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Storie incredibili: Ruba il bue e l’asinello Arrestato da Gesù 3.5 (2)

Roma – Ha rubato dal presepe il bue e l’asinello, ma la Provvidenza lo ha subito castigato. È finito in cella: ad arrestarlo è stato… Gesù. Il ladruncolo, evidentemente a corto di idee, è arrivato in piena notte a S. pietro, dove i commercianti locali avevano allestito un presepe, intento a rubare qualcosa per poi rivenderlo guadagnandoci, non trovando di meglio che caricare sull’auto due statue in gesso raffiguranti il bue e l’asinello. Valore commerciale: prossimo allo zero. Se n’è andato con quel magro bottino, ma dopo poche centinaia di metri è incappato in una «gazzella» dei carabinieri, che lo hanno bloccato e arrestato. A mettergli le manette ai polsi è stato il brigadiere Sebastiano Gesù.

Trovato morto dopo un anno sul water 3 (1)

Ecco una storia incredibile, speriam di non morire cosi… sulla tazza del bagno! BELGRADO 19 Ottobre 2012 Milan Dzombic, un serbo di 76 anni, è stato ritrovato mummificato ancora seduto sul water di casa sua a Belgrado. A quanto pare, il cadavere era rimasto nella stessa posizione per più di un anno. A trovarlo i servizi di emergenza che hanno fatto irruzione nell’appartamento a causa di una perdita al piano sottostante. Il vicino di casa Jela Petrovic, 48 anni, ha detto: “E ‘stato uno spettacolo spaventoso – la sua testa era appoggiata al bagno e il suo corpo era marrone e secco come quella di una mummia – c’erano anche i vermi che strisciavano sul corpo e sul pavimento”. Dzombic era un uomo solitario e così nessuno aveva fatto caso alla sua sparizione e anche se qualcuno aveva notato un cattivo odore provenire dall’appartamento non c’era stata alcuna segnalazione, anche perché l’affitto veniva pagato regolarmente con prelievo diretto sulla pensione dell’uomo.

Mistero: I teschi di cristallo 4 (1)

Oggi vedremo il mistero dei teschi di cristallo e la storia che si cela dietro di essi. Io per primo, incuriosito dalla questione, tra spettri e ipotetiche origini aliene, era nel mio interesse farne un articolo per la sezione Misteri. Cosa sono i teschi di cristallo e origini? I teschi di cristallo sono la rappresentazione umana di un teschio ricavato lavorando blocchi di cristallo e quarzo trasparente. Alcuni di essi sono stati dichiarati reperti archeologici di origine precolombiana, ma nessuno dei manufatti resi disponibili ad accertamenti e analisi, hanno potuto confermare ciò. I risultati di quest’ultimi, infatti, dimostrarono che furono realizzati verso la metà dell’ottocento o in periodi seguenti, molto probabilmente in Europa. Pur essendoci varie scritti che lascino presupporre il contrario, la leggenda dei teschi di cristallo non è presente storicamente in nessun lascito dei popoli mesoamericani. Storia dei Teschi di Cristallo Come detto in precedenza i primi teschi di cristallo molto probabilmente non hanno origini precolombiane, ma bensì, cominciarono ad apparire sulla scena intorno l’Ottocento. Attualmente alcuni manufatti sono in possesso di prestigiosi enti, come il British Museum che ne detiene uno dal 1897, e nel 1992 ne assume la proprietà di un altro anche la Smithsonian Istitution. La cosa strana però, che tutti i teschi di cristallo rinvenuti e presenti attualmente, non hanno documentazioni circa la loro provenienza o prove di ritrovamenti durante scavi o ricerche. Teschio di Mitchell-Hedges (Teschio del Destino) Prendendo il nome da proprietario, il teschio di cristallo posseduto da Frederick Albert Mitchell-Hedges è tra i più famosi conosciuti; secondo quanto raccontava sarebbe stato ritrovato intorno il primo ventennio del 1900 durante una spedizione nel Beliz, che allora era L’Honduras, nella zona di Lubaantum. L’unico tra i teschi esistenti ad avere una mandibola mobile e dal peso di 5kg, Albert disse inoltre che per […]

Starchild il “bimbo delle stelle”: un alieno o bufala? 4 (2)

