Ghosting: la via di fuga dei codardi nell’era dell’online dating

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Alzi la mano chi almeno una volta è stato soggetto a fenomeno di ghosting, chi almeno una volta si è ritrovato con la seguente domanda alla quale non ha saputo trovare una  risposta

Cosa c’è di sbagliato in me ?>        

Scrivo questo per rassicurarvi di una cosa: molto probabilmente non vi è nulla di sbagliato in voi!

Concedetemi oggi di sentirmi arrabbiata ,di esprimermi a nome di tutte quelle persone la cui autostima e la speranza di trovare qualcuno compatibile a loro è stata resa fragile per aver fatto più volte esperienza di quello che sembra essere divenuto un fenomeno del tutto normale nei nostri tempi.

Prediligo la lealtà, la chiarezza, la schiettezza eppure faccio parte di una generazione che al valore della comunicazione preferisce il ghosting per non scomodarsi troppo, che esalta l‘empatia a parole ma poi non è in grado nel proprio piccolo di utilizzarla adeguatamente, che sfugge al confronto reale con se stessi e le proprie ombre finendo poi per proiettarle sugli altri, facendo sentire sbagliate proprio quelle persone la cui unica colpa è esclusivamente vedere sempre del buono in tutti.

Siamo la generazione che confonde l‘amore con l‘idea di qualcuno che sia lì come una crocerossina a salvarli dalle loro mancanze e i loro vuoti. La generazione dell‘usa e getta, del voglio una relazione sì, ma in fondo la voglio come un passatempo comodo, come status sociale da sbandierare sui social, come punto in più da aggiungere alla lista delle convenzioni adempite

        Siamo la generazione in cui it‘s a match, ma non ho nulla da dirti e la condivisione massima sono i nudes, in cui un „che figa„ è da considerarsi il nuovo livello di romanticismo per ragazzine dal disperato bisogno di attenzioni e scarsa autostima; it‘s a match ma appena cerco una reale comunicazione, l’autenticità e sensibilità di chi  ha qualcosa da dire fa il più delle volte “perdere punti”, mettendo in tilt i due neuroni presenti nell’interlocutore e ‘rimuovere il contatto’ è subito la via di fuga più veloce da un possibile confronto sensato.

Siamo la generazione distrutta ma che non perde mai la speranza.

Conoscere qualcuno attraverso app online come potrebbe essere tinder, vuol dire addentrarsi in una giungla senza avere con sé alcuna protezione da animali feroci. Sarebbe in ogni modo efficace avere un’intelligenza artificiale che da subito sia in grado di metterci in allerta da quelli che ancora una volta nelle nostre vite nulla più si riveleranno che dei „parassiti energetici“ o dei fantasmi.

Eccolo, lo avete finalmente abboccato quel match che miracolosamente sarà in grado di oltrepassare i limiti delle small-talk, attirare la vostra curiosità perché addirittura tra i suoi interessi potreste leggere „spiritualità“, „attivismo“ , „libri“ , il nostro lightworker dei tempi moderni su cui cade l‘occhio: poiché ahimè è in grado di dialogare con più di 2 sillabe, appare sensibile con un spiccato senso dell‘humor e il fascino del diverso.

Forse sarebbe comunque opportuno fermarsi qui perché il potenziale dell’effimero, fugace, superfluo, del carpe diem, è sempre in agguato, ma se vuoi conoscere qualcuno adeguati a questo rischio o rimani a guardarti le tue smielate telenovelas sognando che accadrà anche a te.
Dopo un match del genere, se hai fortuna potresti avere un date e quasi sicuramente ancora una volta una scontata trama di come le cose si svolgeranno.

Durante il giorno del vostro appuntamento, lui si presenterà con un sorriso gentile, ti fa sentire come se volesse stenderti un red carpet dinanzi al quale tu sei la dea ospite d‘onore della serata; verrà seguito ogni step da primo appuntamento, parlerete e ti parlerà di quanto magari gli stanno a cuore certe tematiche sociali, come vuole migliorare il mondo e wow per un attimo ti apparirà perfetto, troppo perfetto per essere vero, magari fingerete di ascoltarvi, ti comprerà qualcosa da bere, si avvicinerà pian piano guardandoti negli occhi e ad una certa tenterà di baciarti.

Bene, ora come ogni qualsiasi ragazza normale penserai „missione compiuta“, gli piaci. Puoi tirare un sospiro di sollievo, ti sembra quasi irreale perché gli argomenti sono stati tanti, la giornata si è svolta come si usa dire oggi con delle „positive vibes“ e insomma lui ha chiaramente mostrato di avere interesse.

Alt! Non avete però fatto i conti con la seconda parte del copione nel quale più o meno quasi sicuramente il giorno seguente sarai solo una cenerentola di ritorno dal ballo, con un cellulare in mano, sdraiata sul letto, con il mascara colato a chiederti perché non ti scriva più, in fondo eri carina e i discorsi tra voi non erano affatto male, lui sembrava interessato per davvero! Eccolo allora il vizioso circolo di paranoie che in qualche livello del tuo subconscio lentamente inizia ad agire innescandosi nella tua autostima facendoti chiedere ancora una volta:

cosa c‘è di sbagliato in me?“   

Niente, inizia il prima possibile a capire che non vi è nulla di sbagliato in te, che tu non sei un problema ma che ancora una volta qualcuno voleva restare in superficie mentre l‘altro nuotare nel profondo. Una risposta certa e concreta al perché non ci sarà mai. Il ghosting sembra essere sempre ormai la via più facile con la quale non bisogna scomodarsi, affrontare il peso di un discorso, il confronto. D’altronde perché offrire una spiegazione quando è molto più semplice eliminare il contatto come un prodotto consumato, è un gesto da nulla che dura pochi secondi ma che nell‘altra persona può avere un impatto psicologico frustrante.

