Animali che vanno in letargo: quali sono, perché e per quanto tempo

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Oggi andiamo a scoprire quali sono gli animali che vanno in letargo, perché e per quanto tempo può durare il sonno o riposo. Ci soffermeremo anche sull’esistenza dei diversi tipi di fase letargica che affrontano.

Significato di letargo

Il letargo è un’ibernazione durante la quale gli animali cadono di un sonno lungo e profondo e le loro funzioni corporali mutano; ad esempio:

  • il cuore rallenta il battito
  • la temperatura del corpo si abbassa
  • non si percepisce la necessità di mangiare

Quindi, quando un animale va in letargo significa che riesce a resistere ad una condizione biologica in cui i fattori vitali sono ridotti al minimo per riuscire a sopravvivere. Questo accade grazie a delle sostanze come sali e acido urico, contenute nell’organismo, che agiscono in modo tale da non far cristallizzare l’acqua presente nel sangue.

Animali che vanno in letargo: quali sono

  • Anfibi, salamandre, rane, rospi: vanno in ibernazione in autunno e riappaiono in primavera.
  • Bisce, serpenti, rettili: iniziano in autunno e la temperatura del corpo scende sotto lo zero. Si rifugiano in buche molto profonde, ma rimangono coscienti.
  • Camaleonte comune: si ritira sotto alla sabbia quando lo ritiene opportuno, sia in estate che in inverno.
  • Cervo: vive uno stato di torpore che dura circa 9 ore e capita con le temperature rigide.
  • Cicala: essendo un insetto la sua fase di “riparo invernale” è la diapausa.
  • Chiocciola: da novembre a marzo, si rinchiude dentro alla sua casetta e si addormenta senza aprire a nessuno.
  • Coccodrillo: durante tutto l’inverno si posiziona nel fondo marino e vi rimane finché il clima non si intiepidisce.
  • Criceto: se la temperatura scende al di sotto degli 8°C, ma solitamente non accade se si tratta di un animale domestico.
  • Coccinella: già in autunno a cercare qualche riparo tra le rocce e molto spesso questi insetti vanno in letargo a gruppi.
  • Farfalla: depositano le uova in un posto sicuro prima del freddo e poi muoiono. In primavera le uova si schiudono e la nuova generazione riparte.
  • Formica: riescono a superare il freddo solo entrando nella fase letargica e ritornano con clima tiepido.
  • Ghiro: è uno dei roditori che sprofonda nella fase letargica per 6-7 mesi, raggomitolandosi su sé stesso.
  • Lucertola: affronta l’inverno cercando riparo in qualche buco ma se in qualche giorno la temperatura sale un po’, si sveglia ed esce.
  • Lumaca: inizia già dalla fine di agosto, primi di settembre a ritirarsi nella sua casetta chiudendola con una barriera di muco.
  • Moscardino – Muscardinus avellanarius: da novembre ad aprile, costruendosi un nido tra i cespugli e rintanandosi ben al riparo.
  • Nutria: va in fase di torpore quando si presentano le temperature fredde e a seconda della scorta di cibo.
  • Riccio: è molto sensibile al cambio di temperature e ogni 30-40 si risveglia e poi ricadere nel torpore.
  • Marmotta: quando comincia l’autunno si rinchiudono nella loro tana e aspettano la primavera.
  • Orso: quando inizia il freddo il cibo scarseggia e cadono nello stato di inattività, per risvegliarsi verso aprile.
  • Pipistrello: inizia il letargo quando la temperatura scende sotto ai 10°C ma se si trova in ambienti sotto agli 0°C si risveglia e cambia luogo.
  • Procione: con la fine di autunno cerca riparo nei buchi degli alberi e si sveglia nei giorni più tiepidi.
  • Scoiattolo artico: va in ibernazione per ben 8 mesi all’anno, ovvero l’animale che va in letargo più a lungo di tutti.
  • Tartaruga: quando la temperatura è intorno ai 15°C perde attività ed ha poca fame; si nasconde nella sua casa e si risveglia in primavera.

Quanti tipi di letargo esistono

I tipi di letargo si dividono principalmente in due categorie, ma poi ci sono altre definizioni a seconda della metodologia di riposo invernale:

Letargo Totale

Animali a sangue caldo che non necessitano di nessun tipo ti cibo o altro e cadono in un sonno profondo per mesi. Tra questi ci sono orsi, tassi, ghiri, insetti, ricci, istrici, marmotte, criceti, scoiattoli, pipistrelli, tartarughe e alcune specie di mammiferi.

