La mia curiosità per in mondo animale mi fa scoprire sempre cose nuove e oggi andiamo a conoscere quali sono i pesci che vivono fuori dall’acqua, come respirano e le loro caratteristiche.
La natura ancora una volta ci sorprenderà. Esistono oltre 130 specie di pesci che, in determinate situazioni, si avventurano fuori dall’acqua, ma ora vediamo quali sono i più specializzati in queste situazioni.
Quali sono i pesci che vivono fuori dall’acqua
Questi animali si distinguono per il loro eccezionale adattamento, spesso frutto di evoluzione isolata. Ecco alcune specie che riescono a resistere più a lungo di altri, se pur con notevoli capacità.
Mudskipper (saltafango)
Il Mudskipper, chiamato anche Saltafango, (foto di copertina) è uno dei più specializzati. Questa tipologia di pesci, membri della sottofamiglia Oxudercinae, trascorrono la maggior parte del loro tempo a terra (fino a 2 giorni fuori dall’acqua), respirando attraverso la pelle e la mucosa buccale, cioè l’insieme dei tessuti molli del cavo orale.
Un gobide, ovvero un pesce osseo perciforme, che respira aria tramite cute e mucosa buccale è capace di rimanere all’asciutto per lunghi periodi e “camminare” sul fango grazie alle pinne pettorali dotate di struttura ossea e muscolare simile a un arto, che permette loro di fare veri e propri “salti” per sfuggire ai predatori o difendere il territorio.
I Mudskipper quando escono dall’acqua, chiudono ermeticamente le fessure branchiali per trattenere una riserva d’acqua e ossigeno all’interno, mantenendo le branchie umide e funzionanti.
Costruiscono profonde tane nel fango a forma di “J” o “U”. Queste gallerie servono per regolare la temperatura, sfuggire ai predatori e proteggere le uova, che vengono deposte in camere d’aria sotterranee monitorate dai genitor
Sono animali che amano vivere in zone costiere dell’Asia e dell’Africa e sono considerati un esempio vivente di come potrebbe essere avvenuta l’evoluzione dei vertebrati dall’acqua alla terraferma milioni di anni fa.
Alticus saliens

Alticus saliens è un “pesce che cammina fuori dall’acqua” e salta sulle rocce, infatti è conosciuto comunemente come bavosa saltatrice. Utilizza la coda per darsi una spinta potente e può compiere balzi di diverse decine di centimetri per sfuggire ai predatori marini o per spostarsi da una pozza all’altra.
Si tratta di uno dei pesci più curiosi e insoliti che esistano che vive nelle zone, colpite dalle maree, delle coste rocciose dell’Oceano Indiano e del Pacifico. È un pesce piccolo, che solitamente raggiunge gli 8-10 cm. Ha una colorazione grigiastra o brunastra che lo rende quasi invisibile sulle rocce vulcaniche o calcaree.
Anche di questa specie gli scienziati lo considerano un esempio perfetto di come la vita possa evolversi per passare dall’ambiente acquatico a quello terrestre, quasi come se volesse “ripetere” il percorso evolutivo dei primi vertebrati terrestri dotati di quattro arti (tetrapodi).
Lungfish – Pesce polmonato

Il pesce polmonato (Lungfish) è un vero e proprio fossile vivente che si trova in Africa, Sud America e Australia. Possiede polmoni rudimentali che permettono di assorbire ossigeno direttamente dall’aria.
Riesce sopravvivere fuori dall’acqua per mesi, e in alcuni casi anche oltre i 3 anni; questo grazie alla capacità di respirare aria e di ibernarsi nel fango. Non è un’attività abituale, ma una strategia di sopravvivenza estrema che gli permette di sopportare lunghi periodi di siccità.
Quando il suo habitat si prosciuga si infossa nel fango e crea un bozzolo protettivo, rallentando quasi a zero il proprio metabolismo, così si mantiene umido e attende l’arrivo delle piogge.
Anabas testudineus

L’Anabas testudineus, noto anche come “pesce arrampicatore“, è una creatura davvero singolare ed anch’egli è in grado di “camminare” sul terreno grazie alle pinne pettorali robuste e le piastre branchiali spinose, che utilizza come “piedi” per darsi la spinta e attraversare tratti di terreno asciutto.
Come respira questo pesce fuori dall’ambiente acquatico?
A differenza della maggior parte dei pesci, possiede un organo del labirinto (una struttura ossea vascolarizzata nella testa) che gli permette di estrarre ossigeno direttamente dall’aria. Questo gli consente di sopravvivere fuori dall’acqua per diverse ore, o addirittura giorni, purché rimanga umido.
È dotato di una resistenza estrema , infatti può sopravvivere in acque stagnanti, povere di ossigeno e persino nel fango durante le stagioni secche, entrando in uno stato di torpore finché non torna la pioggia. Inoltre può persino sopravvivere se mangiato da uccelli o altri pesci, soffocando il predatore con le sue spine.
A causa della sua incredibile capacità di adattamento è considerato una specie invasiva preoccupante in diverse parti del mondo, come nell’Australia settentrionale.
Anableps anableps

Altro tipo di pesce che vive fuori dall’acqua, anche se per brevi periodi, è Anableps anableps che abito le zone salmastre ed è dotato di occhi che si adattano a vedere contemporaneamente sopra e sotto la superficie. Per questo motivo è chiamato comunemente “quattrocchi“.
Nonostante il nome, non ha davvero quattro occhi. Ciascun occhio è diviso orizzontalmente da una banda di tessuto e per gestire questa doppia visione, il cristallino dell’occhio non è tondo ma ovale.
La parte superiore è adattata per vedere nitidamente sopra la superficie dell’acqua (per avvistare predatori o insetti), mentre quella inferiore è strutturata per vedere sott’acqua (per cercare cibo o evitare ostacoli).
Passano quasi tutta la loro esistenza nuotando con la metà superiore degli occhi fuori dall’acqua. Poiché questa parte rischia di seccarsi, l’Anableps immerge regolarmente la testa o usa le pinne pettorali per bagnarsi gli occhi.
Altre tipologie di pesci che riescono a vivere fuori dall’acqua
Il Pesce Gatto Camminatore (Clarias batrachus): è in grado di sopravvivere e muoversi fuori dall’acqua per periodi limitati. Possiede un organo speciale che gli permette di respirare ossigeno atmosferico.
Il Pesce Serpente (Snakehead): Un predatore molto resistente che può sopravvivere sulla terra per diversi giorni, a patto di rimanere umido. Si sposta sul suolo per colonizzare nuovi specchi d’acqua o sfuggire a condizioni ambientali sfavorevoli.
Nota importante
Nessuno di questi pesci vive “senza acqua” in senso assoluto. Hanno tutti bisogno di mantenere le membrane respiratorie umide o di tornare in acqua per riprodursi e completare il loro ciclo vitale.
Conclusione
L’evoluzione in diretta: perché alcuni pesci hanno lasciato l’acqua?
I pesci che vivono fuori dall’acqua non sono solo curiosità biologiche, ma veri e propri ‘anelli mancanti’ viventi. Questo fenomeno, noto come adattamento anfibio, dimostra come la pressione ambientale (siccità, scarsità di ossigeno o predatori acquatici) abbia spinto alcune specie a sviluppare organi di respirazione supplementari. Dalla respirazione cutanea dei Mudskipper ai polmoni primitivi dei Dipnoi, queste creature ci mostrano come i nostri antenati abbiano conquistato la terraferma milioni di anni fa.”







