
Grotte, abissi e cavità più profonde d’Italia: quali sono e dove si trovano
Appassionata di natura e di viaggi oggi ho deciso di condividere questa esplorazione su quali sono le grotte, gli abissi e le cavità più profonde d’Italia. La natura mi sorprende sempre e grazie anche accurate esplorazioni, possiamo ammirare luoghi affascinanti.
Le grotte sono una delle mie mete durante le vacanze di ogni dove, ma con questo articolo andiamo a conoscere gli abissi e le cavità italiane che si trovano a maggiore profondità.
Grotte – abissi – cavità più profonde in Italia
Le cavità sotterranee che superano i mille metri di profondità sono mete di grande interesse speleologico. Ecco una lista delle grotte italiane più profonde e dove si trovano nel nostro paese.
10. Pozzo della Neve – Appennino Matese – Molise – 1.048 mt.
Il Pozzo della Neve è una delle cavità sotterranee più maestose d’Italia, situato nel Massiccio del Matese (Campochiaro, CB), immerso nella faggeta di Costa del Carpine e all’interno dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro. Dispone di due ingressi principali (quello storico a 1.330 m s.l.m. e quello superiore scoperto nel 1984 a 1.368 m s.l.m.).
Con un dislivello di oltre 1.045 metri e uno sviluppo di circa 8 chilometri, è uno degli abissi più profondi d’Italia ed è noto anche come l'”Abisso dei Sogni“. Celebre al suo interno è il Bianco Meandro, caratterizzato da rocce calcaree bianche e forme di erosione carsica.
L’esplorazione è riservata esclusivamente a speleologi esperti ed equipaggiati, ed è consigliata unicamente in tarda estate; negli altri periodi, piogge e scioglimento nivale allagano il primo sifone (-110 metri), bloccando il passaggio.
Territorio ed escursioni in superficie: Anche per chi non pratica la speleologia, l’area circostante offre straordinarie opportunità di trekking e immersioni nella natura, consentendo di esplorare i sentieri dell’Oasi WWF, ammirare la faggeta di Costa del Carpine e godere del paesaggio selvaggio e incontaminato del Massiccio del Matese.
9. Complesso dei Piani Eterni – PE10 – Grotta Isabella – Cesiomaggiore – Veneto – 1.052 mt.
Sul podio delle grotte italiane con maggiore profondità c’è il “Complesso dei Piani Eterni” (inclusi PE10 e Grotta Isabella) che si trova nelle Alpi Feltrine (Dolomiti Bellunesi), all’interno del Parco Nazionale e prevalentemente nel comune di Cesiomaggiore (BL), che domina la Val Canzoi.
È il sistema sotterraneo più profondo e rilevante delle Dolomiti, con un primato di -1.052 metri raggiunto nel 2014. Nato dall’unione di più cavità da parte di vari gruppi speleologici e accademici, è formato da pozzi, condotti e corsi d’acqua fondamentali per l’idrologia locale.
L’altipiano dei Piani Eterni appare come un ambiente d’alta quota brullo e carsico (ricco di doline e voragini), che ospita però le storiche malghe di Erera e Brendol.
Mentre la grotta è riservata agli speleologi, la superficie è accessibile agli escursionisti con un itinerario impegnativo ma suggestivo che parte dal Lago della Stua (Val Canzoi) lungo il sentiero CAI 802, superando circa 1.100 metri di dislivello.
8. Complesso del Monte Canin (Complesso del Col Delle Erbe & Complesso del Foran del Muss – Friuli Venezia Giulia – 1.118 mt.
Situato nelle Alpi Giulie tra Italia e Slovenia, è uno dei sistemi carsici più grandi e affascinanti d’Europa, caratterizzato da un paesaggio di roccia calcarea privo di corsi d’acqua superficiali. Esplorato a fondo da generazioni di speleologi (legati anche alla Società Alpina delle Giulie), il massiccio fa parte di una Riserva MAB UNESCO ed è un laboratorio naturale fondamentale per geologi, climatologi e biologi.
