Partecipando ad una festa che terminò con i fuochi d’artificio, come ormai spesso accade per chiudere un evento in bellezza, ho pensato di andare a scoprire chi li ha inventati, l’origine e la storia di queste scintille colorate.
Personalmente a me piacciono molto; creano uno spettacolo pirotecnico bellissimo e mettono allegria. Ma ora entriamo nel dettaglio per capire come sono nate queste polveri esplosive.
Fuochi d’artificio – chi li ha inventati – origine
Per risalire all’origine dei fuochi d’artificio dobbiamo tornare indietro negli anni 800 – 1000 d.C. quando un gruppo di monaci cinesi fece questa scoperta cercando di trovare una formula per diventare immortali.
I religiosi provarono ad effettuare vari esperimenti, miscelando diverse sostanze; unirono parti di salnitro, carbone e zolfo. Fu così che, per puro caso, si scoprì la polvere da sparo, dato che la miscela ottenuta provocò esplosioni e fiamme.
Fuochi d’artificio – storia e sviluppo
Questa scoperta iniziò il suo corso partendo dai riti di magia ma pian piano si diffuse anche in altri ambiti. Intorno al XIII secolo arrivò anche in Europa e utilizzata per ravvivare le feste.
Tecnici esperti di pirotecnica, ovvero l’arte e lo studio di polveri esplosive, utilizzarono materie e reagenti per creare sostanze colorate con effetti ottici sempre più belli e luminosi.
Venivano selezionati attentamente materiali che potevano essere utilizzati per creare molta luce, rumori e fumo. Inoltre si doveva pensare anche al fatto che queste sostanze, una volta sparate in aria, dovevano scendere in modo molto lento.
Anche i colori sono un elemento importante da realizzare; infatti è stato ideato di aggiungere al composto combustibile, anche una sostanza ossidante e del sale che, attraverso un processo di sublimazione, riescono da dar colore ai fuochi.
Classificazione dei fuochi d’artificio
I fuochi d’artificio si classificano in tre categorie a seconda dell’ambiente dove vengono lanciati. Precisamente da terra, da acqua e aerei. Vediamo in dettaglio le differenze.
In generale, i fuochi d’artificio da terra tendono ad avere effetti più potenti in termini di rumore e impatto visivo, mentre quelli da acqua, pur essendo spettacolari, potrebbero avere una portata visiva leggermente inferiore e concentrarsi maggiormente su effetti acquatici e rifrazioni luminose.
I fuochi aerei, invece, che sono destinati a raggiungere grandi altezze, hanno un’apertura maggiore e sono spesso accompagnati da effetti sonori più imponenti.
Tuttavia, la potenza di un fuoco d’artificio dipende da molti fattori, come il calibro dei colpi, la durata dello spettacolo e la quantità di materiale esplosivo utilizzato, indipendentemente dal luogo di lancio.
Come sono fatti i fuochi d’artificio
Ti sei mai chiesto come sono fatti i fuochi d’artificio, quale struttura hanno? Precisiamo che la parte esterna è di cartone e all’interno contengono diverse componenti che, quando combinate e accese, creano effetti visivi e sonori spettacolari. Le componenti principali includono: polvere da sparo per il lancio e l’esplosione, miscele chimiche per i colori, e materiali per creare effetti speciali come stelle, scie e crepitii.
Materiali utilizzati per i fuochi d’artificio
I materiali che si utilizzano per preparare queste “polveri esplosive colorate” sono suddivisi in sei tipologie differenti:
- “Avvolgenti”: riferiti ad uno spettacolo pirotecnico in cui si sparano in modo tale da creare un effetto visivo che “avvolge” l’area di osservazione. Per questo tipo di eventi si utilizza spesso serie di fuochi d’artificio che vengono sparati in sequenza o in contemporanea, creando un’immagine ampia e coinvolgente .
