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Jacques Prevért, poeta che viene spesso definito “di una facilità pericolosa”. Qui a parlare è un uomo euforico il cui stato di eccitazione è reso formalmente dalla ripetizione della congiunzione iniziale (e…e…e…) in un climax ascendente in cui si passa dai bicchieri vuoti alla donna nuda tra le sue braccia. I verbi sono violenti a significare quanto la voglia di aversi nella notte sia stata aggressiva. Per me il corpo nudo, fragile della figura femminile richiama quelle “stelle di vetro” immerse nella “polvere” (che, sempre secondo me, è personificazione dell’uomo e del modo in cui lui vede se stesso “impolverato”).
Un realismo che cela un simbolismo profondo
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Pensavo fosse C. Bukowski