Se Jannacci avesse visto questo GP del Canada probabilmente avrebbe cantato così: “Quello che investe le marmotte…Oh yeah!”; “Quello che riporta l’Italia sul podio… Oh yeah!”; “Quello che chiede inutilmente una strategia… Oh yeah!”; “Quello che arriva in top 10 con una cariola… Oh yeah!”; “Quello che finisce a muro da solo…Oh yeah!” (per quelli poco pratici di musica qui il riferimento).
Il GP del Canada ha avuto un decorso degno delle braccia di Morfeo, se non che per gli ultimi dove Norris, in un sorpasso improbabile, finisce a muro. Si conclude perciò con Russell sullo scalino più alto del podio seguito da Verstappen e Antonelli. Completano la top 10: Piastri, Leclerc, Hamilton, Alonso, Hulkenberg, Ocon e Sainz.
Scaramucce in casa McLaren
Come già predetto nell’articolo precedente, le politiche di Stella sulla gestione piloti non pagano. L’insuccesso di tali politiche si è visto nell’incidente di Norris nel tentativo di sorpassare il compagno di scuderia. Norris, con un’aplomb britannica, si è addossato la colpa e si è scusato con il suo compagno di squadra. Tuttavia, l’errore è solo in parte colpa di Norris. Sta al Team Principal chiarire le gerarchie interne e durante la gara. In assenza di ordini specifici i piloti, per loro natura, combattono e le provano tutte per guadagnare la posizione sul loro compagno di box (il primo avversario). Sicuramente lasciare i piloti free to race negli ultimi giri di un GP, con il podio a portata di mano non è un’ottima idea, qui i team order dovrebbero essere quasi scontati.
Hamilton all’asilo Mariuccia
Che la Ferrari non abbia una monoposto all’altezza del nome che porta è poco ma sicuro. Ciò che è inaspettato sono state le dichiarazioni di Hamilton ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:
“Vorrei potervi dire cosa sta succedendo. Ci sono molte cose che accadono dietro le quinte. Non posso dire troppo a riguardo. Ci sono tante cose che vorrei potervi spiegare, per farvi capire. Le cose che sono successe quest’anno, i problemi che abbiamo avuto, quello che sta accadendo all’interno dell’organizzazione. Il mio obbiettivo è cercare di influenzare positivamente la squadra per ottenere dei cambiamenti e costruire un successo a lungo termine. Chiedo al team di portare aggiornamenti: abbiamo visto altri portarne, ma non so perchè noi non li abbiamo ancora introdotti. Dovremmo averne uno a breve. Ci sono molti cambiamenti da fare all’interno del sistema.”
Che il lavoro da fare, a livello di organizzazione, nella scuderia di Maranello è molto lo sapevamo da tempo, non era necessario che l’Hamilton di turno lo sottolineasse. Non era necessario soprattutto dopo il tentativo del TP, Fred Vasseur, di placare le voci dei media. In queste parole si intravede un capriccio di un 7 volte iridiato a cui non è stato dato un ruolo centrale in Ferrari. Il ruolo di leader lo si guadagna con il tempo e con il lavoro, cosa che ha saputo dimostrare Leclerc (e di cui era gia stato scritto in un articolo precedente). Inoltre, lo si guadagna in pista, dove Hamilton – al netto delle difficoltà di domenica- non sta dando buoni risultatri, soprattutto in confronto al suo compagno di box.

“The italian job”
“Non ho ancora realizzato” così esordisce AKA (Antonelli) all’intervista con Sky Sport F1 Italia. Non ha ancora realizzato che ha portato l‘Italia sul podio dopo un digiuno durato la bellezza di 16 anni. L’ultimo italiano a podio è stato Giancarlo Fisichella a Spa nel 2006. Non ha ancora realizzato che è il terzo pilota più giovani ad aver conquistato un podio dopo Verstappen e Stroll. Questo ragazzo ha il potenziale per riportare in alto il nome dell’Italia: solido, costante, determinato, umile. Ha le carte in regola per essere un grande campione, se Mercedes o le scuderie future sapranno valorizzarlo. George Russell dovrà guardarsi bene le spalle perchè AKA è sempre più vicino.
GP del Canada: La pagella
- Russell: 9 Vuole il titolo! (peccato la frenata sotto SC, Cheeky!)
- Verstappen: 9 Prudente, ci tiene al suo punto sulla patente
- Antonelli: 10 Semplicemente AKA
- Piastri: 8 Il podio sfumato
- Leclerc: 7 Un weekend da rifare
- Hamilton: 6 R.I.P. Marmotta e interviste indecorose
- Alonso: 8 I punti creano dipendenza a Frenando Alonso
- Hulkenberg: 9 A punti con una bagnarola, la cura Binotto funziona
- Ocon: 8 Una stagione estremamente solida alla guida di Haas
- Sainz: 7 Faticosamente a punti
- Bearman: 7 Non una gran rimonta ma una gara degna di nota
- Tsunoda: 6 Non si può vedere una RB 12^, rivuole la VCARB
- Colapinto: 8 Non a punti, ma davanti a Pierre, Gran WeekEnd!
- Bortoleto: 6 Gara anonima
- Gasly: 6 In difficoltà
- Hadjar: 6 La gara del gambero, ma potrà rifarsi!
- Stroll: 4 Nemmeno al GP di casa…
- Norris: 3 Da smezzare con Andrea Stella
- Lawson: N.C. In casa VCARB fanno economia
- Albon: N.C. Nessuno che lo ascolta ed ennesima rottura PU Mercedes
GP del Canada: I premi
- Premio Pilota: Antonelli Un podio che sembra una vittoria!
- Premio Team: Mercedes Due vetture a podio di cui una vincente
- Premio Amarezza: Norris Una gara buttata.
- Premio Stratega: Kik Sauber Strategia a una sosta che paga con Hulkenberg
- Premio Iattura: Albon Poteva essere una gara a punti
- Premio Boris: McLaren Avrà la macchina più veloce ma non ha gestito i piloti
Sebbene questo GP non abbia riservato colpi di scena durante il suo svolgimento, gli attimi finali di questo hanno fatto sobbalzare molti appassionati sul divano: la McLaren giù dal podio, Mercedes vincente, l’incidente di Norris e un F-A-N-T-A-S-T-I-C-O Kimi sul podio.







