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Come saranno le scuole del futuro? Risponde Renzo Piano 5 (2)

“Se dobbiamo costruire nuove scuole, meglio farle in periferia”. E’ così che Renzo Piano ha esordito sul Sole 24 ore, dove illustra i particolari del suo modello architettonico di scuola: sostenibile, antisismica, più tecnologica e meno dispendiosa che “si costruisce con leggerezza, in cui si risparmiano risorse e i materiali si scelgono tra quelli che hanno la proprietà di rigenerarsi in natura”. Ecco come saranno le scuole del futuro sulla base del modello presentato dall’architetto. Il piano terra, avente  la funzione di connessione con la città, dovrà essere permeabile e trasparente. Il prototipo presenta al centro dell’edificio un giardino con un grande albero su cui affacciano la palestra-auditorium, la sala prove e i laboratori. Dal piano terra, poi, si innalza la torre dei libri, una biblioteca accessibile a tutti, dove oltre ai libri verranno conservati i disegni e i ricordi degli alunni. Secondo l’idea di Renzo Piano, la palestra, il laboratorio-bottega, la biblioteca e la cucina dovranno essere aperti fino a tarda sera e anche nel weekend al fine di favorire gli scambi e la nascita della solidarietà. L’albero è, senza dubbio, uno degli elementi principali dell’intero progetto poiché scandirà le stagioni agli occhi dei bambini e li seguirà nel loro percorso di crescita. Le foglie secche segneranno l’arrivo dell’autunno mentre i fiori e i profumi quello delle stagioni più calde. Non solo, nella sua chioma troveranno protezione uccelli come pettirossi, tortore, rondini. ” Guardare l’albero riserva sorprese – scrive Renzo Piano – non è mai uguale al giorno prima”. Salendo, al primo piano troviamo le aule divise per ogni fascia d’età, dai 3 ai 14 anni. Quelle destinate ai più piccoli dovranno essere luminose, spaziose, con compensati appesi dove attaccare di tutto e dovranno avere grandi vetrate su un giardino privato. Il tetto non dovrà essere alto più di 12 metri e sarà il […]

Asilo nido comunale di Guastalla, un progetto al passo coi tempi 5 (3)

Il 19 dicembre 2015 è stato inaugurato il nuovo asilo nido comunale di Guastalla, progettato dallo studio Mario Cucinella Architects di Bologna. Questa struttura sostituirà i due nidi comunali dell’infanzia, Pollicino e Rondine distrutti dal terremoto del maggio 2012. Il progetto, pensato per ospitare 120 alunni con età compresa tra i 0 e i 3 anni, nasce con l’intento di stimolare l’interazione del bambino con lo spazio circostante. In particolare, la scelta dei materiali, della luce, dei colori e delle sonorità è concepita tenendo presente gli aspetti pedagogici collegati alla crescita del bambino. Struttura Asilo Guastalla Articolato su di un piano, l’asilo comunale di Guastalla presenta una struttura portante costituita da telai di legno coibentati che poggiano su una fondazione in cemento armato. Tra un telaio e un altro si inserisce un’ampia vetrata che permette l’interazione tra lo spazio interno e l’ambiente esterno ricco di alberature. L’asilo ospita diverse aule e laboratori. In particolare, nelle zone di connessione tra questi ambienti sono presenti slarghi, aree dove giocare e relazionarsi, elementi trasparenti per guardare verso l’esterno o sbirciare le attività degli altri bambini. Durante la progettazione, l’architetto ha pensato di non ricondurre l’asilo ad una semplice scatola ma ad un edificio che raccontasse una storia. Da qui, il richiamo al ventre della balena di Pinocchio. La sostenibilità nell’asilo nido comunale di Guastalla La cosa che più colpisce questo progetto è senza dubbio lo studio fatto sulla sostenibilità. L’edificio, realizzato con  materiali naturali o riciclati, dunque a basso impatto ambientale, è in classe energetica A. L’elevata coibentazione dell’involucro e la distribuzione ottimale delle vetrate e dei lucernari garantiscono un ambiente interno confortevole riducendo al minimo il ricorso agli impianti meccanici. In copertura, sono stati posizionati dei pannelli fotovoltaici, con potenza massima pari a 35 kWp, che soddisfano il 40% della domanda energetica per il […]