È la grotta italiana più estesa e il complesso carsico sotterraneo più lungo d’Italia, con uno sviluppo totale che supera gli 80 chilometri. Il sistema è nato dalla storica congiunzione di enormi cavità come il Foran del Muss e il Col delle Erbe.
L’acqua e gli esploratori compiono un viaggio verticale e orizzontale di migliaia di metri attraverso abissi vertiginosi, pozzi profondissimi e sifoni nascosti, testimoniando una profondità e uno sviluppo verticale straordinari che richiedono una preparazione tecnica eccezionale.
Ogni goccia d’acqua viene inghiottita dall’altipiano roccioso, compiendo un percorso sotterraneo profondo per poi riemergere a valle in maestose risorgenti, come il Fontanone di Goriuda. Nelle zone più alte e fredde custodisce ghiacci fossili risalenti alla Piccola Età Glaciale, oggi purtroppo minacciati dal riscaldamento globale.
7. Abisso del Laresot – Dolomiti di Brenta (Trentino) – 1.140 mt.
L’Abisso del Laresot rappresenta la cavità sotterranea più profonda di tutto il Trentino-Alto Adige, vantando un dislivello complessivo che tocca quota 1140 metri.
Questo straordinario complesso carsico si spalanca a ben 2360 metri di altitudine all’interno della suggestiva Val Noghera, incastonata nel cuore delle Dolomiti di Brenta, nel comune di San Lorenzo Dorsino. All’interno della cavità si snoda un intricato sistema di pozzi e meandri, tra i quali spicca il famosissimo “Pozzo Incredibile”, un vero e proprio salto verticale di circa 410 metri, a cui si aggiunge un ulteriore pozzo terminale individuato in tempi recenti.
Le delicate e complesse operazioni di speleologia e ricerca sono frutto dell’impegno congiunto del Gruppo Speleologico SAT di Arco, del Gruppo Grotte SAT di Vigolo Vattaro e del Gruppo Grotte Brenta. Grazie alla loro tenacia, sul finire del 2023 l’abisso ha infranto la soglia mitica dei -1000 metri, mentre nel dicembre del 2024 l’esplorazione di una nuova tratta verticale ha spinto il record ufficiale alla profondità attuale di -1140 metri.
Le Dolomiti di Brenta sono celebri in tutto il mondo per il loro calcare, roccia perfetta per la formazione di fenomeni carsici spettacolari e grotte profonde. Il termine “Laresot” evoca le tradizioni locali legate ai pascoli alpini e alle zone boschive d’alta quota che sovrastano l’imbocco della cavità.
6. Abisso Perestroika – profondità 1.160 metri – Lucca – Toscana
L’Abisso Perestroika rappresenta una delle meraviglie sotterranee più affascinanti e impegnative della penisola italiana. Immerso nello spettacolare contesto paesaggistico delle Alpi Apuane e inserito nel celebre complesso carsico della Carcaraia – in territorio toscano, nel comune di Minucciano (LU).
Questo complesso ipogeo attira da anni l’interesse di appassionati di speleologia e geologia. La cavità vanta un impressionante salto verticale di ben 1.160 metri di profondità, sviluppandosi per circa 2.500 metri di cunicoli e passaggi, conquistando un posto nell’elenco delle grotte più profonde d’Italia.
Si tratta di un tipico inghiottitoio o cavità assorbente, caratterizzato da un’alternanza di pozzi verticali mozzafiato, gallerie freatiche scavate dallo scorrimento idrico e un flusso d’acqua perenne che conduce infine a un inesplorato o complesso sifone di fondo.
La discesa fino al punto più basso è stata completata nel corso di memorabili spedizioni speleologiche nel 2004, ed è ufficialmente censita dalla Federazione Speleologica Toscana.
A causa della complessità tecnica dell’ambiente e dei rischi legati all’esplorazione sotterranea estrema, l’ingresso è consentito unicamente a speleologi esperti muniti di equipaggiamento avanzato.
