Possiamo dirlo? Qualcuno ne rideva fino a poco fa apostrofando – talvolta anche con parole pesanti… – sui social e nella vita reale, chiunque, professionista o meno, osasse paventare questa possibilità. “E’ distopia!” gridavano battendosi spesso il petto. Ecco, sarei curiosa di sapere la loro opinione adesso…
Al netto di tutto, lo sappiamo bene: viviamo in un’epoca dove l’incertezza è tristemente diventata la normalità. La crisi energetica che ci prepariamo ad affrontare non è solo una questione di numeri, prezzi e bollette, ma mette in discussione il nostro intero modo di vivere, la nostra sicurezza e, che ci piaccia o meno, persino il nostro modo di pensare! Se vogliamo capire davvero cosa sta succedendo, dobbiamo andare oltre i dati e i rincari che quotidianamente ci presentano: bisogna guardare a come sono costruite le nostre certezze, e chiedersi quanto esse siano davvero solide.
Crisi energetica: come stanno davvero le cose
La scarsità non è solo un problema matematico — è la realtà che ormai bussa alla porta sempre più pressante. Quel vecchio sogno di una crescita continua, sostenuta da risorse infinite, si è incrinato anche di fronte al più ottimista di noi. Questa imminente “crisi” non è altro che un risveglio brusco, quel momento in cui ci rendiamo conto che abbiamo ignorato troppo a lungo i segni di rallentamento economico e che ora ci spinge con violenza a pagare il prezzo di una dipendenza energetica che ci ha resi di fatto vulnerabili. E questo, anche se non sempre ce ne accorgiamo, ci disorienta: siamo cresciuti nell’abbondanza, abituati a ottenere tutto subito, e ora ci troviamo a fare i conti con limiti veri. Reali. Concreti. Con lockdown energetici, telelavoro e risorse limitate.
Quando queste ultime si fanno scarse, non cambia solo il mercato: cambia l’intero comportamento umano. Scattano meccanismi di difesa, tra paura e paralisi, che possono però trasformarsi in una nuova forza, se sappiamo gestirli. È qui che bisogna mettere ordine nelle priorità: non si può improvvisare!
La prima cosa, ovvio, è mettere al sicuro ciò che serve per vivere: cibo, riscaldamento, acqua. Non serve accumulare cose a caso, ma organizzare razionalmente le scorte e pensare a soluzioni alternative. La prima regola è: se il corpo è al sicuro, la mente resta lucida. Senza cibo e calore, si perde la capacità di ragionare; si entra in modalità emergenza, e la visione prospettica si accorcia.
Ma… c’è un ma e nello specifico c’è una domanda che in pochi si fanno: come ci si prepara a un futuro dove il digitale è fragile, costoso, magari intermittente? Qui entra in gioco la conoscenza analogica, quella che sta sui libri, non su una nuvoletta chissà dove. E chissà se e quando di nuovo accessibile. Comprare libri adesso, prima che la situazione si complichi davvero, è una scelta dirompente. I libri sono un patrimonio che non ha bisogno di corrente, server o Wi-Fi per essere consultato. Un manuale di orticoltura, meccanica, medicina d’urgenza o filosofia può letteralmente fare la differenza!
Più ci si affida al digitale, più il rischio è alto: se salta l’elettricità, perdi tutto. Chi possiede libri cartacei ha invece una banca dati a prova di blackout. Leggere su carta aiuta a riflettere in profondità, recupera una concentrazione che il digitale ha quasi cancellato, e in tempi di crisi serve ancora di più. I libri, poi, custodiscono la nostra identità: ci danno istruzioni per fare, ma anche motivi per essere!
Ogni giorno viviamo su un castello di carte fatto di elettricità e beni “liquidi”. Se l’energia si fa costosa o irraggiungibile, quello che sta nel cloud, su un device diventa inaccessibile. I manuali pratici e i classici della carta restano, e sono assicurazione contro il rischio di analfabetismo funzionale di massa!
Crisi energetica: Quindi, cosa fare in concreto?
Siamo chiamato ad agire su due fronti: quello materiale e quello mentale.
Sul piano materiale, bisogna ridurre le spese inutili, puntare su beni concreti e durevoli: scorte alimentari, sistemi di risparmio energetico. Sono i migliori investimenti che si possano fare adesso.
Sul piano mentale, investite in libri. Create una biblioteca utile, con manuali pratici, ma anche testi di psicologia, sociologia, e perché no di narrativa che aiutano a capire la società in movimento, soprattutto quando nulla è stabile. E, soprattutto, allenatevi psicologicamente alla flessibilità: il comfort non è più un diritto garantito, e abituarsi a risolvere problemi, invece di lamentarsi, farà tutta la differenza tra chi va a fondo e chi trova nuove strade!
Non è finita finché non decidiamo di agire. Ricordiamolo. Questa imminente crisi ci sta invitando a riprendere in mano la nostra vita — ripartendo da quelle basi che sembravano scontate: il corpo al sicuro, e la mente nutrita dalle pagine. Se volete prepararvi a questo futuro, riempite la dispensa e la libreria! I libri non sono solo oggetti, sono strumenti per orientarci nell’oscurità, e da lì, vedrete, quando le luci si affievoliranno, saranno proprio quelle pagine a illuminarvi il cammino!








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