
Il grande Libro delle lettere d’oro
Tanto tempo fa in un angolo dimenticato dal tempo, sorgeva una bottega magica. Lì non si vendevano né giocattoli né caramelle: tra le sue mura era custodita una gigantesca libreria. Il proprietario, un anziano falegname di nome Giuseppe, era conosciuto da tutti per la sua bontà d’animo; aveva i capelli bianchi come il cotone e uno sguardo gentile che irradiava sicurezza ed empatia.
Un pomeriggio di pioggia, due sorelline Ilenia e Noemi, entrarono nella bottega per ripararsi dal temporale. Sul tavolo notarono un enorme libro, con una copertina in pelle marrone e lettere dorate che brillavano alla luce delle candele.
“Che cos’è quel libro così grande e luminoso?” chiese Ilenia, incuriosita.
L’anziano signore sorrise e si accomodò sulla sedia di legno.
“Questa è la bibbia” sussurrò con voce calda e profonda, “Ma non considerarla un libro qualunque. Immaginala come la mappa di un tesoro prezioso, ricca di segreti per nutrire la nostra anima.”
Noemi si avvicinò, sfiorando le pagine. “Ci sono storie di draghi e cavalieri?”
“Meglio ancora ”, disse il signor Giuseppe “Ci sono storie di persone vere che hanno imparato a superare le paure, a chiedere scusa e a fare cose straordinarie. Volete fare un viaggio dentro la mappa?”
Le bambine fecero cenno di si con la testa, e spalancarono gli occhi per la curiosità. Il saggio proprietario, aprì il libro a metà ed esclamò:
“Per capire il primo segreto, dobbiamo andare a trovare un ragazzo di nome Davide!”
Il Segreto del Piccolo Davide: Il Coraggio.
“Tanto tempo fa” raccontò il signor Giuseppe “C’era un giovane pastore di nome Davide. Era il più piccolo dei suoi fratelli e passava le giornate a proteggere le pecorelle. Un giorno, un soldato gigantesco di nome Golia, spaventò tutto il suo popolo. Tutti scappavano perché Golia era enorme, forte e urlava tantissimo. Ma Davide no scappò.
“Ma come fece a batterlo se era così piccolo?” chiese Ilenia, stringendo i pugni.
“Davide non usò la forza dei muscoli: ma si affidò a una fionda e alla sua fede. Sapeva che Dio era con lui e che la giustizia è più forte della prepotenza. Con un solo piccolo sasso, Davide sconfisse il gigante”.
L’anziano signore guardò Ilenia negli occhi, con una dolcezza disarmante e disse:
“Questo ci insegna che non importa quanto ci sentiamo piccoli o se un problema ci sembra gigantesco come Golia. Il vero coraggio non risiede nella forza fisica, ma nel fare la cosa giusta anche quando tremiamo un po‘.”
Il Segreto della Torre di Babele: L’Ascolto.
Il vecchio falegname voltò la pagina all’indietro, mostrando il disegno di una torre che saliva fino alle nuvole.
“Molto tempo fa prima di Davide” continuò “gli uomini decisero di costruire una torre altissima, la Torre di Babele. Non lo facevano per essere felici, ma solo per orgoglio, per dire – Guardate come siamo bravi, siamo i più forti di tutti! – Pensavano solo a sé stessi e non si ascoltavano più. Così, all’improvviso, iniziarono a parlare lingue diverse. Uno chiedeva un mattone e l’altro gli passava l’acqua; nessuno capiva più l’altro e la torre crollò nella totale confusione”.
Noemi, ci penso su. “Quindi hanno litigato perché non si ascoltavano?”
“Esatto, Noemi”, confermò l’anziano Giuseppe. “Quando vogliamo fare tutto da soli e pensiamo di essere migliori degli altri, smettiamo di capire chi ci sta accanto. La Bibbia ci ricorda che per costruire qualcosa di bello nella vita dobbiamo saper ascoltare e collaborare con gli altri, con umiltà.”
Il Segreto del Buon Samaritano: La Gentilezza.
Alla fine, l’anziano signore iniziò a scorrere le pagine fino al Nuovo Testamento, dove si parlava di Gesù. Gesù amava raccontare delle storie speciali chiamate “Parabole” per farci capire l’importanza dell’amore. Una volta raccontò di un uomo che era stato derubato e ferito lungo la strada. Per quella via passarono persone importanti, ma tutti si giravano dall’altra parte e tirarono dritto.
Poi passò uno straniero, un samaritano. Anche se non conosceva quell’uomo, provò compassione: curò le sue ferite, lo caricò sul suo asinello e pagò un albergo per farlo riposare.
“Lui è stato un vero amico!” esclamò Ilenia.
“Si” rispose il proprietario, chiudendo delicatamente il grande libro“. “Bambine mie, questa storia ci insegna l’empatia. Il nostro - prossimo – non è solo chi ci sta simpatico o chi è uguale a noi, ma chiunque abbia bisogno di una mano. La gentilezza è una lingua che tutti possono capire”.
Intanto fuori era spuntato il sole e un bellissimo arcobaleno accendeva il cielo di mille colori. Salutando il signor Giuseppe, Ilenia e Noemi si sentirono pervase da una pace profonda e da un sentimento d’amore puro. Avevano capito che le storie della Bibbia non erano solo semplici racconti del passato, ma lanterne accese per guidare i loro passi ogni giorno.
(Giovanna Mangone)







Un racconto interessante ed educativo per i bambini sulla storia della Bibbia. Complimenti davvero.