Categoria 🤸 Salute e Benessere

Medicina, dieta, sport e meditazione, consigli e suggerimenti per migliorare il nostro stato fisico e mentale, superando lo stress quotidiano e l’ansia.

Alzheimer, una dieta a base di uva può contrastare la malattia 5 (2)

Contrastare l’alzheimer con l’uva!? L’Università della California di Los Angeles ha condotto una nuova ricerca, finanziata dalla California Table Grape Commission, su come poter prevenire L’Alzheimer. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Experimental Gerontology. Ciò che è emerso dallo studio è che una dieta a base di uva è efficace nella prevenzione dell’Alzheimer. Consumare due tazze dal giorno di uva per sei mesi, in persone con una perdita di memoria precoce, diminuisce il declino metabolico di alcune aree del cervello connesse a questa malattia. I partecipanti alla ricerca, dieci persone scelte a caso, sono stati divisi in due gruppi: al primo gruppo è stato somministrato della polvere di uva, circa due tazze di uva la giorno, al secondo gruppo un placebo, simile per gusto e apparenza ma senza i polifenoli. Ciò che è emerso dai risultati della ricerca è che le persone che non avevano consumato uva hanno avuto un importante diminuzione del metabolismo in regione del cervello correlate all’Alzheimer. I partecipanti che invece avevano consumato uva hanno dimostrato cambiamenti positivi nel metabolismo cerebrale, miglioramenti nell’apprendimento, nell’attenzione e nella memoria. L’uva contiene i polifenoli che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e può proteggere il nostro cervello in due modi: con una riduzione dello stress ossidativo e con un flusso sanguigno sano che aiuta il mantenimento di livelli adeguati di una sostanza chimica importante per la memoria. Il professor Daniel H. Silverman, principale autore della ricerca afferma che: “I risultati dello studio suggeriscono che l’assunzione regolare di uva può fornire un effetto protettivo contro il declino precoce associata alla malattia di Alzheimer. Questo studio pilota contribuisce alla crescente evidenza che supporta il ruolo benefico dell’uva sia neurologico che sulla salute cardiovascolare, tuttavia studi clinici più grandi sono necessari per confermare gli effetti da noi osservati”. L’uva è un ottimo alimento per […]

Creato il primo embrione “ibrido” uomo-maiale: speranza per i trapianti 4 (1)

Negli Stati Uniti, in California, il Salk Institute of Biological Studies ha condotto un nuovo progetto di ricerca, guidato dal biologo Juan Carlos Izpisua Belmonte. La ricerca riguarda la creazione di un embrione uomo-maiale (“ibrido”), nato dall’unione di cellule staminali umane e suine,. Il lavoro è stato descritto sulla rivista Cell lo scorso 26 gennaio. Il progetto mira alla possibile produzione di organi trapiantabili. Questa ricerca, risultato di un lungo lavoro di ingegneria genetica, ha come scopo la possibilità futura di avere a disposizione un maggior numero di organi umani funzionanti. Una speranza per le tante persone in attesa di un trapianto di organi. Il ricercatore Juan Carlos Izpisua Belmonte, professore del Salk Institute of Biological Studies, ha affermato che: “Questo è un importantissimo primo passo verso lo sviluppo di embrioni animali con organi umani funzionanti”. Ha inoltre aggiunto che :“L’obiettivo finale è produrre tessuti o organi funzionanti trapiantabili, ma siamo ancora lontani”. Perché è stato creato il primo embrione “ibrido” uomo-maiale Gli scienziati americani hanno introdotto le cellule staminali umane nell’embrione di un maiale e poi impiantato nell’utero di una scrofa per farlo crescere. Un mese dopo (primo trimestre di una gravidanza di un maiale) le cellule staminali si erano sviluppate formando organi e tessuti tra cui cuore, fegato e neuroni. L’embrione detto “chimera” era inefficiente e gli scienziati lo hanno eliminato per evitare che nascesse un misto umano-animale. Sono stati esaminati 1.500 embrioni di maiale. La ricerca è durata quattro anni: un periodo molto lungo per via della complessità degli esperimenti. Quindi attualmente l’esperimento è solo riuscito a metà. Il ricercatore della Stanford University in California, Hiromitsu Nakauchi, ha dichiarato che ciò che è stato ottenuto dalla ricerca è un primo passo. Il numero di cellule umane all’interno degli ibridi maiale-uomo, però, sono ancora troppo basse e quindi […]

Ridere fa bene alla salute – lo dimostra un test 3.7 (3)

È risaputo che ridere fa bene alla salute. Un nuovo studio annuncia che la risata non solo è la migliore medicina per la nostra salute ma, inoltre, mettere il cervello in stato meditativo, riducendo lo stress e rafforzando la memoria a breve termine. I meccanismi psicologici che causano una risata sono ancora poco compresi, gli studiosi però ritengono che facciano riferimento all’intelligenza simbolica tipica dell’uomo. I vari studi che sono stati effettuati negli ultimi tempi sono però riusciti a valutare gli effetti benefici che produce sul nostro organismo. La ricerca effettuata dai ricercatori della Loma Linda University della California ha rivelato che quando ridiamo il nostro cervello passa in una condizione simile al vero stato meditativo, migliorando così la nostra memoria e riducendo gli effetti negativi causati dallo stress. Ridere fa bene alla salute – il test Lo studio ha effettuato dei test su 20 adulti sani tra i 60 e i 70 anni, misurando i loro livelli di stress e la condizione della memoria a breve termine. Sono stati suddivisi in un gruppo, ad un gruppo è stato chiesto di sedersi in silenzio, di non parlare, non leggere o utilizzare telefoni cellulari, mentre all’altro gruppo sono stati mostrati una serie di video divertenti. I partecipanti dopo 20 minuti hanno fornito campioni di saliva e fatto un test sulla memoria a breve termine. Il gruppo, a cui sono stati mostrati i video divertenti, ha mostrato una prontezza significativa rispetto all’altro gruppo quando dovevano richiamare informazioni in memoria, ed è stata dimostrata una capacità di richiamo pari al 43,6 per cento, rispetto al 20,3 per cento dell’altro gruppo. Inoltre, il gruppo dei video divertenti ha mostrato livelli più bassi di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, dopo aver visto i video, mentre i livelli dell’altro sono rimasti pressoché invariati. Cortisolo più […]

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