5. Abisso Chimera & Complesso della Carcaraia (Lucca) – 1.172 mt.
L’Abisso Chimera, storicamente conosciuto come Buca del Selcifero, è una straordinaria cavità carsica collocata a circa 1.500 metri d’altezza nella suggestiva valle della Carcaraia, nel cuore delle Alpi Apuane in Toscana.
Questo imponente abisso italiano supera i 1.000 metri di dislivello verticale, arrivando ad una profondità di circa 1.172 metri, e vanta uno sviluppo sotterraneo di diversi chilometri.
Il Complesso della Carcaraia rappresenta uno dei complessi speleologici più importanti d’Europa. Tramite esplorazioni estreme, l’Abisso Chimera è stato unito ad altre celebri cavità come Aria Ghiaccia, Gigi Squisio, Saragato e Mani Pulite, dando vita a un mega-sistema carsico sotterraneo.
Il Sentiero dei Meno Mille è un percorso molto amato dagli appassionati di trekking estremo e speleologia; il celebre itinerario escursionistico CAI 1000 sfiora i principali ingressi delle grotte profonde della zona.
4. Complesso dell’Antro del Corchia (Lucca – Toscana, Alpi Apuane) – 1.185 mt.
L’Antro del Corchia rappresenta uno dei complessi carsici ipogei più vasti d’Italia, un vero e proprio labirinto sotterraneo scavato dall’acqua nel cuore del Monte Corchia, in Toscana.
Ci sono oltre 70 chilometri di cunicoli, pozzi e gallerie esplorate, sviluppate su un dislivello vertiginoso di circa 1.200 metri. Nonostante la sua estensione gli speleologi continuano a scoprire nuovi rami e passaggi, rendendo questo sistema carsico un organismo ancora “vivo” e inesplorato in parte.
Questo monte non è famoso solo per le sue viscere sotterranee, ma anche perché al suo interno e nelle vicinanze si trovano storiche cave di marmo bianco, sfruttate fin dai tempi dei Romani. Questa meraviglia geologica è una delle mete imperdibili per gli amanti del turismo speleologico e della natura incontaminata.
Un comodo camminamento in acciaio lungo circa 2 km consente ai visitatori di ammirare in sicurezza stalattiti, stalagmiti e sale maestose.
All’interno la temperatura si mantiene fissa tra i 7°C e gli 8°C tutto l’anno, accompagnata da un tasso di umidità che tocca il 100%.
3. Abisso Olivifer – Alpi Apune (Toscana) – 1.215 mt.
L’Abisso Olivifer rappresenta una delle grotte naturali più profonde d’Italia, un vero e proprio capolavoro del carsismo sotterraneo scoperto nel 1988 dal Gruppo Speleologico del CAI di Firenze. Situato nel cuore delle Alpi Apuane (sul Monte Grondilice, nel comune di Massa), questo complesso ipogeo ha conservato a lungo il record nazionale di profondità tra la fine degli anni ottanta e novanta.
Con i suoi -1.215 metri, l’abisso si posiziona stabilmente ai vertici delle classifiche italiane e mondiali tra le cavità più profonde. La grotta vanta oltre 7,6 km di gallerie e pozzi interamente esplorati dagli speleologi.
L’ingresso, situato a 1.565 metri di quota nella roccia calcarea dei Grezzoni, introduce in un ambiente prevalentemente verticale e assorbente, caratterizzato da corsi d’acqua sotterranei.
Grazie alla sua complessa struttura tecnica, l’esplorazione di questa cavità ha scritto pagine fondamentali per la speleologia moderna in Italia, rendendo celebri le imprese dei team impegnati in spedizioni con campi interni in profondità.
