Annalisa

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Castello di Sammezzano – Regello (FI) 4.5 (15)

Una bellezza unica tutta italiana è il Castello di Sammezzano, si trova in Toscana nell’omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze. È circondato da un ampio parco e attualmente è in stato di abbandono. Il castello ed il suo parco storico hanno un notevole valore storico-architettonico e ambientale oltre che una straordinaria bellezza da togliere il fiato, è raro esempio di architettura orientalista dell’800 in Italia. Storia del Castello di Sammezzano La storia del castello di Sammezzano è molto antica, si può risalire all’epoca romana e continuare nei secoli successivi al XVI quando fu costruito ma solo nel XIX è stato modificato nell’incredibile dimora in stile moresco. Nell’ottocento, la famiglia Ximenes D’Aragona fece ristrutturare una grande fattoria che era stata edificata nel 1605, tale ristrutturazione conferisce all’edificio principale un’espressione eclettica in stile moresco. Lo storico Robert Davidsohn, nella sua Storia di Firenze, dichiara che nel 780 probabilmente è passato Carlo Magno di ritorno dal suo viaggio da Roma, dove aveva fatto battezzare suo figlio dal Papa. La sua forma attuale è merito dell’opera di Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona che trasformò ed ampliò l’edificio già esistente. La proprietà, di cui fa parte il castello, per secoli appartenne a diverse famiglie importanti tra cui: gli Altoviti, Giovanni Jacopo de’ Medici che la vendette a Sebastiano Ximenes. La tenuta restò un possedimento della famiglia Ximenes d’Aragona fino all’ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816. Dopo la sua morte, in seguito ad un lungo processo riguardante il testamento di Ferdinando Ximenes, sia i beni, sia il nome, lo stemma sia titoli della famiglia Ximenes d’Aragona, e compresa la vasta tenuta di Sammezzano furono ereditati dal primogenito di Vittoria, sorella di Ferdinando, e moglie di Niccolò Panciatichi. Ferdinando Panciatichi dedicò la sua vita a questo eccezionale progetto e […]

Il Museo dei cellulari in una cantina 2 (1)

Lo smartphone oggi è l’oggetto che più usiamo ma non sono passati molti anni da quando sono apparsi e hanno iniziato a diffondersi i primi cellulari, che hanno avuto un’evoluzione incredibile e rapida, si è passati dallo storico telefonino di una volta ai moderni smartphone. Lo smartphone attualmente è un dispositivo quasi essenziale e sarebbe quasi impossibile tornare ad utilizzare uno dei primi cellulari. Il Museo dei cellulari di Stefan Polgari Ma c’è chi dei vecchi modelli ne è appassionato ed il caso del ventiseienne polacco Stefan Polgari possiede una numerosa collezione di cellulari e per la precisione ben 3.500. Alcuni modelli sono doppi quindi in totale la collazione è composta da 1.231 modelli differenti. Affascinato da sempre dalla tecnologia e in particolare di come si sia evoluta nel campo dei cellulari Stefan ha deciso di dare la possibilità agli altri di poter vedere la sua collezione creando un vero e proprio museo, un museo sulla storia dei cellulari. Ha ristrutturato la cantina della sua abitazione di Dobsina ed ha realizzato il suo museo personale che si può visitare tramite appuntamento. Tra i modelli ci sono i primi Alcatel o il Nokia 5110, uno dei primi con cover intercambiabili, o il classico Nokia 3310. Come ha cominciato? Stefan ha iniziato a quindici anni a raccogliere vecchi cellulari ma la sua collezione aumentò a dismisura quando acquistò per poche centinaia di euro una collezione di oltre 1.000 cellulari. Da quel momento in poi il numero di telefonini aumenta continuamente fino ad aver conquistato ufficialmente il record per la collezione di cellulari più grande della Slovacchia e forse anche tra quelle più grandi d’Europa. La collezione di Stefan però include solo cellulari vintage.

Basilica di Santa Sofia a Istanbul 4 (2)

