Nicolò e Matilde si erano seduti sui gradini della vecchia casa di campagna dei nonni. Era il primo giorno di vacanze estive, ma i due fratelli avevano il broncio. La loro bicicletta aveva una ruota a terra e, come se non bastasse, il pallone era sgonfio.
“Ci annoieremo da morire”, sbuffò Nicolò, calciando un sassolino. “Qui non c’è niente da fare”.
La nonna, che stava stendendo le lenzuola profumate di lavanda, sorrise. Entrò in casa e ne uscì con due piccoli quaderni con la copertina rossa e due matite colorate blu e verde.
“Questi sono i vostri Passaporti delle Piccole Meraviglie”, disse misteriosa. “Le vere vacanze non dipendono da quanto andate lontano, ma da quanto bellezza riuscite a scovare. Ogni volta che trovate qualcosa di straordinario che non avete mai notato prima, disegnatelo o scrivetelo. Chi riempie più pagine entro sera riceverà una sorpresa”.
I bambini si guardarono scettici, ma la parola “sorpresa” accese la loro curiosità. Presero i quaderni e iniziarono a esplorare il giardino. All’inizio camminavano distratti. Poi, Matilde si accorse di un movimento strano sotto una grande foglia di zucca. Si accucciò. Una fila ordinata di formiche stava trasportando un seme di girasole gigante, aiutandosi a vicenda come una squadra di piccoli ingegneri.
“Nicolò, guarda!” sussurrò. Matilde aprì il quaderno e disegnò la prima formica con una minuscola corona in testa, battezzandola “La Regina del Carico”.
Valore scoperto: la cooperazione.
Nicolò, per non essere da meno, si diresse verso il vecchio tronco dell’ulivo. Lì vicino notò una ragnatela tesa tra due rami, bagnata dalle ultime gocce di rugiada mattutina. Sotto la luce del sole, brillava come una collana di diamanti. Poco distante, una lumachina scalava il tronco con estrema calma. Nicolò la osservò per ben dieci minuti. Notò la spirale perfetta sul suo guscio e come, senza alcuna fretta, la lumaca raggiungesse comunque la sua meta. Prese la matita e scrisse sul quaderno: La lumaca Sprint non corre, ma arriva sempre ovunque. Valore scoperto: la pazienza.
Nel pomeriggio, il gioco si trasformò in una vera e propria caccia al tesoro della natura. I due fratelli non sentivano più la mancanza della tecnologia. Avevano scoperto che: il vento tra le foglie di pioppo faceva lo stesso rumore delle onde del mare. Il profumo della terra bagnata dopo che il nonno aveva annaffiato l’orto sapeva di “freschezza e avventura”. Una nuvola in cielo aveva esattamente la forma di un draghetto che sputava panna montata.
A sera, i quaderni erano pieni di disegni, colori e pensieri gentili. Nicolò e Matilde corsero in veranda dalla nonna, i loro occhi brillavano di entusiasmo.
“Nonna, guarda! Abbiamo scoperto che il giardino è pieno di segreti!” esclamarono insieme, mostrandole le pagine colorate.
La nonna sfogliò i passaporti con orgoglio. “Avete vinto entrambi”, disse dolcemente, porgendo loro due grandi fette di crostata alle fragole ancora calda.
“La sorpresa più grande l’avete fatta a voi stessi: avete imparato a guardare il mondo con gli occhi dell’attenzione. Questa è la vera magia delle vacanze” Da quel giorno, Nicolò e Matilde capirono che la noia è solo un’occasione per accendere l’immaginazione e che le avventure più belle si nascondono spesso sotto i nostri piedi. (Giovanna Mangone)