- “Combustibili“: sono composti da diverse miscele di sostanze che, innescate, producono reazioni chimiche che generano luce, calore, suono ed effetti colorati. Questi fuochi sono costituiti da un involucro esterno, spesso di cartone, che contiene una miscela di polvere da sparo, composti chimici per gli effetti colorati e, in alcuni casi, altri materiali che ne determinano la forma e la traiettoria.
- “Comburenti“: sostanze che, durante la combustione, rilasciano ossigeno, necessario per sostenere e velocizzare la reazione. In pratica, sono componenti che, riscaldati, producono ossigeno, permettendo la combustione anche in assenza di ossigeno atmosferico. Sono fondamentali per la produzione di effetti luminosi e sonori nei fuochi d’artificio.
- “Coloranti“: sono sostanze chimiche che, quando bruciate, producono luce di specifici colori. Questi composti, spesso sali metallici, vengono aggiunti alla miscela esplosiva per creare gli effetti cromatici.
- “Agglutinanti“: sono elementi che, come suggerisce il nome, servono a legare insieme i diversi ingredienti della miscela pirotecnica, formando un corpo solido e compatto. In pratica, agiscono come una sorta di “colla” che tiene uniti i componenti, come polvere da sparo, coloranti e altri additivi, permettendo loro di reagire in modo controllato e producendo l’effetto desiderato.
- “Isolanti“: sono materiali che, grazie alle loro proprietà termiche e chimiche, riducono o prevengono la trasmissione di calore, evitando che le alte temperature generate durante la combustione dei fuochi d’artificio danneggino altre parti dell’ordigno o l’ambiente circostante. Questi materiali sono fondamentali per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento, permettendo una combustione controllata e prevenendo esplosioni indesiderate.
Detonazione dei fuochi artificio
Ci sono alcuni fuochi d’artificio che fanno un rumore talmente forte da essere considerato quasi assordante. La detonazione è un’esplosione causata dalla rapida combustione di polvere da sparo e altri materiali chimici, che produce luce, rumore, fumo e frammenti incandescenti.
Questo fenomeno, alla base degli spettacoli pirotecnici, è il risultato di una reazione chimica controllata che trasforma l’energia chimica in energia termica, luminosa e sonora.
L’esplosione avviene quando i gas prodotti dalla combustione espandono rapidamente, creando un’onda d’urto che genera il caratteristico “botto” e spinge verso l’alto il corpo del fuoco d’artificio. Il rumore, causato dall’onda d’urto dell’esplosione, varia in base alla quantità di polvere da sparo e alla progettazione di queste miscele pirotecniche.
Categorie si sicurezza dei fuochi d’artificio – nomenclatura
Fuochi d’artificio si suddividono in varie categorie. L’area più grande, che comprende i fuochi destinati al pubblico, è composta da quattro distinzioni:
- F1: Rischio estremamente basso, uso in spazi confinati, anche interni.
- F2: Basso rischio, uso all’esterno in spazi confinati.
- F3: Rischio medio, uso in grandi spazi aperti.
- F4: Rischio elevato, uso da parte di professionisti con conoscenze specialistiche.
Esistono anche Articoli pirotecnici teatrali, destinati all’uso scenico, che si distinguono in due categorie:
- T1: Rischio ridotto, uso da parte di chi ha una certa dimestichezza.
- T2: Destinati esclusivamente a persone con conoscenze specialistiche.
La produzione e l’uso di articoli pirotecnici è soggetto a normative di sicurezza nazionali ed europee, seguente regole che devono essere rispettate dai produttori di queste miscele.
Ci sono spettacoli di fuochi d’artificio molto famosi che vengono svolti sia in Italia che nel mondo, come ad esempio a Sidney, Rio de Janeiro, a Londra, al Festival di Cannes. Ma anche nel nostro paese come nella bellissima notte del Redentore a Venezia e in molte feste nazionali importanti. La più nota esibizione pirotecnica nel mondo festeggia il Capodanno.
Conclusione
Ho avuto la fortuna di assistere ad alcuni eventi pirotecnici che mi hanno lasciata con il fiato in sospeso per la bellezza delle scene che si formano nel cielo, tra luci e colori di ogni genere.







