L’incantesimo del regno di ghiaccio

In un grande castello di un magico regno, viveva una regina di nome Brina assieme alla figlia Adria, che adorava tantissimo i fiori.

Le due donne erano rimaste sole perché il Re un giorno decise di andarsene lontano a conquistare nuovi regni. Prima di partire, però, fece un sortilegio a tutto il regno, pensando di proteggerlo. Con un colpo di magia fece in modo che tutto fosse immerso nel gelo e nel ghiaccio finché qualcuno non avesse spezzato l’incantesimo.

Il Re possedeva questo dono magico ricevuto da una vecchia conoscenza della sua famiglia, ovvero la fata della neve, che glielo aveva donato quando egli era ancora giovane. Così decise di utilizzarlo come protezione.

Un giorno, mentre Brina ed Adria camminavano in giardino, la figlia fu punta dalla spina di un roseto e cadde in un sonno profondo per lunghi giorni.

Brina era disperata e, non sapendo più che cosa fare per risvegliare la figlia, si mise a chiedere aiuto a gran voce, ripetendo queste parole:

“Aiutatemi. C’è qualcuno che può venire ad aiutarmi. Vi prego, ho bisogno di soccorso.“

Ma nessuno si faceva vivo. Una bella notte, però, sentì bussare al portone del castello. Quando la regina andò ad aprire rimase sorpresa nel vedere una donna bellissima, vestita di bianco.

Brina, tra la disperazione e la speranza, allora chiese:

“Chi è che bussa a quest’ora buia? Hai sentito la mia richiesta di aiuto?“

La nuova ospite rispose:

“Sono Giada, la fata della neve“. Ho udito un grido disperato e sono qui ad aiutarti.”

Tutta contenta che fosse arrivato un aiuto, la regina portò Giada dalla figlia e spiegò che dormiva ormai da troppi giorni dopo essersi punta. Inoltre spiegò alla nuova arrivata come mai intorno al regno esistesse solo l’inverno.

La fata ci pensò sù per un attimo, poi prese la sua bacchetta magica e pronunciò queste parole, rivolgendosi alla fanciulla:

“Bella e dolce bambina, ora svegliati e ritorna come prima! Piccola Adria devi aprire gli occhi, dopo aver udito tre rintocchi”.

E un, due, tre, la ragazza si svegliò. Vide la madre e la fata vicine al suo letto; sorrise alle due donne attendendo che le fosse spiegato cosa fosse successo.

Poi la fata Giada, contenta che tutto era andato per il meglio, si rivolse alla regina e alla figlia dicendo:

“Avevo dato io quel potere al re, quando egli era ancora un giovane ragazzo. Ora vedo di sistemare anche il disguido che egli ha recato”.

La fata quindi, prima di andarsene, con l’aiuto anche delle sue amiche fatine, fece un’altra magia; riportò in tutto il regno l’esatta sequenza delle stagioni. Da quel momento il sole e la serenità ritornarono in quel castello e in tutto il regno.

Morale

Questa fiaba fa riflettere sul fatto che non sempre i nostri doni li utilizziamo nel migliore dei modi. Cercando, invece, di usufruire al meglio tutto ciò che possediamo, si potrebbe ottenere un buon risultato.

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Annina
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Ciao, sono Annina, manager della community di Youfriend.it. Amo la natura, la musica, i colori, le emozioni... amo le sfumature che dipingono la vita! Mi piace leggere, scrivere, acculturarmi e socializzare.

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