Stasera a Mistero italia1 si parla di Starchild, un vecchio argomento trattato più volte dai mass-media e in questo articolo proverò a mettere un po’ d’ordine cercando di saperne di più in merito al teschio di forma di aliena. Starchild (in italiano “bimbo delle stelle”) è il nome assegnato a un teschio deforme, scoperto intorno al 1930 da una giovane ragazzina messicana in una miniera abbandonata, accanto ai resti di una donna umana adulta. Il suo nome si deve alle teorie pseudoscientifiche dello scrittore Lloyd Pye, che vogliono che le caratteristiche anormali del teschio non siano da attribuirsi a difetti genetici noti, ma al fatto che lo scheletro sarebbe un “ibrido umano-alieno”, addirittura comprendendo l’ipotesi di origine da vita extraterrestre, da cui bimbo delle stelle. Tali teorie sono in via di analisi tramite test genetici. Ritrovamento del teschio Starchild Lo scrittore statunitense Lloyd Pye venne a conoscenza del teschio dalla coppia di sposi Ray e Melanie Young, nella città di El Paso (Texas), che glielo avrebbero successivamente affidato nel febbraio 1999. Nello stesso anno i coniugi Young fondarono un’associazione senza scopo di lucro denominata The Starchild Project. Gli Young testimoniarono d’esser entrati in possesso del reperto nei dintorni del 1930 attraverso una ragazzina messicana di 13-15 anni che, a sua volta, disse di aver ritrovato il teschio mentre giocava in una miniera abbandonata a circa 160 km a sud-ovest dalla città di Chihuahua. Secondo le testimonianze riportate, il teschio giaceva accanto a uno scheletro umano supino, successivamente rinvenuto e analizzato, appartenuto probabilmente a una donna amerinda morta a un’età stimata fra i 20 e i 30 anni. Speculazioni Sulle caratteristiche inconsuete del cranio sono state fatte anche speculazioni pseudoscientifiche. Lloyd Pye, ravvisando una somiglianza tra la forma del cranio dello “Starchild” e quella attribuita agli alieni Grigi, sostiene che “Starchild” […]

Donna segregata per 30 anni in un bunker antiatomico 2 (2)

Nel, 1993, i giornali statunitensi resero nota l’incredibile storia della 51 enne Francine Wickerman, che aveva vissuto rinchiusa per trent’anni in un rifugio antiatomico nel sottosuolo di Dickinson, nel North Dakota. Follemente geloso, il marito della poveretta l’aveva convinta dell’imminenza di una guerra nucleare e a rinchiudersi con lui nel bunker. L’uomo aveva quindi perseverato nella sua menzogna confermandole, alla sua prima uscita all’esterno da solo, che la temuta apocalisse s’era verificata. Francine trovò il coraggio di aprire la botola solo 3 giorni dopo la morte del coniuge, stroncato da un infarto. Questo non sembra essere un caso isolato, ad oggi si possono leggere molte notizie riguardo uomini e donne in situazioni analoghe.

Per punire il figlio lo mette in lavatrice: morto un bimbo di 3 anni 4 (1)

Un incredibile storia finita in tragedia. il padre lo metto in lavatrice irritato da un suo capriccio. Una storia assurda quella che arriva dalla Francia dove un bambino di 3 anni è morto venerdì sera a Germigny-l’Evêque. Il 33 enne Christophe Champenois, innervosito con il figlio Bastien, colpevole di aver gettato nel gabinetto il disegno realizzato da un compagno d’asilo, lo ha infilato in lavatrice avviando successivamente l’elettrodomestico. La madre ( Charlène ), incredula, è accorsa immediatamente per tentare di salvare il figlio, ma lo ha ritrovato già morto. I due coniugi hanno poi mentito sull’accaduto raccontando che Bastien era caduto dalle scale. La vicina di casa, Alice, accorsa dopo la tragedia: “L’ho preso tra le mia braccia. Sembrava un bambolotto disarticolato e Charlène era immobile come fosse pietrificata. Non comprendeva la situazione e il fatto che suo figlio fosse morto”. Tutta la verità sulla faccenda, come riportato da Le Parisien , è stata poi rivelata dalla sorellina di Bastien, 5 anni, al marito di Alice, riferendo che il fratellino non si sarebbe più risvegliato uscendo dalla lavatrice. L’uomo aggiunge poi che “quando Christophe a saputo che la figlia aveva raccontato quanto successo, avrebbe tentanto di picchiarla, ma io mi sono messo di mezzo. La piccola aveva già raccontato di non essere un fatto isolato e che non era la prima volta che il padre metteva il piccolo nella lavatrice. Alle volte lo teneva chiuso per ore li dentro per punizione”. Christophe e Charléne ora sono agli arresti, uno per omicidio, l’altra per omissione di soccorso. L’uomo continua a difendersi sostenendo che il figlio sia caduto dalle scale, ma le testimonianze raccolte dalla polizia e il parere medico-legale suggeriscono di ritenere più credibile la sconvolgente storia della lavatrice.

