Ci troviamo a Manduria, la città è situtata nel Salento settentrionale, Manduria era denominata “Casalnuovo” dalla sua ricostruzione nell’XI Secolo fino al 1789 quando fu riportato il nome originario della città antica. Il toponimo è di origine messapica che ha radici indoeuropea mando “cavallo”. che viene confrontato con il Sanscrito mandurà che viene chiamato anche recinto o “stalla per cavalli”. nel Salento antico era molto diffuso l’allevamento di cavalli. Manduria fu fondata dai Messapi dove porta tutt’ora numerose testimonianze del suo antico passato, tra cui le mure megalitiche e circondato dai resti del fossato che circondava la città e la necropoli. Casalnuovo (oggi Manduria) affrontò diverse guerre la vicina Taranto, dove durante una di quelle trovò la morte anche Archidamo III nel 338 a.C. Re di Sparta alleati dei Tarantini.
Nel 266 a.C. circa Manduria entrò a far parte dei domini di ROMA insieme agli altri centri messapici del Salento, a seguito della presa di Brindisi. Manduria si schierò tra le città ribelle a ROMA.
A Manduria passava la via Traiana Sallentina o via Sallentina,strada romana che iniziava dalla via Appia nei pressi di Taranto dove giungeva a Manduria e si dirigeva ad Avetrana, Nardò, Alezio, Ugento per terminare ad Otranto. Era larga almeno 4 metri e lastricata. Sulla Tabula Peutingeriana oltre al tracciato si leggevano anche le distanze in miglia: «Taranto XX Manduris XXIX Neritum» (20 miglia tra Taranto e Manduria e 29 miglia tra Manduria e Nardò).
Manduria distrutta dai saraceni nei secoli successivi, venne rifondata nell’XI Secolo il nome di Casalnuovo.
Lingue e dialetti:
il dialetto Manduriano è una variante del salentino parlato esclusivamente nel territorio del comune di Manduria. Il dialetto Manduriano è classificato come facente parte del dialetto salentino settentrionale e perciò è molto influenzato dal dialetto brindisino, ma ha anche notevoli affinità con il dialetto leccese.
curiosità:
Gli abitanti di Manduria, vengono da tempo denominati Manciacani (mangia cani), la più antica testimonianza di questa pratica è contenuta in un libro dello scrittore e viaggiatore britannico Henry Swinburne, che visitò la città tra il 1777 e il 1780. Altro soprannome dato ai manduriani è Sona Campani cioè “suonatori di campane” per via delle molte chiese e quindi torri campanarie presenti in città, e Senza Filaru, letteralmente “senza filare di vigneto” in quanto molti dei contadini lavoravano le terre dei latifondisti e non proprie.
Ma perchè si chiama “La Città del Primitivo”?
La città è nota come “La Città del vino Primitivo” le origini del vitigno restano incerte anche se non è proprio un Vitigno autoctone si dice che fu portato dagli americani i vitigni e si “fusero” insieme a quelle piantate a quelli originali, anche se si narra che furono i Greci a portarlo in Puglia oltre duemila anni fa. La produzione iniziale del vitigno è riconducibile in origine alle terre dell’agro di Manduria, Maruggio, Sava e Lizzano oltre che nella Puglia centrale nei dintorni di Gioia del Colle.