Il non interagire più da un momento all’altro quando tutto sembrava stesse andando per il verso giusto è quello che fa più male, rispetto al vero e proprio sparire della persona, il quale pur fastidioso se motivato prenderebbe una piega differente di cui presto o tardi impareremmo a farcene una ragione e ad accettare.

”La verità è che siamo stanchi dei codardi che giocano a fare gli eroi prendendosi il tempo, l’onesta, e l’amore degli altri”

Bisogna avvicinarsi a questi interrogativi sempre con una certa razionalità e se chiederete a chi vi sta intorno il perchè , scherzando e ridendo saranno pronti a rispondervi :„Non gliel‘hai data ecco perchè è sparito“ , come se in questo mondo fosse una prerogativa imprescindibile per il successo di un primo appuntamento.  In parte potrebbe essere una tra le tante banali verità, ma rimango convinta che non sia l‘unica ragione e cerco di rispondermi secondo una prospettiva più ampia.

Credo che l‘avvicinarsi a qualcun altro apra a una vulnerabilità  la quale la maggiorparte delle persone non vuole ammettere o ritrovarsi a fare i conti,  così come fa paura la consapevolezza che all’amore corrisponda anche del dolore e una responsabilità verso l’altra persona. Abbiamo sete di legami ma non siamo del tutto disposti a legarci

Faccio parte delle generazione del „vogliamo tutto“, ma lo vogliamo nel modo più facile e conveniente entro i nostri limiti senza scomodarci troppo a pensare come possano sentirsi gli altri e senza nemmeno esserci mai chiesti perché veramente lo desideriamo. Il più delle volte in questi appuntamenti si tratta solamente di soddisfare un impulso non per forza di natura sessuale, ma anche solo un uso degli altri  per evadere da una noia momentanea.

Non siamo in fondo pronti ad accettare la parte vulnerabile e di crescita personale che le relazioni portano con sé e allora ne assaggiamo solo una piccola parte, un contorno preconfezionato con precisa data di scadenza.
Siamo la generazione che senza rendersene conto pensa e usa il termine investire anche legato ai rapporti umani come se bisognasse cercare sempre il profitto, il guadagno, un appagamento che di per sé esiste solo per essere consumato a breve.

Parlo, penso e scrivo da spirito libero svincolato da etichette e dal bisogno di definire le relazioni secondo luoghi comuni. Parlo da qualcuno che crede nelle diverse forme dell‘amore, a cui piace aprirsi con genuinità e onestà alle persone, che vive in linea con il proprio sentire personale. La mia rabbia qui NON si rivolge a chi predilige le ONS (one-night-stand) piuttosto che una relazione standard o verso certe formalità da appuntamento moderno, piuttosto è diretta all‘incapacità di avvicinarsi all‘altro dal principio come un essere umano con relative emozioni e sentimenti, al vedere così tanti falsi profeti spacciatori di empatia, al ritrovarmi in una generazione di gente „adulta“ sui 30 con un ampio deficit comunicativo: mancanza di chiarezza e trasparenza negli intenti che sarebbe l‘alfabeto base obbligatorio dal momento in cui si decide di interagire con un’altra persona per qualsiasi  tipologia di rapporto si tratti. Ho rabbia sì, di far parte di una generazione che  forse non ha mai considerato di avere un bambino interiore dentro di sé che ha maledettamente bisogno di essere sanato prima di arrecare danni agli altri.

In conclusione possiamo dire che è veramente il momento di divenire consapevoli che le proprie azioni hanno delle ripercussioni, che sarebbe il caso andare incontro agli altri come degli esseri umani e non come degli oggetti da gettare se non adatti ai vostri standart, che il ghosting è solo la via di fuga dei codardi  e che non mi sembra più normale che chi agisce con purezza debba ritrovarsi a chiedersi cosa c‘è di sbagliato in lui, mentre chi dovrebbe porsi questa domanda se ne lavi le mani altamente non evolvendo mai dal suo ruolo.

A quelle persone che dubitano di se stesse:

vi prego con tutto il cuore di rimanere nella vostra autenticità.

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  • Il tema è particolare, lo ammetto, ma voglio difendere la mia persona in quanto mi sento preso in considerazione in un certo senso. In questa era informatica dove velocizza la conoscienza di una persona, è anche molto più semplice arrivare alla conclusione che con alcune persone non c’è feeling e in alcuni casi non si vuole proprio aver a che fare con loro, e così accade tutto ciò. È comune pensare che chiudere il rapporto sparendo faccia meno male all’altra parte invece di confessare quali siano i veri sentimenti. Quindi si c è codardia, ma con alcune persone potrebbe essere anche tempo perso stare lì a spiegare, non tutti sono intelligenti e non tutti la prenderebbero bene, quindi si sceglie la via più facile e comoda.
    Se mi capitasse la stessa cosa non punterei mai il dito, mi farei la ragione che non gli interessi e non vuole relazionarsi con me.

    Rispondi
    • Non sono in accordo con il tuo pensiero, qui il centro della questione è fare la cosa giusta, essere onesti con le persone e con se stessi. Anche se breve, anche se con un solo messaggio, io credo che una minima spiegazione sia dovuta per correttezza e sparire senza dir nulla non lo è.

      Rispondi
  • Ho letto con molto interesse questo testo del quale argomento ero ignara. Complimenti

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    • grazie mille, mi fa piacere sapere che la lettura ti abbia coinvolta 🙂

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