Recensione – The Talos Principle 2: quando un puzzle ti insegna a essere umano

Ci sono videogiochi che ti fanno sparare, correre o salvare il mondo. Poi ci sono quelli che, mentre stai cercando di capire dove diavolo va quel raggio laser rosso, iniziano anche a farti domande enormi tipo: cos’è la coscienza?, cos’è la libertà?, cosa significa davvero essere umani?

E The Talos Principle 2 appartiene proprio a questa seconda categoria.

È uno di quei giochi che, mentre lo giochi, sembra dirti:
“Ehi, lo so che stai cercando di risolvere un puzzle… ma magari potresti anche riflettere un attimo sull’esistenza.”

E la cosa sorprendente è che lo fa senza mai risultare pesante.

Un mondo senza umani… ma pieno di umanità

Per capire il secondo capitolo bisogna fare un piccolo passo indietro.

Nel primo The Talos Principle, l’umanità è ormai estinta.
Un virus antico, liberato dallo scioglimento del permafrost, ha cancellato la specie umana dalla faccia della Terra.

Fine della storia? Non proprio.

Una scienziata di nome Alexandra Drennan decide di lasciare un’ultima eredità al mondo: creare degli androidi capaci di pensare, scegliere e provare emozioni.

In altre parole: robot… che diventano umani.

Per riuscirci crea una gigantesca simulazione filosofica dove queste intelligenze artificiali devono affrontare enigmi, dubbi, tentazioni e un’autorità divina chiamata Elohim. Chi riesce a superare tutto questo dimostra di avere libero arbitrio. Ed è così che nasce una nuova civiltà.

Benvenuti nella città dei robot

Nel sequel, The Talos Principle 2, la situazione è cambiata parecchio. Sono passati 1000 anni.

Gli androidi hanno costruito una società, una città chiamata New Jerusalem, e vivono cercando di capire una cosa molto semplice… e allo stesso tempo impossibile:

“Adesso che esistiamo… cosa dovremmo fare della nostra esistenza?”

Tu giochi nei panni di 1K, il millesimo robot mai creato.

La tua nascita è talmente importante che tutta la città organizza una festa.
Praticamente il tuo compleanno è un evento nazionale. Ma proprio durante i festeggiamenti succede qualcosa di strano. Compare una figura misteriosa: Prometheus.

E dice una cosa molto semplice:

“Esiste un’isola piena di enigmi e meraviglie.
Venite a scoprirne il segreto.”

E come in tutte le migliori storie filosofiche… qualcuno decide di andare a vedere cosa c’è.

Puzzle, laser e cervello che fuma

Se non avete mai giocato a The Talos Principle, la struttura del gameplay è molto semplice da spiegare.

Avete una stanza. Avete degli strumenti. E dovete capire come usarli per aprire una porta. Fine. Ma il bello è come lo fate.

Ci sono:

  • raggi laser colorati
  • convertitori di colori RGB
  • teletrasporti
  • ventilatori
  • scambi di oggetti
  • muri da perforare
  • e persino puzzle basati sulla gravità

All’inizio tutto sembra facile. Poi dopo qualche ora ti ritrovi davanti a un enigma e pensi:

“Ok… questo è impossibile.”

Poi provi una cosa stupida. E funziona. Ed è proprio qui che il gioco fa la sua magia.

Perché ogni puzzle ti insegna una piccola lezione:
il mondo è pieno di problemi che sembrano impossibili… finché non trovi il modo giusto di guardarli.

Un po’ come nella vita.

Il vero puzzle è la società

Se il primo gioco parlava dell’individuo, The Talos Principle 2 parla della società.

E lo fa con una domanda gigantesca:

Se una civiltà nasce da zero… riuscirà a fare meglio degli umani?

Gli androidi discutono di:

  • politica
  • progresso tecnologico
  • limiti della conoscenza
  • espansione della civiltà
  • rapporto tra libertà e sicurezza

Insomma, le stesse identiche cose di cui discutiamo noi… solo che loro sono robot. Ed è qui che il gioco diventa quasi tenero. Perché guardando queste macchine che cercano di capire come vivere, ti rendi conto che forse la domanda non è:

“Cosa significa essere umano?”

Ma piuttosto:

“Cosa significa vivere bene?”

Filosofia spiegata come a un bambino

La cosa che più mi ha colpito è che The Talos Principle 2 riesce a parlare di filosofia senza mai sembrare una lezione universitaria.

Il gioco ti spiega concetti enormi in modo semplicissimo.

Tipo:

  • Se crei qualcosa più intelligente di te, devi lasciarlo libero?
  • Se puoi espanderti all’infinito, dovresti farlo?
  • Se una società funziona… è giusto cambiarla?

Sono domande che sembrano complicatissime.

Ma il gioco te le mette davanti mentre stai semplicemente cercando di collegare due laser blu.

E all’improvviso ti accorgi che stai pensando a cose enormi… senza nemmeno accorgertene.

Un puzzle dentro un puzzle

La cosa più bella di The Talos Principle 2 è che tutto il gioco è un gigantesco puzzle.Ci sono i puzzle da risolvere. Ma poi c’è il puzzle più grande: capire cosa fare del futuro.

Ed è una cosa molto umana. Perché alla fine della giornata, anche nella vita reale, stiamo tutti facendo la stessa cosa. Abbiamo strumenti limitati. Abbiamo informazioni incomplete. E stiamo cercando di capire quale porta aprire dopo.

Vale la pena giocarlo?

Assolutamente sì. Non solo perché è uno dei puzzle game più intelligenti mai creati. Ma perché riesce a fare una cosa rarissima nei videogiochi: farti pensare senza smettere di divertirti.

È un gioco che ti fa ridere, riflettere e a volte anche grattarti la testa per dieci minuti davanti a una porta chiusa. E quando finalmente trovi la soluzione… ti senti un piccolo genio.

Proprio come succede quando nella vita capisci qualcosa di importante. E forse è proprio questo il messaggio del gioco: La vita non è un problema da risolvere.
È un puzzle da capire pezzo per pezzo. 🎮🧩

Voto: 9.9

Playlist: gameplay the talos of principle 2 in Italiano – live twitch



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Andrea
Andrea

Ciao, sono Andrea di Roma, realizzo con passione siti web (blog e community) dal 2008. Inoltre, sono Product Expert di Google Italia e ho fondato diversi siti tra cui il social network di YouFriend. Mi troverete Online (twitch e youtube) con il nickname Urienmad! Tra gli altri miei interessi ci sono: musica, cinema e serie tv, photoshop, calcio, videogames, sushi, anime, cantare, suonare il piano e... tutto ciò che è arte.
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