Letargo Parziale

Animali a sangue freddo il cui corpo non riesce ad resistere per lunghi periodi a basse temperature e quindi quando ogni tanto sente il bisogno di riprendersi. In questa categoria si trovano i rettili, vipere, bisce, salamandre, rane, alcune tipologie di roditore.

Differenza tra animali a sangue caldo e freddo

La principale differenza tra le tue tipologie è:

  • sangue caldo: hanno una temperatura corporea superiore alla temperatura ambiente
  • sangue freddo: la temperatura è pari o inferiore alla temperatura ambiente.

Tipologie analoghe al letargo

Ci sono animali che non cadono in un vero e proprio letargo. Hanno ugualmente un rallentamento delle funzioni vitali e un abbassamento di temperatura corpora, ma non entrano in un sonno così profondo e molto duraturo.

Ibernazione

L’Ibernazione consiste nell’abbassamento della temperatura corporea e rallentamento delle funzioni vitali, quindi gli animali si trovano in uno stato di quiescenza; questo significa una momentanea sospensione vitale che è comunque reversibile.

Torpore

Quando un animale cade in torpore significa che riduce le proprie funzioni nutrizionali e risparmio energetico per un breve periodo; solitamente questa fase va dalle poche ore ad un massimo di 24 ore, in pratica non dura più di un giorno.

Estivazione

Viene adottata da alcuni tipi di animali, soprattutto dagli invertebrati, quando le condizioni ambientali presenti non sono da loro gradite. Per esempio con il troppo caldo o con il troppo freddo questi esseri rallentano il loro metabolismo.

Diapausa

È la riduzione di attività metabolica che riguarda specialmente molte specie di insetti, crostacei, lumache e alcuni mammiferi. Esiste la diapausa obbligatoria che avviene in fase di sviluppo dell’animale, e quella facoltativa quando l’esemplare decide di “dormire” a suo piacimento.

Animali che non vanno in letargo

Gli animali che non vanno in letargo in pratica gli esemplari migratori ovvero quelli che resistono ai cambiamenti climatici anche più intensi, riparandosi come sanno fare e che in qualche modo trovano cibo per sfamarsi.

Per esempio le api, i castori, gli opossum, le puzzole, i topi, i tassi, gli scoiattoli delle nostre zone non cadono proprio nel profondo sonno, ma si rintanano nelle loro dimore al riparo dal freddo restando comunque coscienti.

Gli uccelli, le balene, i leoni, le tigri non hanno bisogno di ripari particolari durante le stagioni più fredde in quanto riescono a procurarsi ugualmente cibo per alimentarsi e vivere pressoché nella norma come fanno di solito.

Perché gli animali vanno in letargo

Gli animali vanno in letargo perché non riescono a sopportare alcune caratteristiche ambientali in cui si trovano. Il problema si presenta quando le temperature diventano più fredde ed il corpo soffre per il troppo gelido.

Quindi, quando secondo loro l’ambiente che li circonda diventa una situazione insostenibile, anche per il cibo che a volte viene e a mancare, decidono di cadere in un sonno che permette loro di sopravvivere. Ora descriviamo come resistono al freddo durante l’ibernazione.

Cosa succede durante il letargo

Durante la fase letargica la temperatura corporale si abbassa anche di parecchi gradi, a seconda delle specie. In alcuni esemplari varia da 37°C a 31°C, in altri raggiunge anche fino a -2°C.

Inoltre, non sentendo il bisogno di alimentarsi, il corpo si nutre per mezzo dei grassi che hanno accumulato nel periodo precedente. Qui di seguito è specificato cin che modo coloro che devono affrontare il freddo devono prepararsi.

Come si preparano gli animali per andare in letargo

Gli animali che vanno in letargo devono preparare il corpo in un determinato modo. Questa fase avviene nelle stagioni più fredde; la maggior parte va in inverno ma qualche di fauna inizia già dall’autunno.

Prima di entrare in questo periodo di sonno e freddo l’animale deve alimentarsi in maniera tale da poter sopravvivere. Quindi nei mesi antecedenti all’ibernazione si nutriscono molto abbondantemente e con cibi grassi il più possibile.

Queste sostanze, per l’appunto, permettono al loro organismo di vivere in questa lunga e gelida fase letargica e al risveglio in primavera torneranno a vivere e a nutrirsi in modo regolare come facevano prima.

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