Manduria: La famosa storia del Mandorlo d’oro, simbolo della Città Messapica

Vi voglio parlare di una leggenda che si trova a Manduria e cioè la storia del Mandorlo, vi racconto questa bellissima leggenda. Una cosa molto curiosa che non tutti ne sono a conoscenza.

Esistono molte leggende al mondo, di varia natura e tipologia, ma questa mi ha colpito in modo particolare. Ora te la racconto.

La Leggenda del Mandorlo

La leggenda del mandorlo a Manduria narra che, prima di partire per la guerra, gli abitanti usassero appendere rami di mandorlo d’oro, o il bottino di guerra, sul mandorlo che cresceva nel pozzo del Fonte Pliniano. Questo atto era un modo per invocare la protezione divina e garantire il ritorno sicuro dei guerrieri, oltre che un modo per simboleggiare la ricchezza della loro terra.

Ecco alcuni dettagli aggiuntivi sulla leggenda

  • Il Fonte Pliniano: Questo pozzo, situato nel cuore dell’antica Manduria, è il luogo dove si svolge la leggenda. Al suo interno, un mandorlo sembra crescere direttamente dall’acqua, creando un’immagine suggestiva e leggendaria.
  • Le mandorle d’oro: La leggenda racconta che i rami del mandorlo, carichi di oggetti in oro, luccicavano al sole, dando l’impressione che la terra stessa producesse oro, e quindi attirando l’attenzione di eventuali invasori.
  • Simbolismo: L’albero di mandorlo, con le sue fioriture primaverili, è un simbolo di speranza e rinascita. La leggenda del mandorlo a Manduria rafforza questo simbolismo, legandolo alla protezione e al ritorno dei guerrieri.
  • Il legame con i Messapi: La leggenda del mandorlo d’oro è strettamente legata alla civiltà messapica, che un tempo abitava Manduria. Si dice che i Messapi fossero abili guerrieri e abili allevatori, e la leggenda riflette la loro forza e la loro prosperità.

Il Fonte Pliniano

La storia dell’antico Fonte Pliniano è molto conosciuta nel territorio tarantino: la grotta dal diametro di circa quindici metri ed alta nove, custodisce la sorgente d’acqua che Plinio il Vecchio descrisse nella sua Naturalis Historia come un fonte nel quale il livello dell’acqua presente nella vasca rimane sempre costante, non importa quanta acqua ne venga tolta.

Al centro della grotta circolare si trova un semplice pozzo in pietra, mentre delicati giochi di luce piovono dall’alto, filtrati deliziosamente dalle foglie del mandorlo che si erge dal lucernario. Di epoca preromana, Lu Scegnu (chiamato così nel dialetto locale, forse dall’antica lingua messapica) è da sempre una risorsa idrica estremamente importante.

Leggenda della chioccia

Tra i racconti che lo riguardano, spicca la leggenda della chioccia: all’interno dell’ipogeo pare sia nascosto un tesoro composto da una chioccia con dodici pulcini in oro massiccio. Per ritrovarli bisognerebbe però dare vita ad un macabro rituale: sgozzare un bambino o convincere una donna incinta a rimanere con un serpente stretto sul seno che sparirebbe una volta trovato il tesoro. Queste storie deriverebbero dal racconto di una regina messapica, che nascose i propri averi in un pozzo per non farli cadere in mani nemiche.

Leggenda vuole che prima di partire in battaglia, gli abitanti fossero soliti appendere dei tralci di mandorlo realizzati in oro sui rami del vero albero che sovrastava il lucernario. Similmente appendevano il bottino di guerra ai rami del mandorlo, guardato dalla misteriosa “cerva sacra” (o cerva regia “cervarezza”). Mitologico animale visto come una divinità protettrice delle antiche foreste che ricoprivano tutto il territorio.

Nel tempo il Fonte Pliniano è stato sicuramente luogo di culto, talvolta associato a ninfe e divinità acquatiche: il potere salvifico dell’acqua è un altro tema imprescindibile dei racconti. In passato i medici erano così convinti delle proprietà curative della sorgente, che ne prescrivevano l’utilizzo per curare febbri, malattie renali, impotenza, tanto che la sua fama lo fece diventare una tappa del Grand Tour nel Settecento.

Molti audaci condottieri passarono per il Fonte: da Annibale che fa provvista d’acqua per la guarnigione cartaginese durante il lungo assedio di Quinto Fabio Massimo, al re spartano Archidamo III che sotto le mura megalitiche dell’antica Mendonion (Manduria) trovò la sua fine dopo un assedio nel 338 a. C.

Fu sicuramente sepolto con tutti gli onori, come richiesto dal suo rango, per questo si narra che le sue spoglie e i suoi tesori, siano stati posti in un punto imprecisato vicino alle imponenti mura messapiche, e lì attendono ancora di essere scoperti.

Avevi mai sentito parlare di queste bellissime leggende?

Video e immagini

il Fonte Pliniano di Manduria

CICLOweb

La “Chioccia D’oro”

MANDURIA - La leggenda della chioccia d'oro

Il Fonte Pliniano come l’albero

Fonte Pliniano - Immagine di Parco Archeologico Manduria - Tripadvisor

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Akim Tavares
Akim Tavares

Sono un ragazzo abbastanza tranquillo che piace scoprire cose nuove =)
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