Essendo sempre alla ricerca di cose misteriose nel mondo, mi sono imbattuta in questa strada sottomarina nelle Bahamas, ovvero la “Bimini road“, avvolta dal mistero e dalle curiosità. È considerata uno degli arcani sottomarini più affascinanti che esistono.
L’arcipelago delle Bahamas è situato a sud-est della Florida (Stati Uniti), ma nel nostro pianeta ci sono davvero infiniti misteri di ogni sorte; se vuoi leggere qualche interessante argomento riportato nel blog di Youfriend, sono certa ti piacerà.
Strada di Bimini – la scoperta
Forse l’aspetto più incredibile della Bimini Road è che la sua scoperta fu predetta. Il celebre sensitivo americano Edgar Cayce (1877-1945), noto come il “sensitivo dormiente”, nel 1938, affermò che i resti dell’isola perduta di Atlantide sarebbero stati trovati proprio vicino a Bimini tra il 1968 e il 1969.
Il 2 settembre del 1968, un team composto da Joseph Manson Valentine, Jacques Mayol e Robert Angove individuò, a pochi metri di profondità al largo di North Bimini, una distesa di rocce levigate di diverse dimensioni che ricordava una pavimentazione.
Bimini Road – descrizione e storia
Si tratta di una formazione rocciosa, posta nelle acque dell’oceano Atlantico, lunga circa 800 metri. Sebbene la forma regolare dei suoi blocchi rettangolari abbia alimentato l’ipotesi che si tratti di una struttura artificiale (come una strada o un molo), ad oggi non esistono prove scientifiche a sostegno di un’origine umana.
Si trova a soli 5-6 metri di profondità. L’acqua è così cristallina che la formazione è visibile dall’alto, rendendola una delle mete preferite per lo snorkeling e le immersioni ricreative.
Questa struttura, disposta lungo un asse nordest-sudovest, è nota ai più come “Strada di Bimini”. Nel corso degli anni, il sito è diventato oggetto di studio per una vasta gamma di esperti, tra cui archeologi, geologi, antropologi e ingegneri, oltre che meta per numerosi subacquei. Le esplorazioni hanno rivelato che, accanto alla struttura principale, si snodano altre due barriere rocciose parallele.
Come è formata la Bimini Road
Ha una caratteristica forma a “J”. Se fosse davvero una strada, non sembra portare a nessuna struttura specifica, il che ha portato alcuni a ipotizzare che non fosse un percorso calpestabile, ma piuttosto un molo o il muro di un antico porto sommerso.
Le strutture sommerse, note anche come “Parete di Bimini”, sono composte da tre distinte distese di massi piatti, caratterizzate da geometrie variabili che spaziano dal rettangolo a forme più asimmetriche. Sebbene la letteratura divulgativa ne enfatizzi spesso l’aspetto geometrico perfetto, la realtà è più sfaccettata.
Il tratto principale: Noto come “Strada di Bimini“, è il segmento più imponente e si estende per circa 800 metri, terminando con una curva a gomito. I suoi elementi principali misurano mediamente 3×2 metri; in particolare, i massi di dimensioni maggiori presentano profili che sembrano incastrarsi tra loro.
I segmenti minori: Le altre due formazioni sono sensibilmente più contenute, con una lunghezza di circa 50-60 metri. Queste sono costituite da lastre più modeste, che non superano i due metri di larghezza.
A causa dell’erosione che ha smussato i loro spigoli, i singoli componenti di queste pavimentazioni hanno assunto un aspetto peculiare, simile a delle enormi forme di pane.

Il mistero della Binimi Road
Questi segmenti sono formati da beachrock, una roccia tipica delle Bahamas composta da sedimenti conchigliari e carbonati. L’aspetto fortemente levigato dei blocchi suggerisce che l’erosione, dovuta ad agenti chimici, naturali e biologici, ne abbia consumato profondamente la struttura. A causa di questo deterioramento estremo, è altamente improbabile che si siano conservate tracce dell’aspetto originario, come eventuali incisioni o segni di lavorazione umana.
Alcuni ricercatori alternativi hanno cercato di collegare la zona alle antiche mappe del XVI secolo, come quella di Piri Reis (capitano navale ottomano turco risalente al XV secolo), che sembra mostrare terre nell’Atlantico che corrisponderebbero alle Bahamas prive di ghiacci o con livelli del mare molto più bassi, suggerendo la presenza di una civiltà avanzata durante l’ultima era glaciale.
Altri osservatori, invece, hanno notano che alcuni blocchi sembrano essere impilati o presentano angoli troppo precisi per essere casuali. Inoltre, alcuni sostengono di aver trovato “pietre di livellamento” sotto i blocchi principali. Ed il mistero continua.
Nota scientifica: Ad oggi, i test al radiocarbonio e le analisi geologiche condotte negli anni ’70 e ’80 indicano che le rocce si sono formate naturalmente circa 2.000-4.000 anni fa, un periodo molto più recente rispetto alla datazione mitologica di Atlantide, che Platone collocava intorno al 9.000 a.C.
Il collegamento tra la profezia di Cayce e la scoperta nel 1968 rimarrà uno degli aspetti più affascinanti e citati nei misteri legati alla civiltà perduta di Atlantide.
Concludo dicendo che posti del genere creano sicuramente molta curiosità per i subacquei, ma non solo, in quanto scoprire che al mondo esistono queste meraviglie è una sorpresa per tutti.







