Cinque motivi per cui un manga caffè in Italia non funzionerebbe

Tutti quanti conosciamo i manga cafè – sicuramente vi è capitato di imbattervi in qualche serie tv, film, cartone animato o fumetto! Ma anche e soprattutto sui social in cui tantissimi ragazzi spesso in POV rilasciano dei contenuti video divenuti spesso virali mentre camminano in tarda notte in quelli che sembrano essere edifici colorati ma vuoti. Ovviamente non lo sono… nello specifico permanga cafè si intendono quei conglomerati a più piani aperti h24 che in Giappone permettono a insonni e ragazzi precari che non possono permettersi l’affitto di un appartamento, di vivere in piccole stanze con connessione internet computer desktop, monitor e soprattutto una piccola brandina in cui potersi comodamente sdraiare. All’interno di queste strutture sono presenti numerosi manga e games che sono accessibili in lettura per tutto il tempo in cui si è presenti. Ci sono veri e propri abbonamenti ma anche pacchetti orari per gli utenti.

 I manga cafè come suggerisce il nome hanno anche un’area ristoro fornita piena di vending machine di varia natura, e permette libero accesso, anche a volte, a giochi di ruolo – non possiamo accostarli ai tipici pub inglesi ma diciamo che è una variante orientale di “comunità condivisa e libera”. Per chi non lo sapesse infatti originariamente i pub inglesi erano stati accolti come punto di ritrovo delle famiglie e si riempivano facilmente durante le festività. Tutti gli altri servizi come il bagno e spesso anche le docce sono gratuite.

Ma perché i manga cafè Alla luce di tutto questo non funzionerebbero in Italia?

1. Il valore sacro della “Piazza” e dello spazio condiviso

Per noi, la comunità non è qualcosa che si vive dentro un cubicolo di pochi metri quadrati con un paio di cuffie, diciamocelo. Sì certo ci siamo sempre più avvicinati a un concetto meno europeo e più occidentale come vita e gestione delle relazioni ma siamo pur rimasti attaccati ai nostri ideali di un tempo. La nostra storia è scritta nelle piazze, nei luoghi dove ci si guarda negli occhi senza filtri digitali! L’idea di isolarsi in una piccola stanza, seppur con un computer e dei fumetti a farci compagnia, contrasta con il nostro bisogno viscerale di spazi aperti e di quel calore umano che solo la vicinanza fisica e visiva può offrire. Noi non cerchiamo un rifugio dal mondo; cerchiamo un mondo in cui abitare insieme.

2. Il rito della tavola contro la “vending machine”

Sappiamo bene che il cibo, per noi, non è mai solo una questione di calorie o di velocità. È un linguaggio. È un atto d’amore. Sedersi davanti a una macchinetta automatica per consumare un pasto veloce mentre si legge in solitudine manca di quella “scintilla” che caratterizza le tipiche giornate italiane. Noi celebriamo la preparazione, l’attesa e la condivisione! Un distributore potrà darci uno snack, ma non potrà mai darci il conforto di un pasto che nutre la conversazione e lo spirito…

3. La famiglia come rete di salvataggio primaria

In quelle realtà dove i manga cafè diventano quasi una residenza per ragazzi che vivono da soli la propria precarietà, vediamo la risposta a una solitudine profonda. In Italia, però, la nostra struttura sociale poggia su fondamenta diverse. La famiglia, nelle sue mille forme moderne, resta la nostra prima linea di difesa. Se un giovane attraversa un momento di difficoltà, la soluzione non è quasi mai un abbonamento orario in una struttura impersonale, ma il ritorno a una casa, a una rete di affetti che offre una brandina carica di significato, non solo di utilità.

4. La necessità del gesto e dell’espressività

Siamo un popolo che parla con le mani, con il tono della voce, con la risata che risuona in una stanza. Il silenzio quasi religioso e la discrezione estrema che regnano solitamente nei cafè orientali sarebbero per noi una costrizione insostenibile. La nostra energia vitale ha bisogno di spazio per espandersi; c’è la necessità implicita di discutere animatamente dell’ultima pagina di un fumetto o di un gioco, non di consumarlo in un isolamento silenzioso e controllato.

5. Il concetto di “Tempo di Qualità”

Infine, dobbiamo riflettere su come valorizziamo il nostro tempo. I manga cafè nascono spesso da una necessità di efficienza o di fuga dalla pressione sociale estrema. Ma noi italiani abbiamo insegnato al mondo il valore della lentezza, del “buon vivere”. Preferiamo un pomeriggio passato a camminare o a chiacchierare in un bar tradizionale, dove il barista conosce il tuo nome, piuttosto che un’esperienza ottimizzata e digitalizzata. La nostra dignità risiede nel tempo che dedichiamo agli altri, non solo a noi stessi.

In conclusione, sebbene l’innovazione sia sempre benvenuta, non dobbiamo mai dimenticare chi siamo. Il nostro passato, i nostri valori, i nostri ideali. Il progresso è meraviglioso, ma non deve mai andare a discapito di quella connessione umana, autentica e profonda, che è il vero cuore pulsante della nostra società!

E tu? Sei mai stato e non manga cafè? Ci andresti mai?



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Mariella Abbazi
Mariella Abbazi

It's me, hi.

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