californica o Pianta Cobra

La Darlingtonia Californica, conosciuta anche come Pianta Cobra, fa parte del genere Darlingtonia. È una specie di pianta carnivora endemica che proviene principalmente dalla California. Il suo nome le è stato dato in onore a William Darlington, famoso botanico statunitense.

I suoi ascidi, ovvero le foglie modificate, sono di colore verde e possono raggiungere un’altezza anche di un metro. La loro forma assomiglia ad un tubo che si gira su sé stesso; questo evita l’entrata dell’acqua piovana possa influire sul liquido prodotto dalle foglie.

Generalmente cresce in un terreno umido e dev’essere protetta dai forti raggi solari. I fiori che produce sono dei singoli steli, lunghi qualche centimetro, e di colore giallo ocra o di tonalità rossastra. Dentro all’opercolo, la parte ricurva, si trovano le ghiandole che servono per prendere gli insetti.

La Darlingtonia Californica si può coltivare anche in vaso che misura circa 10 cm. di altezza, con una torba acida adeguata e innaffiare solo con acqua distillata o piovana, cercando di non dimenticare il sottovaso vuoto.

3. Utricularia

Un’altra specie di pianta insettivora da temere è la Utricularia che fa parte della famiglia delle Lentibulariaceae. Si tratta del genere di piante carnivore più consistente, in quanto comprende quasi 215 specie diverse. La bellezza di questa pianta sono i fiori, simili a qualche varietà di orchidee.

Della Utricularia esistono specie terrestri e specie acquatiche, entrambe usano il meccanismo di trappola ad aspirazione. Entrambe le tipologie crescono sotto al substrato terreno o acquoso e risulta essere la pianta dalla struttura più complicata tra il suo genere.

La sola parte visibile sono i fiori che si sviluppano in steli fini e lunghi sbocciando in colore giallo ed assomigliano ai fiori chiamati “bocca di leone“. Una delle specie, la Utricularia dichotoma, produce fiori di color rosa intenso/viola.

Questa specie di flora pericolosa vive solitamente in terreni acidi e alcalini; qualche rara volta possono trovarsi anche vicino a qualche cascata. Il tipo acquatico cresce in zone di basse temperature, come la Siberia o la Gran Bretagna in quanto sopportano bene il freddo; altre categorie, invece, durante l’inverno “dormono”.

4. Nepenthes – la specie di pianta carnivora più pericolosa in assoluto

Nepenthes appartiene alla famiglia delle Nepenthaceae ed è considerata la pianta carnivora più pericolosa di tutte; del suo genere esistono 174 specie. Sono diffuse in paesi dell’India, in varie zone dell’Asia, dell’Australia, in Madagascar. Il suo nome, tradotto dal greco antico, significa “dolore“.

Questa categoria di flora è quasi completamente “terrestre” e si sviluppa in uno stelo di lunghezza circa 15 cm. formando una specie di recipiente tubolare del diametro di un centimetro. La nervatura, che cresce lungo le foglie, si allunga fino a formare una sacca, che sarà la trappola degli insetti.

Questo tipo di vegetazione preferisce temperature fredde, anche sotto ai 15-20°C ma resistono bene anche i +40°C. Per svilupparsi meglio è necessario stiano più alla luce che il buio, infatti i migliori risultati si ottengono quando sono posizionate ai raggi diretti del sole.

Una specie di queste “piante assassine”, chiamata Nepenthes rajah che si dice possa divorare sia animali che essere umani. Questo pensiero è nato da alcuni fatti di cronaca, uno in cui si racconta che una ragazza è stata divorata nel Madagascar nel 1978; un altro caso simile avvenne nel 1925 nelle Filippine.

5. Drosophyllum

Una tra piante insettivore più strane che esistono sul nostro pianeta è la Drosophyllum e fa parte della famiglia delle Droseracee. Esiste una sola specie definita Drosophyllum lusitanicum che proviene dalle zone spagnole, portoghesi e sud africane.

La particolarità di questa specie carnivora è che possiede foglie che emanano un forte odore, che diventa irresistibile per gli insetti. Questi, infatti, seguendo la scia odorosa, si appoggiano sulle foglie ricoperte da un liquido appiccicoso e non riescono più a liberarsi.

La Drosophyllum lusitanicum ama molto l’umidità; cresce fino ad un’altezza di media di 50 cm. e produce steli lunghi con foglie aghiformi. Nel periodo primaverile di possono vedere i suoi fiori, di colore giallo, che produce a piccoli gruppetti.