Papa Giovanni XXIII incontrò un alieno. 4.3 (3)

Secondo quanto riferito dal suo segretario personale, Papa Giovanni XXIII incontrò un alieno. Nel 1961, Il Papa Buono (Angelo Roncalli) prima di morire si sarebbe incontrato con un Alieno, il tutto avvenuto nei giardini di Castel Gandolfo. Presente all’accaduto un testimone: Loris Francesco Capovilla, il segretario del Papa attuale. La notizia apparve su un quotidiano inglese di allora e fu ripresa poi dal Sun nel 1985 ma nessuno gli diete molta importanza. Oggi, questo misterioso accaduto torna in discussione grazie ad un filmato caricato su Youtube che sta facendo il giro del mondo. Il racconto del misterioso incontro del Papa con l’alieno Camminavano lungo il lago come già avevano fatto altre volte nei pomeriggi estivi. Fianco a fianco come due buoni amici o persone qualsiasi, che han voglia di starsene in disparte chiacchierando fuori dalla routine quotidiana. Era un pomeriggio del 1961 quando tutto accadde: Li avevamo sopra le nostre teste, abbagliati da luci del color azzurro, arancio e ambra. Qualche minuto, e poi…” L’impossibile. Ciò che è anche difficile da esprimere a parole. Le luci si dimostrarono essere di dischi volanti nel cielo, si muovevano silenziosamente senza emettere alcun tipo di rumore. Poi il contatto. Uno degli UFO si stacca dalla formazione e atterra fermandosi nel lato sud del giardino. Si apri il portellone, e dalla carlinga venne fuori qualcosa. “È umano”, solo che attorno a lui c’era come un alone di luce che lo avvolgeva. Caddero in ginocchio sorpresi e impauriti. Poi lui si alzo e si avvicino verso quell’uomo senza esitare. Parlarono per circa venti minuti, ma non sentii nulla, mi sembrarono secondi inifiniti. Poi quell’uomo come non fosse successo nulla, si voltò risalendo sul disco volante, ritornando da dove era arrivato. Lui mi guardò e cominciò a piangere Sembra proprio esser l’inizio di film di fantascienza, […]

JonBenet Ramsey – Delitto irrisolto di una bambina bellissima 5 (4)

Navigando in rete mi ritrovo a visionare per caso un video di una bambina bellissima, salvo poi scoprire che fa parte delle migliaia di vittime di cui non si conosce l’assassino, in quanto le ipotesi, sin dall’inizio, si sono focalizzate su dei soggetti che sono stati a mio avviso tutelati fin troppo. Ma partiamo dall’inizio… Il caso di omicidio di JonBenet Ramsey JonBenèt Ramsey nasce ad Atalanta nel 1990 in una famiglia benestante, la madre, Patricia (ex Miss Virginia), nota fin da subito la sua bellezza e fa crescere sua figlia come una Barbie, esponendola fin da subito al pubblico, conciandola come se fosse di plastica. Vincerà svariati concorsi in poco tempo, che la renderanno oggetto di particolari attenzioni ed invidie. Diventa a soli 6 anni una “piccola donna con tacchi”, trucco e vestiti non proprio consoni ad una bimba di quell’età, quindi già per questo ci sarebbe molto di cui discutere. Non vive dunque un’infanzia come tutti gli altri suoi coetanei, circondata da giochi e persone comuni, ma da servizi fotografici, concorsi e copertine, avendo addirittura un curriculum di tutto rispetto. 1993: partecipa a un recital di danza a scuola. 1993: partecipa a un recital di danza a scuola. 1994: vince il concorso “Piccola Miss Charlevoix”. Ha 4 anni. 1995: vince i concorsi “Colorado All Stars Christmas Pageant” (pageant è un termine che si riferisce alle sfilate dei concorsi di bellezza) e “Little Miss Colorado Sunburst”. A dicembre dello stesso anno partecipa alla parata di Natale “Lights of December Christmas Parade”a Boulder, dove vive. 1996: un fotografo professionista la ritrae per un “portfolio”. Vince per la sua categoria nel concorso “America’s Royale Tiny Miss”. Ad agosto arriva seconda al “Sunburst National Pageant” ad Atlanta, Georgia. A novembre con la madre partecipa a una produzione musicale a Marietta, Georgia. A dicembre […]