Quale è il tuo perché?

Fino a qualche anno fa questa era la mia giornata tipo: sveglia alle 7. Dalle 7 alle 8 colazione e preparazione per andare a lavorare. Dalle 9 alle 21 di sera lavoravo. Alle 22 andavo a dormire. Il giorno successivo il ciclo ricominciava. In una spirale senza fine né spiragli di luce. Con un week end che era un miraggio e troppo breve.

Prima di iniziare a lavorare studiavo con le stesse modalità. Ho fatto un liceo classico, con una ferrea disciplina, studiando ogni giorno otto ore dopo la scuola. In tutto questo non mi sono mai chiesta il senso. Gli adulti ti dicono che se vai a scuola, prendi buoni voti e poi vai all’università la tua vita andrà liscia come l’olio. Ti insegnano che il COSA è più importante del PERCHE’.

“Conosci te stesso” affermavano i greci. Prima di intraprendere qualunque viaggio, devi prima conoscere chi sei. La scuola però mi aveva insegnato ben poco su chi ero. E ben di più a uniformarmi a degli standard, che mi avevano portato lontano dalla mia unicità.

Quando sei piccolo hai un’idea molto chiara di chi sei e chi vuoi diventare. Tutto sembra possibile, tra te e i tuoi sogni non si frappongono paure. Poi, crescendo, paure e limiti di altri diventano i tuoi. Fino a dimenticare chi sei.

Chi sono io? Me lo sono chiesta la prima volta in quinta superiore, quando pensai a cosa avrei voluto fare della mia vita, la seconda, quando mi sono trovata in un’università, scelta da altri per me,  dove mi sentivo come un “pesce su un albero”.

Oggi mi sveglio alle cinque e mezza e seguo una routine che -ho poi appreso- praticano anche le persone che hanno realizzato i loro sogni e sono diventate “di successo”: inizio la giornata quando il sole deve ancora alzarsi, pratico il saluto al sole per venti minuti oppure vado a correre. Una volta che corpo e mente si sono attivati, pratico un rituale di gratitudine e poi a seguire ripeto ad alta voce delle affermazioni positive. Appena svegli queste frasi hanno il potere di penetrare nel subconscio e di sostituirsi alle convinzioni disfunzionali che abbiamo. Poi medito per 12 minuti, focalizzando semplicemente così come mi riesce l’attenzione sul respiro. Questa attività fa da vero e proprio depuratore per la mente. Successivamente scrivo tre pagine di diario dei miei pensieri, tipo flusso di coscienza, con le mie preoccupazioni, impegni quotidiani, desideri. Poi passo alla parte vera e propria di crescita. Dedico un’ora allo studio del pianoforte (ci si può dedicare a qualsiasi attività che ci piace e in cui ci si sente bravi) e un’ora a un progetto di vita che vorrei realizzare (in questo periodo il progetto è di tipo lavorativo). Questa routine, può sembrare senza fondamento, ma posso garantire che sta veramente trasformando le mie giornate. È una routine molto flessibile e adattabile alle proprie esigenze e desideri. Permette, prima ancora che inizi la giornata lavorativa, di essere produttivi sulle cose che realmente contano per noi e che spesso non abbiamo il tempo di realizzare. Si può anche svolgere nell’arco di un’ora, accorciando il tempo che si dedica ad ogni componente. Un’ora nell’arco delle 24 ore la si può ricavare svegliandomi prima e scrollando meno sui social. Non ci sono scuse per non lavorare sui nostri progetti. Solo paure.

Ad oggi non mi posso ancora definire una persona di successo, così come lo intende la società. Lavoro con un part time che mi permette di guadagnare quello che mi basta. Non ho una Lamborghini, né mangio ostriche e champagne in una villa sulla Costa Azzurra. Tuttavia ho tempo. Tempo per lavorare sulle cose che sento contano veramente per me. Sento che il mio valore non deriva da quanto denaro ho sul conto corrente, ma dal lavoro interiore che svolgo ogni giorno. Sto imparando, passo dopo passo, che ogni successo materiale parte da un lavoro interiore e di crescita personale verso la versione migliore di se stessi.

Chi sono oggi? Certamente non sono la stessa persona di ieri né la stessa di domani. Ogni nuova giornata ricomincio con una forza nuova e avanzo verso la migliore versione di me. Perché grazie a impegno costante e forza di volontà, nulla ci è precluso.

 

 



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Erika
Erika

Osservo la vita e non smetto mai di cercare e coltivare ciò che mi piace e ciò in cui mi sento portata. Siamo sulla terra per un motivo. Sta a noi capire il perché.

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2 commenti

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  1. Lavorare sul proprio io interiore è un cammino che ha bisogno di tante attenzioni in quanto è pieno di sfaccettature e sfumature di ogni genere. Molto profonde le tue riflessioni… ognuno dovrebbe trovare il tempo per fare queste analisi su sé stesso/a…

    • Grazie per le tue condivisioni Annina! Credo che il lavoro su di sé sia un percorso in continua evoluzione e che dura tutta la vita:) possiamo sempre trovare il modo di dedicarci a una routine di lavoro su noi stessi e partire da dove siamo per migliorarci:)

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