Altre specie di piante carnivore presenti al mondo

1. Sarracenia

Una delle piante carnivore belle da ammirare è la Sarracenia che appartiene alla famiglia delle Sarraceniaceae e all’ordine delle Nepenthales. Questa specie proviene dall’America del Nord.

Si suddivide in 25 specie e 3 generi: Saracenia, Darlingtonia e Heliamphora. A sua volta la Sarracenia si divide in:

  • Sarracenia purpurea con gli ascidi verticali ma più corti
  • Sarracenia psittacina si sviluppa in orizzontale
  • Sarracenia oreophila con le foglie altee tubolari

Si può coltivare sia in casa in un terreno umido, che all’aperto, vicino a qualche laghetto; le sue foglie sono spesso verdi ma i tipi di ascidi variano a seconda delle specie. All’interno sono formati da varie parti ed ognuna di esse ha la propria funzione.

2. Cephalotus follicularis

Cephalotus follicularis (Holger Hennern CC BY-SA 3.0)

Una specie di pianta insettivora rara avente entrambe le tipologie di foglie ovvero anche quelle “non-carnivore” è la Cephalotus follicularis che fa parte della famiglia delle Cephalotaceae e dell’ordine Cephalotus e proviene da territori australiani.

L’opercolo ha colori variegati che disorientano le prede quando si appoggiano; sopra agli ascidi, invece, si possono notare delle sporgenze che sembrano degli anelli e sono posizionati tutt’intorno alla foglia, con un risvolto verso l’interno.

Gli insetti che si posano sugli ascidi, sia per il liquido scivoloso di cui sono dotati, che per la presenza di questi rilievi, non riescono più a liberarsi; ne consegue che l’unica direzione possibile è all’interno della pianta e diventare cibo per la stessa.

Questa tipo di flora si può coltivare sia all’aperto che in casa, ponendo attenzione anche alle temperature. Resistono alle varie stagioni ma meglio non esporle ai diretti raggi solari nei periodi più caldi, aiutando lo sviluppo con qualche goccia di latte.

3. Drosera

Altra tipologia di pianta carnivora è la Drosera che fa parte delle Droseraceae e si suddivide in 150 specie che si possono trovare in certe zone dell’America in Australia e in Africa; le più note sono Drosera rotundifoliaDrosera intermedia e Drosera anglica, Drosera binata.

La cosa che accumuna tutte le varietà di questi fiori pericolosi è la sostanza appiccicosa che si trova nelle foglie; per l’appunto serve ad intrappolare le prede che osano toccarle e una volta catturate la foglia si chiude a forma di riccio per non lasciarle più scappare.

Questo arricciamento avviene in modo molto lento che può impiegare anche un tempo di 14 ore. La fioritura solitamente si può ammirare nel periodo primaverile. La Drosera è una pianta molto longeva, infatti può vivere anche 50 anni.

4. Aldrovanda vesiculosa

La Aldrovanda vesiculosa è una specie di pianta carnivora acquatica che fa parte della famiglia delle Droseraceae e si può trovare in varie zone del mondo; si può trovare, infatti, in Asia, Africa, Europa e Australia.

Se pur così diffusa è stata dichiarata “pianta rara” che si sviluppa galleggiando in acqua calde e temperate e non produce radici. È a tutt’oggi motivo di studio per capire alcune sue caratteristiche, come ad esempio, i particolari della sua riproduzione.

Il metodo di cattura dell’Aldrovanda vesiculosa è come la “Venere acchiappamosche“, ovvero con veloci movimenti “delle bocche”. La sua forma è composta da rametti ed i suoi fiori sono di colore bianco e sono formati da 5 petali, proprio come la Dionaea muscipula.

5. Brocchinia reducta

Una bella pianta carnivora da coltivare è la Brocchinia reducta che appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae ed ha origini nel Venezuela e Guyana (America meridionale).

La particolarità di questa specie è che ha le foglie lunghe e larghe che inizialmente si sovrappongono per poi svilupparsi ad imbuto. Sono lisce e carnose e, quando sono esposte alla luce del sole, emanano dei riflessi ultra-violetti spettacolari.

Questo riflesso è il metodo per intrappolare gli insetti che si posano sulle foglie; inoltre l’odore della Brocchinia reducta è piuttosto dolciastro che attira altre tipologie di insetti, come le formiche.

È un tipo di flora che ama molto i raggi solari e si disseta esclusivamente di acqua piovana, che ristagnando nel suo interno, produce i giusti batteri che servono alla pianta per digerire le sue prede.

6. Pinguicula

Molte specie di fiori carnivori vengono anche coltivati in casa per il loro fascino ed uno di questi è la Pinguicula. Appartiene alle Lentibulariaceae e si possono trovare 80 specie diffuse in zone dell’America e dell’Asia settentrionale.