Se non avete mai visto la meravigliosa Basilica di Santa Sofia ad Istanbul, ve lo consiglio. Aya Sofya, dal greco Haghia Sofia, conosciuta anche come Chiesa della Divina Sapienza; è una meravigliosa costruzione unica al mondo. Non è solo una chiesa, ma anche moschea e museo; fu costruita nel 537 ed è uno dei più grandi esempi superstiti di architettura bizantina. Fu edificata per volere dell’imperatore bizantino Giustiniano I, per rappresentare la maestosità dei regni celesti sulla terra. La basilica di Santa Sofia è uno dei monumenti principali di Istanbul. Fu dedicata alla Sophia (la sapienza di Dio). Rimase basilica e cattedrale cristiana fino al 1453; successivamente fu moschea fino al 1931, e infine museo dal 1935. Divenne famosa anche per la sua enorme cupola, apice dell’architettura bizantina, che fu terminata nel 537. Storia della basilica di Santa Sofia Giustiniano I, architetto per la costruzione della basilica, scelse Isidoro di Mileto e il fisico e matematico Antemio di Tralle per la costruzione di questa struttura; quest’ultimo morì durante il primo anno di lavori. L’imperatore coinvolse tutto l’impero per recuperare il materiale necessario: colonne ellenistiche dal tempio di Artemide di Efeso, grandi pietre dalle cave di porfido egiziane marmo verde dalla Tessaglia, pietra nera dalla regione del Bosforo e pietra gialla dalla Siria. Furono impiegate più di diecimila persone nel cantiere. La basilica di Santa Sofia fu inaugurata dall’imperatore, insieme al patriarca Eutichio, il 27 dicembre 537 con una celebrazione maestosa. I mosaici all’interno della chiesa furono completati solo sotto il regno dell’imperatore Giustino II, 565-578. La grande chiesa divenne la sede del patriarca di Costantinopoli e il luogo principale per le cerimonie imperiali dei reali bizantini, come le incoronazioni. Nel mesi di agosto del 553 e il 14 dicembre 557 si verificarono dei terremoti che provocarono delle fessurazioni nella cupola […]

Yazd, la città delle Torri del vento 4.3 (3)

Yazd, la città delle torri del vento (o del silenzio), presenta un’architettura unica al mondo e si trova in Iran a 280 chilometri a sud-est di Esfahan. Essa è situata in un’oasi fra i deserti del Dasht-e Kavir e del Dasht-e Lut. La sua caratteristi architettonica sono i Badghir (in lingua Farsi) o Torri del vento, sono speciali camini con pianta a sezione rettangolare o poligonale; divisi da setti verticali in mattoni e con delle aperture sul lato superiore. In corrispondenza di ogni apertura si trova un condotto, nel quale s’incanalano i venti, una soluzione “naturale” per la climatizzazione degli ambienti in climi torridi in epoche in cui non esisteva l’energia elettrica. Furono introdotte in Iran nel X secolo a.C. Come funzionano le torri del vento Il vento torrido che soffia dal deserto ha perennemente messo a dura prova gli abitanti della città. Per questo motivo hanno dovuto far fronte meglio che potevano alle tempeste di sabbia, alle temperature torride e all’aridità del terreno. Sono sorte così le torri del vento che funzionano eliminando aria calda dall’interno dell’edificio durante il giorno, e introducendo aria fresca dall’esterno durante la notte. Catturano il vento e lo convogliano attraverso i canali interni per far arrivare un piacevole fresco all’interno di case e giardini interni tipici delle abitazioni tradizionali iraniane. Dotate di un sofisticato sistema di raffreddamento passivo e controllo della ventilazione. Le vasche d’acqua sotterranee aiutano ad umidificare e raffreddare ancora di più l’aria. Per il loro funzionamento sfruttano l’energia del vento o del sole. Solitamente il flusso d’aria si muove per via della differenza di pressione tra la zona della torre dove soffia il vento e la zona sottovento. In mancanza di vento, la corrente è determinata dall’aria calda che si trova a ridosso della parete sud della torre, e che scaldata dal […]

Il lago Bajkal in Siberia 4.7 (3)

Il Lago Bajkal o Baikal è uno dei più grandi e antichi laghi del mondo, si trova nella Siberia meridionale ed è situato tra Occidente e Oriente. Sulle sue rive si trovano templi buddhisti e sciamanici di influenza tibetana, chiese russo- ortodosse ed anche battiste. La città più vicina al lago è Irkutsk. Nel 1996 è stato posto sotto la tutela dell’UNESCO come patrimonio dell’umanità, ed è uno dei laghi più grandi del mondo per la sua superficie. Fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia ed è chiamato dai siberiani “Il Mare” o “Il Vecchio Uomo”. Si pensa che abbia intorno ai 25 milioni di anni. Il lago Bajkal si estende su una superficie di 31 722 km², si allunga per 636 km da nord a sud, lungo circa 48 km. La sua profondità media è di 744 m, con una profondità massima nella parte centrale di 1 642 m. E’ sia il lago d’acqua dolce più profondo del mondo sia quello con il volume maggiore 23 615 km³. Il volume d’acqua che contiene equivale a circa cinque grandi laghi americani messi assieme e riceve acqua da ben 330 emissari, le sue acque sono pure e limpide che permettono di vedere fino a quaranta metri di profondità. Le acque sono ricche di ossigeno, 75%, anche in profondità. Il ghiaccio del lago è tra i più trasparenti al modo per la purezza delle sue acque e in inverno il loro spessore può raggiungere i due metri. Si trova in una zona geologicamente di sprofondamento, fossa tettonica, molto profonda. E’ circondato da piccole catene montuose intorno alle sue coste: monti del Bajkal, monti del Barguzin, monti Primorskij, monti Chamar-Daban, monti Ulan-Burgasy e, all’estremità settentrionale, l’Altopiano Stanovoj. In inverno il lago è caratterizzato da un esteso congelamento delle acque superficiali; questi […]