2. Complesso del Releccio (Lecco) – 1.313 mt.
Il Complesso del Releccio “Alfredo Bini” è il secondo sistema di grotte sotterranee più profondo d’Italia, con una profondità di -1313 metri sotto la superficie ed ha uno sviluppo totale di oltre 25 chilometri. Si trova sulla Grigna Settentrionale (Grignone), nei pressi di Lecco, in Lombardia.
È un grande sistema carsico formato dall’unione di diverse cavità e abissi, tra cui W le Donne e Orione, collegati tra loro nel corso degli anni dagli speleologi. È dedicato alla memoria del noto speleologo ed etologo Alfredo Bini, studioso del carsismo della Grigna.
Il nome così insolito, che sta per “Viva le Donne”, è legato a una tradizione goliardica della speleologia esplorativa e venne scelto come omaggio e ironico “grido di esultanza” da parte del gruppo di speleologi uomini per celebrare e ringraziare la presenza, il supporto o il pensiero delle donne, sia delle compagne rimaste in superficie a supportare i campi base, che delle stesse speleologhe che partecipavano attivamente alle dure esplorazioni.
1. Abisso Paolo Roversi (Lucca) – 1.350 mt.
L’Abisso Paolo Roversi è una cavità carsica situata sulle Alpi Apuane, nel comune di Minucciano (provincia di Lucca – Toscana) e qui scopriamo qual è la grotta più profonda d’Italia. Questo primato è grazie a successive esplorazioni e al collegamento con nuovi rami e sifoni profondi.
La cavità venne individuata nel 1977 da speleologi bolognesi e il nome è dedicato a Paolo Roversi, noto speleologo che partecipò attivamente alle prime fasi di ricerca.
Si estende ad una profondità di per circa 1.350 metri di dislivello sotto la montagna. Si apre a circa 1.710 metri sul livello del mare, vicino al Passo della Focolaccia e alle pendici del Monte Tambura. Al suo interno si trova una spettacolare verticale di 310 metri chiamata Pozzo Mandini o Black Hole. Gli esperti stanno analizzando di scendere oltre a questo limite.
Video dell’impresa di esplorazione sulle profondità dell’Abisso Paolo Roversi
Lista di altre grotte e cave più profonde in Italia
- Abisso Satanachia o Buca del muschio – Lucca Toscana – 1.042 mt.
- Led Zeppelin – Alpi Giulie – Friuli Venezia Giulia – 1.036 mt.
- Buca Go Fredo – Lucca Toscana – 1.030 mt.
- Abisso di Malga Fossetta – Enego (Vicenza) – 1.011 mt.
- Complesso del Monte Tambura – Abisso Pinelli – Abisso Pianone – Abisso Paleri – Massa Toscana – 1.008 mt.
- Col delle Erbe – Alpi Giulie – Friuli Venezia Giuli – 935 mt.
- Complesso di Piaggia Bella (nelle Alpi Liguri / Marittime, in Piemonte) – 925
Curiosità e guida pratica per la tua escursione
Il marmo e il calcare delle Alpi Apuane non modellano solo la superficie con le famose cave di Carrara, ma celano un vero e proprio “formaggio groviera” sotterraneo ricco di gallerie, pozzi verticali e fiumi nascosti.
Nelle parti più profonde di questi abissi, le temperature rimangono costanti tutto l’anno (intorno ai 4-8°C), creando ambienti estremi ma di inestimabile valore scientifico per lo studio della geologia e della biodiversità sotterranea.
Date, per l’appunto, le rigide temperature sotterranee, è fondamentale indossare scarpe robuste (da trekking) e portare con sé una giacca pesante o una felpa.
Conclusione
Esplorare le profondità della Terra attraverso questi abissi straordinari ci ricorda quanto il sottosuolo italiano sia ricco di meraviglie nascoste. Dalle Alpi alle Dolomiti, la speleologia svela un mondo sotterraneo fragile e affascinante, custode di equilibri antichissimi e di una bellezza selvaggia che merita di essere protetta e rispettata.
Articoli correlati:
– Le grotte più suggestive del mondo
– Le cavità più spettacolari d’Italia






