
Calamaro vampiro: fossile vivente raro, caratteristiche e perché si chiama così
Guardando dei video sugli animali rari ho scoperto che tra le creature più misteriose e affascinanti che popolano gli abissi marini, il calamaro vampiro è un vero e proprio reperto vivente.
Ora andiamo a scoprire tutte le informazioni e curiosità sull’unico superstite di un antico ordine di cefalopodi, nello specifico dei Vampyromorpha, rimasto quasi immutato da oltre 150 milioni di anni.
Calamaro vampiro: è pericoloso? E perché si chiama così?
Nonostante il nome minaccioso (Vampyroteuthis infernalis), che si traduce letteralmente dal latino come “calamaro vampiro dell’inferno“ , si chiama così per il suo aspetto particolare che mostra enormi occhi rossi, dal mantello scuro e da una membrana che ricorda le ali di un pipistrello.
Il calamaro vampiro non è assolutamente pericoloso ed è privo di inclinazioni predatorie. Questo cefalopode non è né un vero calamaro né un polpo, ma è considerato un vero e proprio “fossile vivente“.
Sprovvisto di inchiostro, se minacciato adotta una strategia unica: si capovolge coprendosi con le braccia come un ombrello per mostrare la parte interna (la pineapple pose, dove morbidi cirri carnosi confondono i contorni del corpo anziché fare da denti aguzzi), abbinando la postura all’emissione di una nube di muco bioluminescente per abbagliare i predatori.
Calamaro vampiro: descrizione, caratteristiche, habitat, alimentazione
Aspetto Fisico e Anatomia
Il calamaro vampiro raggiunge una lunghezza massima di circa 30 cm, di cui metà appartengono al mantello, ed è caratterizzato da un corpo gelatinoso di colore nero.
Possiede enormi occhi rossi abissali, come sopra accennato, e sono i più grandi in proporzione nel regno animale. Inoltro possiede fotofori bioluminescenti distribuiti sul corpo e sulle punte delle braccia.
Il suo DNA vanta oltre 11 miliardi di paia di basi, risultando quattro volte più grande di quello umano e il più esteso mai riscontrato in un cefalopode.
Dove si trova il calamaro vampiro: Habitat e distribuzione negli oceani
Questo animale batipelagico vive nelle acque aperte tropicali e subtropicali di tutto il pianeta, tra i 600 e i 1200 metri di profondità.
Popola la Oxygen Minimum Zone (OMZ). Grazie a un metabolismo lentissimo e a un sangue blu ad altissima efficienza (con emocianina a base di rame e la più alta affinità per l’ossigeno nota nei cefalopodi), riesce a sopravvivere in questo ambiente inospitale.
Cosa mangia il calamaro vampiro: dieta e Alimentazione
Totalmente innocuo e privo di inclinazioni predatorie sanguinarie, durante lo stadio giovanile si nutre attivamente di zooplancton, ovvero organismi acquatici che vivono in sospensione nell’acqua e si lasciano trasportare passivamente dalle correnti.
Nell’età adulta la sua dieta si basa principalmente su “neve marina“, ovvero detriti organici, resti di organismi gelatinosi come tunicati e meduse, piccoli crostacei e pellet fecali che precipitano dagli strati superiori.
Come si riproduce e sviluppa il calamaro vampiro
Le sue radici risalgono al passato geologico: i fossili giurassici scoperti negli anni ’80 in Francia (Vampyronassa rhodanica) confermano che i Vampyromorfidi esistevano già circa 165 milioni di anni fa.
A differenza di altri cefalopodi che muoiono dopo la riproduzione, questa specie può riprodursi più volte, generando un numero ridotto di uova grandi. Lo sviluppo larvale è complesso e attraversa tre forme morfologiche distinte, con variazioni nelle pinne durante la crescita che in passato hanno confuso gli studiosi.
Se le punte delle braccia vengono strappate da un predatore durante la fuga, l’animale è in grado di rigenerarle completamente.
Curiosità sul calamaro vampiro
I filamenti nascosti: Oltre alle otto braccia collegate dalla membrana, possiede due tentacoli retrattili finissimi, estendibili fino a otto volte il corpo, dotati di recettori per captare il movimento della neve marina nel buio.
Il “polpo pipistrello”: In Giappone è chiamato Koumori Dako, un nome che descrive come il mantello membranoso ricordi un chirottero quando viene rovesciato per difesa.
Galleggiamento perfetto: Grazie a tessuti gelatinosi e a uno statocisto che regola l’equilibrio, ha una densità simile all’acqua marina, fluttuando senza sforzo né consumo energetico.
Video
Conclusione
Il calamaro vampiro ci dimostra quanto gli abissi oceanici custodiscano forme di vita straordinarie ed evolutivamente uniche. Questo fossile vivente, lungi dall’essere il mostro marino che il nome suggerisce, è un affascinante superstite del passato che fluttua silenziosamente nel buio, ricordandoci la straordinaria biodiversità nascosta del nostro pianeta.