L’oasi di Huacachina in Perù 5 (1)

L’Oasi di Huacachina è una vera e propria oasi nel deserto in mezzo a dune di sabbia, si trova nel sud-ovest del Perù, nella provincia di Ica. La sua formazione e dovuta a correnti sotterranee, ricche di minerali, ed è circondata da palme, eucalipti e tipici huarango. Ciò che caratterizza le acque dell’Oasi è il suo potere di guarigione, un tempo contenenti sostanze solforose e saline. Negli anni 40 divenne uno dei più importanti ed esclusivi Centri Termali del Perù. La sua popolazione è di poco più di 100 abitanti. Il villaggio è stato costruito attorno ad un piccolo lago naturale che si è formato nel deserto peruviano. Per questo motivo Huacachina viene chiamata Oasi d’America. Descrizione dell’oasi di Huacachina in Perù L’oasi di Huacachina in Perù è circondata da numerose dune, che si elevano da terra per diversi metri, tanto da sembrare delle vere e proprie colline. Sembra di trovarsi nel mezzo del deserto del Sahara ma in realtà ci si trova ad una sola ora di distanza dalla costa del Pacifico. È un’attrazione per molti viaggiatori ma anche meta delle vacanze per gli abitanti della città di Ica. Ciò che attirare i turisti sono le dune di sabbia, protagoniste di varie attività sportive più originali da praticare nel deserto tra cui il sandboarding, che è simile allo snowboarding, ma che prevede l’utilizzo di una tavola per la sabbia del deserto. L’Oasiè divenuta, nel corso del tempo, un vero paradiso per i turisti, è ricca di alberghi e ristoranti. Tra gli anni 40 e 50 era luogo di villeggiatura per le famiglie peruviane più ricche. La popolazione di Huacachina vive grazie al turismo, iniziato negli anni 90, attualmente è meta di viaggiatori che attraversano il Perù. Nel corso del tempo, purtroppo, le acque della laguna hanno cominciato a ritirarsi […]

Ricetta delle stelle filanti dolci 3.5 (2)

In questo articolo vedremo la ricetta per le stelle filanti dolci, una divertente idea da preparare durante il periodo del Carnevale. Golosi dolcetti colorati e allegri ma anche saporiti. L’impasto delle stelle filanti dolci è simile sia per sapore che per consistenza a quello delle chiacchiere ma viene modellato tramite un cilindretto prendendo la forma a spirale e poi colorato. Ingredienti stelle filanti dolci per 12 persone: Preparazione Stelle filanti dolci: Consiglio: utilizzare sempre dei guanti in lattice usa e getta quando usate il colore alimentare per non macchiare le mani e usate di nuovi ogni volta che usate il colore diverso per non mischiare i colori tra di loro. Se hai altri suggerimenti da dare relativamente alla ricetta delle stelle filanti dolci, lascia un commento.

Grotta Reed Flute – il Palazzo delle Arti Naturali 4 (2)

