L’esercito di terracotta: 8 mila guerrieri a difesa della tomba imperiale

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Già nel 200 a.C. si credeva in una vita dopo la morte, come anche il primo imperatore della Cina, che ordinò la realizzazione di un vero e proprio esercito di terracotta a difesa della sua tomba.

Nella citta di Xi’an, sono stati ritrovati ben 8000 guerrieri, 18 carri di legno e 100 cavalli a difesa del mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang (260-210 a.C); un’intera armata di terracotta di cui gli studiosi hanno ipotizzato diverse teorie circa la sua esistenza.

Perché è stato costruito l’esercito di terracotta?

Tra le varie ipotesi, formulate dagli archeologi e studiosi di tutto il mondo, c’è quella del dominio sui due mondi: l’imperatore, infatti, voleva regnare sia su quello dei vivi che su quello dei morti, e per fare ciò gli sarebbe servito un grande esercito.

Un’altra motivazione, invece, teorizza la possibilità che Qin avesse paura di ritrovarsi solo nell’aldilà, quindi necessitava di un esercito come scorta e compagnia.

esercito di terracotta imperatore Qin

Come hanno costruito le statue di terracotta?

Le statue sorprendono per la cura nei dettagli, fedele riproduzione dell’armata che aveva contribuito all’unificazione della Cina.

Gli studiosi hanno una teoria su come sono state costruite le statue, avanzando l’ipotesi che fossero stati usati degli stampi per la realizzazione di testa, braccia e gambe, mentre il busto veniva compattato con diversi cerchi di argilla, formando un tubo al quale successivamente venivano aggiunte le parti del corpo.

cavallo in terracotta esercito cinese

Chi ha scoperto l’armata di terracotta?

Inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1987, la scoperta dell’esercito di terracotta si deve a Yang Zhifa, un contadino del villaggio di Xiyang, che nel 1974 si apprestava a scavare un pozzo, assieme ad altre 6 persone, per irrigare le sue terre durante un periodo di siccità.

Il 29 Marzo, dello stesso anno, raggiunta la profondità di 15 metri circa, notò subito la testa di una statua e una punta di freccia in bronzo.
L’uomo informò immediatamente le autorità della scoperta e venne ricompensato dal governo con l’equivalente di un anno di lavoro; tuttavia, dovette trasferirsi, in quanto i suoi terreni furono occupati per esigenze archeologiche e turistiche.

Come visitare il mausoleo di Qin Shi Huang

Da allora, le statue dell’Esercito di Terracotta sono state oggetto di numerosi “prestiti museali”, di cui anche le foto in questo articolo, scattate durante la mostra presso la Basilica dello Spirito Santo a Napoli.

Per visitare invece il mausoleo in Cina, si può fare riferimento al sito ufficiale.

Hai mai visitato i soldati di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huang? Lascia un commento con la tua esperienza.

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