Meno è più: il minimalismo come scelta consapevole

Minimalismo e società occidentale sembrano non andare di pari passo. Ogni giorno siamo bombardati da pubblicità che ci fanno avvertire l’urgenza di aggiungere qualcosa di nuovo alle nostre vite. Così le esistenze si riempiono di cose ed attività di cui, in realtà, non abbiamo affatto bisogno. L’ennesimo vestito da sera che non potremo mai indossare, se non in qualche rara occasione, il grande classico che ci fa sentire tanto acculturati e che abbandoniamo dopo una pagina, perché in realtà preferiamo i saggi.

Quello che compriamo quando acquistiamo un prodotto è l’identità che quel prodotto ci fa assumere. Qualità come bellezza, intelligenza, affidabilità ad esempio. Come se un prodotto potesse attribuirci queste proprietà anziché un lavoro profondo su di sé. È più facile passare la carta di credito su di un lettore bancomat, che mettersi ogni giorno a cercare di migliorare quegli aspetti di noi che vogliamo cambiare con un duro lavoro e sacrificio. Ma tutto questo accumulare ci fa realmente bene?

Il nostro conto corrente scende. La casa si riempie di oggetti. Quanti di essi ci rispecchiano veramente? La bomboniera che è sul pianoforte dell’anniversario della pro zia Maria, quel regalo che non sopportiamo, la pila di libri mai letti e che mai leggeremo. Il disordine visivo si accumula e così anche il nostro disordine mentale. Vedo i libri accatastati e li etichetto come attività che ho in sospeso. Così l’ennesima incombenza si aggiunge in fondo alla lista delle cose da portare a termine.

La mente ha bisogno di riposo, anche nello spazio intorno a noi. L’ordine e il minimalismo ci fanno sentire calmi e al sicuro, oltre che conferirci una certa limpidezza di pensiero. E se la mente ha uno spazio libero nella sua “ram”, può immagazzinare e processare le cose che per noi contano veramente.

Meno è più. A volte togliere è meglio che continuare ad aggiungere. Ma come troviamo un giusto equilibrio? Non rischiamo di togliere cose a cui teniamo realmente? Come facciamo a capire se ciò che stiamo eliminando è una perdita reale o apparente?

Una possibile soluzione può essere la seguente: ogni volta che faccio una scelta devo chiedermi “quest’oggetto o esperienza mi avvicina o mi allontana dalla versione di me cui aspiro, dallo stile di vita che desidero?” “Il mio desiderio scaturisce dal mio essere o dall’apparire bello, intelligente, importante agli occhi degli altri? Che ne è dell’opinione che io ho di me stesso? Chi voglio essere? Chi sono quando gli altri non mi guardano? Cosa per me ha veramente valore e cosa mi piace fare?”

Anche il silenzio rientra nelle sane abitudini da adottare quando ci si sta avvicinando ad uno stile di vita più minimalista ed autentico. Solo nell’assenza di stimoli esterni, quali opinioni altrui, aspettative della società ed interni eccessivi, come quei pensieri e preoccupazioni che non riusciamo mai a mettere a tacere, possiamo ascoltare la nostra voce autentica e le nostre più profonde aspirazioni.

Per questo obiettivo può tornare utile la meditazione. Essa permette di calmare il flusso di pensieri. Come l’acqua di un lago smette di incresparsi, dopo il lancio di un sasso, riflettendo nuovamente il cielo, così anche la mente, quando si trova in uno stato di quiete, fa da specchio a chi realmente siamo.

La stessa logica si può applicare anche a tutte quelle relazioni a senso unico che non fanno che prosciugare le nostre energie, portandoci via tempo, risorse e distraedonci dai nostri obiettivi. Non dobbiamo diventare degli eremiti, ma nemmeno tenere in piedi le amicizie dell’asilo solo perché abbiamo sempre fatto così e magari oggi siamo totalmente diversi da quell’immagine che la nostra amica o amico ha fissato nella sua testa, quando correvamo da lei o lui a piangere per cercare sostegno.

Certe idee ci vengono continuamente cucite addosso dagli altri. Veniamo cristallizzati in ruoli che ormai non ci appartengono più perché fanno parte del nostro passato. Sta a noi scegliere quei rapporti che ci valorizzano. E a smettere di essere la seconda scelta nelle vite degli altri. Perché tutto quello che scegliamo (o lasciamo andare) riflette il valore che pensiamo di avere.



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Erika
Erika

Osservo la vita e non smetto mai di cercare e coltivare ciò che mi piace e ciò in cui mi sento portata. Siamo sulla terra per un motivo. Sta a noi capire il perché.

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