Una delle grotte più belle del mondo è la Grotta Reed Flute, conosciuta anche come “il Palazzo delle Arti Naturali”. È una grotta naturale calcarea, di oltre 180 milioni di anni, che si trova a Guilin nella regione di Guangxi, a 5 km dal centro città, nel sud della Cina. E’ stata riscoperta da un gruppo di rifugiati nel 1940. Al suo interno si trovano stalattiti, stalagmiti e colonne, formate dall’erosione dell’acqua, e un lago che cambia colore in base alla luce ma anche in base al sistema di illuminazione artificiale. La grotta ha ricevuto il nome durante il periodo della dinastia Tang e deriva dai numerosi canneti che crescono all’esterno di essa e che si trasformano in flauti emettendo un suono melodioso. Grotta Reed Flute Atmosfera magica e suggestiva Il punto più alto è di 18 metri mentre la parte più ampia di 93 metri. La grotta ha una lunghezza pari a 240 metri, fiancheggiata da formazioni rocciose dai particolari nomi, fantastici o poetici tra cui: Dragon Pagoda, Crystal Palace, Virgin Forest; formazioni rocciose di varie forme tra cui a tenda, uccelli, fiori, animali, creature mitologiche e addirittura di Babbo Natale con il sacco e la Statua della Libertà. E’ stata aperta la pubblico nel 1962. Attualmente la grotta al suo interno ha un sistema di illuminazione artificiale che crea un’atmosfera suggestiva rendendola un luogo unico e magico con effetti multicolore. La durata del tour è di un’ora lungo un percorso a forma di U. La grotta Reed Flute al suo interno ha più di 70 iscrizioni storiche scritte con inchiostro e pennelli, datate fino al 792 d.C, durante il periodo della dinastia Tang. Sono diari di viaggio e poesie che sono state scritte da letterati della dinastia Tang che hanno visitato la grotta. Durante la Seconda Guerra Mondiale […]

Piscine termali di Pamukkale in Turchia 4.5 (2)

Le piscine termali di Pamukkale si trovano nella Turchia sud-occidentale; sono state dichiarate Patrimonio Culturale dell’Unesco. Il nome Pamukkale in turco significa “castello di cotone”. Pamukkale si trova a circa 20 chilometri dal centro urbano di Denizli ed è parte dell’antica città di Hierapolis. L’acqua, nel tempo, ha creato delle piscine marmoree, somiglianti a campi di cotone; la sedimentazione del calcare è avvenuta grazie a fenomeni chimici ed eventi geologici. È un luogo magico che lascia senza fiato, formato da surreali e calde acque termali limpide posizionate a sfioro sulle pendici di una collina. Di fronte ad esse il vuoto e una valle maestosa. L’acqua si riversa in canali lunghi centinai di metri scorrendo su delle terrazze. La spettacolarità delle piscine termali di Pamukkale è creata dalle acqua termali circondate dal bianco candido del calcare che assomiglia al marmo su cui è possibile camminare a piedi nudi. Le sue acque termali sono acque curative. La temperatura dell’acqua delle piscine è di circa 35°C, ricca di idrocarbonato di calcio; a contatto con l’aria da vita alla sedimentazione del carbonato di calcio. La zona è tutelata come parco protetto e sono organizzate visite turistiche guidate per visitarle. Osservando Pumakkale da lontano ciò che appare è un paesaggio formato da scogliere marmoree molto somiglianti a delle nuvole o alla neve. Se ci si avvicina si assiste ad uno stupendo fenomeno naturale che vede l’acqua che scorrendo leviga le candide rocce. Dalle piscine termali di può raggiungere Hierapolis e visitare le rovine archeologiche di epoca romana; oltre agli edifici delle ricostruzioni successive, tra luoghi sacri, fontane, teatri e necropoli e gli edifici termali. Come raggiungere Piscine termali di Pamukkale Dal centro della città di Denizli partono i pullman diretti verso le piscine termali. Denizli è raggiungibile anche tramite la linea ferroviaria che congiunge Ankara, Istanbul […]

Alzheimer, una dieta a base di uva può contrastare la malattia 5 (2)

Contrastare l’alzheimer con l’uva!? L’Università della California di Los Angeles ha condotto una nuova ricerca, finanziata dalla California Table Grape Commission, su come poter prevenire L’Alzheimer. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Experimental Gerontology. Ciò che è emerso dallo studio è che una dieta a base di uva è efficace nella prevenzione dell’Alzheimer. Consumare due tazze dal giorno di uva per sei mesi, in persone con una perdita di memoria precoce, diminuisce il declino metabolico di alcune aree del cervello connesse a questa malattia. I partecipanti alla ricerca, dieci persone scelte a caso, sono stati divisi in due gruppi: al primo gruppo è stato somministrato della polvere di uva, circa due tazze di uva la giorno, al secondo gruppo un placebo, simile per gusto e apparenza ma senza i polifenoli. Ciò che è emerso dai risultati della ricerca è che le persone che non avevano consumato uva hanno avuto un importante diminuzione del metabolismo in regione del cervello correlate all’Alzheimer. I partecipanti che invece avevano consumato uva hanno dimostrato cambiamenti positivi nel metabolismo cerebrale, miglioramenti nell’apprendimento, nell’attenzione e nella memoria. L’uva contiene i polifenoli che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e può proteggere il nostro cervello in due modi: con una riduzione dello stress ossidativo e con un flusso sanguigno sano che aiuta il mantenimento di livelli adeguati di una sostanza chimica importante per la memoria. Il professor Daniel H. Silverman, principale autore della ricerca afferma che: “I risultati dello studio suggeriscono che l’assunzione regolare di uva può fornire un effetto protettivo contro il declino precoce associata alla malattia di Alzheimer. Questo studio pilota contribuisce alla crescente evidenza che supporta il ruolo benefico dell’uva sia neurologico che sulla salute cardiovascolare, tuttavia studi clinici più grandi sono necessari per confermare gli effetti da noi osservati”. L’uva è un ottimo alimento per […]