Le belle foglie larghe, a forma di rosa, sono ricoperte da una sostanza appiccicosa utile ad intrappolare i minuscoli animaletti che la visitano, i quali saranno poi uccisi e digeriti come di prassi per questo genere di vegetazione.

Esistono due categorie di Pinguicula:

la specie temperata: resistono ad inverni molto freddi, durante i quali producono delle piccole gemme
la specie tropicale: che amano il caldo e in inverno non hanno bisogno di “dormire”; producono piccole rosette tutto l’anno

I fiori di questa pianta sono steli abbastanza lunghi, formati da due petali e possono essere di colore blu, bianco o viola e di forma chiusa o aperta, a seconda delle sottospecie e dei sottogeneri.

7. Roridula

Per citare una specie di pianta proto-carnivora nomino la Roridula della famiglia della Roridulaceae che vive nei paesi del Sud Africa. Ha tutte le caratteristiche delle piante carnivore la non è in grado di digerire le sue prede, ma dei quali si nutre assorbendone in modo indiretto.

Esistono solamente due specie di Roridula:

Roridula dentata: cresce a forma di cespuglio che può arrivare anche 150 cm di altezza
Roridula gorgonia: arbusto sempreverde che può raggiungere un’altezza che varia da 60 a 100 cm.

Produce fiori a forma di spiga e sono definiti “fiori secchi” in quanto quando sono maturi si aprono da soli per mostrare la fioritura interna; possono essere di color bianco o porpora.

Come aver cura di una pianta carnivora

Questa flora speciale va trattata con le attenzioni che prestiamo ai “fiori normali”, quindi aver cura di una pianta carnivora non comporta particolari difficolta; basta essere un po’ accorti su determinati fattori.

Questo tipo di vegetazione può essere coltivata sia nel giardino che in casa. Considerando che queste piante necessitano quasi tutte di superfici e ambienti molto umidi, bisogna approvvigionarsi con terrai o creare un luogo adatto.

Vediamo quali sono i consigli utili da seguire e come prendersi cura di una pianta carnivora e farla crescere al meglio. Naturalmente queste sono istruzioni basilari, poi ogni fiore ha le sue esigenze specifiche.

Dove vanno posizionate le piante insettivore

Quasi tutte le specie amano molto il sole, anche ai raggi diretti per un po’ di tempo. Quindi la posizione ideale sarebbe esporle all’aperto, con qualche copertura di ombra ma che possono stare alla luce il più tempo possibile.

Se sono in vaso, va bene anche posarlo su un davanzale o un terrazzo. Se sono in giardino basta metterle leggermente al riparo.

Come si innaffiano le piante carnivore

Una cosa estremamente importante è che abbiano il terreno sempre umido. Tenere sempre un sottovaso, ma non deve esserci sempre acqua nello stesso, altrimenti le radici assorbono troppo e si possono marcire.

Quindi è bene innaffiare le piante carnivore con acqua piovana o acqua distillata almeno una volta al giorno, ma senza esagerare troppo. Non utilizzare l’acqua del rubinetto, in quanto contiene troppo calcare che è dannoso per la pianta.

Consigli su come coltivare una pianta insettivora

  • È sconsigliato utilizzare fertilizzante, in quanto contengono sostanze che danneggiano la pianta.
  • Non alimentare la pianta con piccoli pezzi di carne, si rischia seriamente di farla morire.
  • Le piante carnivore si alimentano da sole senza bisogno di particolari aiuti, non sforziamola.
  • Se la pianta dovesse, per cause di forza maggiore, avere fame, possiamo aiutarla con l’assunzione di qualche piccolo insetto vivo, esempio le zanzare.
  • Non toccarla eccessivamente; questo può produrre uno stress che la indebolisce.

Curiosità sulle piante carnivore

  • Charles Darwin fu la prima persona a stilare un trattato su questa tipologia di piante.
  • Inizialmente erano catalogate come piante insettivore, ma dato che non si nutrono solo di insetti, Francis Ernest Lloyd ha ritenuto opportuno classificarle come piante carnivore.
  • Il tedesco Carl Liche fu uno degli scrittori che raccontò esperienze di incontri ravvicinati con questa tipologia di “piante mangia-insetti e artropodi”.
  • si possono coltivare senza problemi le “piante carnivore in Italia” ma l’origine e provenienza delle stesse è da paesi stranieri.

Concludo dicendo che approfondire questo argomento sulla strana flora insettivora è stato piacevole e misterioso in quanto ricco di aspetti che non immaginavo. È sempre bello scoprire cose interessanti e nuove che ci offre la natura.

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