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Una strofa di Giorgio Caproni dal “Congedo del viaggiatore cerimonioso” (1960). Caproni si mette nei panni di un viaggiatore in treno che, prima di scendere alla stazione (punto di arrivo del viaggio e, metaforicamente, della sua stessa vita), si congeda dai compagni con cui ha trascorso il tempo nel suo scompartimento. Un congedo lungo, quasi a voler ritardare il momento della discesa. A lui mancherá più di tutto lo stare con gli altri, una convivenza a volte forzata perché siamo tutti sullo stesso treno: e allora non possiamo fare altro che relazionarci tra noi, a volte raccontandoci frottole, altre confessandoci sinceramente perché, vuoi o non vuoi, abbiamo tutti bisogno di un testimone della nostra vita.
Biografia:
Carotina
Mi chiamo Silvia e sono laureata in Lettere. La mia passione più grande, oltre alla letteratura, è la scrittura. Amo scrivere di tutto; tuttavia, i miei interessi principali vertono sul mondo dei libri e sulle discipline socio-psico-pedagogiche.
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Adesso tutti a testa bassa sui propri schermi tecnologici portatili. Chissà se frasi simili ne verranno più scritte.