Antelope Canyon – Stati Uniti 5 (2)

Una delle zone più spettacolari degli Stati Uniti si trova nei pressi di Page, tra Ariona e Utah. Ciò che si presenta è un paesaggio meraviglioso lavorato nel tempo dal vento e dall’acqua, dalle inondazioni violente causate dalla pioggia ch. Questi fenomeni hanno disegnato forme straordinarie, panorami meravigliosi, colori surreali e natura selvaggia. Si tratta dell’Antelope Canyon, un canyon stretto che si è formato nel corso di milioni di anni per via dell’erosione della pietra arenaria da parte dell’acqua e del vento. Le sue forme interne sono state create dall’azione dell’acqua e del vento. Si suddivide in due formazioni separate, chiamate Antelope Canyon superiore e Antelope Canyon inferiore, le due parti sono separate dalla strada 98. L’Antelope Canyon è gestito dalla tribù Navajo. Non si sa con esattezza la data di scoperta del canyon ed il suo nome deriva dai molti antilopi che popolavano la zona ma anche per via del colore del loro manto che ricorda quello delle pareti. Descrizione dell’Antelope Canyon – Stati Uniti L’Antelope Canyon superiore, Upper Antelope Canyon, viene chiamato dai Navajo “il luogo dove l’acqua scorre attraverso le rocce”. È lungo duecentosettanta metri, agevole e facilmente accessibile. Proseguendo, dopo cinque chilometri circa verso nord, si trova il più lungo e meno agevole, Antelope Canyon inferiore, Lower Antelope Canyon, lungo oltre quattro chilometri, ci si arriva tramite delle scalette in ferro. Entrambi si possono visitare solo con l’assistenza delle guide Navaho, e sono una vera meraviglia della natura. In alcuni periodi dell’anno e del giorno, il tratto superiore è caratterizzato dai fasci di luce che raggiungono il suo, grazie alla luce che entra dalla parte superiore, è caratterizzata da colori brillanti arancione e viola e le pareti intagliate dal vento e dall’acqua lo rendono uno spettacolo unico. Visitare Antelope Canyon Per poter visitare l’Antelope è necessario […]

Salar de Uyuni, il deserto di sale in Bolivia 4.5 (2)

Il Salar de Uyuni, situato nelle Ande a sud-ovest della Bolivia, è un gigantesco deserto di sale che circa 40.000 anni fa era parte del lago Minchin, un lago preistorico, che prosciugatosi diede vita ai laghi Poopò e Uru Uru e ai due deserti salati Salar de Coipasa e Salar de Uyuni. La sua superficie di di 10.582 km² e contiene 10 miliardi di tonnellate di sale di cui ogni anno meno di 25.000 tonnellate vengono estratte. E’ formato da più o meno 11 strati i cui spessori variano da 2 a 10 metri circa, il primo strato ha uno spesso di 10 metri. E’ tra i più grandi deserti al mondo ed anche la più grande distesa salata del pianeta. Si trova nei dipartimenti di Potosí e di Oruro, nei dintorni della città di Uyuni, nell’altopiano andino meridionale della Bolivia, a 3.650 metri di quota. Il Salar de Uyuni contiene considerevoli quantità di magnesio, boro e potassio e fornisce un terzo delle riserve di litio del pianeta. Il più grande specchio del mondo, un luogo magnifico e unico per la particolarità del paesaggio è uno dei posti più belli al mondo. Attrattive da visitare a Salar de Uyuni Isla Incahuasi e Isla de Pescado (l’Isola del Pesce, prende il nome dalla sua forma) , due isole ricoperte di cactus che si trovano nel mezzo del deserto non tanto distanti l’una dall’altra. Sol de Mañan, situate a quasi 5.000 metri di altitudine, è un insieme di pozze di fango bollente e geyser con fumarole sulfuree. Termas de Polques, si trovano a circa 4.300 metri, sono sorgenti termali con una temperatura di 30° circa. Vulcano Tunupa è un vulcano dormiente, il suo paesaggio regala una ricca diversità di fauna e flora. Mummie di Coquesa, Coquesa è un villaggio ai margini del […]