Origine e storia degli scacchi

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Ho amici appassionati del gioco degli scacchi e vedo che passano molto tempo a giocare con la massima concentrazione e calma come se fossero quasi isolati dal mondo.
Catturata dal fascino di questa visione mi sono chiesta qual è l’origine e la storia degli scacchi.

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Origine degli scacchi

Chi ha inventato il gioco degli scacchi e le sue origini non sono completamente chiare in quanto si basano su alcune leggende. Una cosa certa è che la loro nascita avvenne in India attorno al VI secolo, alcuni decenni dopo si diffuse anche in Persia, poi in Arabia e arrivò in Occidente intorno al XI secolo.

Furono dei mercanti asiatici i primi a diffondere questo gioco nel mondo e, grazie agli arabi, fu introdotto anche in Italia e Spagna.

Da dove deriva il nome “scacchi”

L’origine del nome degli scacchi proviene dalla parola persiana SHAH che significa RE.
In Persia il famoso “scacco matto” viene tradotto come Shah Mat ovvero Re sconfitto, morto.
Giochi simili, con pedoni e pedine, giravano già in Asia intorno al 5000 a.C.

La storia degli scacchi

Il gioco sembra sia nato da una simulazione di scontro tra due armate nemiche, che fu chiamata Chaturanga. Era la rappresentazione di una guerra composta da eserciti formati da varie parti (cavalieri, fanti, elefanti e carri).

L’inventore rimase sconosciuto, ma si racconta che questi fece conoscere il gioco ad un principe indiano e da lì furono nate le prime idee, come descritto in una leggenda che vedremo più avanti. 
Quando arrivò in Persia il gioco prese il nome di Shatranj; di seguito il nome rivenne modificato quando giunse in Europa.

L’abilità di questo gioco fu apprezzata da molte persone, soprattutto dai nobili di quel tempo, tanto da consideralo un alto riferimento aristocratico per chi sapeva giocare; chi riusciva nel gioco si attribuiva il merito di avere elevate doti di competenza.

Qualcuno, nei primi tempi, utilizzava i dadi per determinare le mosse degli scacchi ma questo metodo poi venne abolito perché dava l’impressione che potesse diventare un gioco d’azzardo.

Il gioco degli scacchi, dei dadi e della dama” 1283 Re Alfonso il Saggio- crediti: citascacchi

Leggende sugli scacchi

Sono varie le leggende sugli scacchi e sulle varie versioni del personaggio Sassa, ma la più conosciuta è la seguente:

Un principe indiano, preso dalla noia, un giorno decise di offrire del denaro a chi lo avrebbe fatto divertire. Dopo un inutile via vai di gente per molti giorni, finalmente si presentò uno strano mercante di nome Sissa Nassir che mostrò al principe una tavoletta a quadri bianchi e neri sulla quale posizionò 32 pezzi di legno e da quel giorno il principe scopri un allegro modo per non annoiarsi.
Come ricompensa, il mercante chiese 1 chicco di riso per la prima casella, 2  chicchi per seconda, 4 per la terza, 8 per la quarta e così raddoppiando la cifra per le 61 caselle della scacchiera.
Alla fine dei conti risultava una cifra spropositata che per trasformarla in riso non sarebbe bastata la coltivazione di tutta terra, così il principe fece giustiziare Sissa che probabilmente era l’inventore degli scacchi.

Il gioco degli scacchi:  composizione, figure e funzioni

Il gioco degli scacchi è un gioco da tavolo molto conosciuto. Si gioca in due giocatori ed è formato da una scacchiera di due colori (bianco – nero) con 64 caselle, sopra alle quali ogni giocatore posiziona 8 pedoni, 2 torri, 2 cavalli, 2 alfieri, 1 re e 1 regina (per un totale di 32 pezzi).
Nella fila esterna sono posizionate le figure, tranne i pedoni che vanno allineati nella seconda fila.

Scopo del gioco degli scacchi e funzione dei pezzi:

Le mosse richiedono una certa intelligenza e tattica per riuscire a vincere.
Lo scopo finale è di intrappolare il Re avversario, ma questo comporta fatica in quanto il Re è protetto da tutto il suo “esercito”.

Come si muovono i pezzi degli scacchi:

  • Re: tutte le direzioni ma solo di una casella alla volta
  • Regina: in qualsiasi direzione e proseguire senza limiti di caselle
  • Cavallo: si sposta di 3 caselle a forma di L
  • Alfiere: solo in direzione diagonale
  • Torre: solo in direzione orizzontale o verticale
  • Pedoni: solo in avanti e di una casella alla volta

Alcuni componenti degli scacchi sono rimasti invariabili, altri invece sono stati cambiati

I pedoni, il cavallo ed il Re non furono mai sostituiti.
Al posto dell’alfiere invece prima c’era un elefante. Nella lingua araba “elefante” si dice al-fi che in corrispondenza con l’italiano si avvicina ad “alfiere”. 
La Torre sostituì un cammello.
La regina non esisteva alla nascita degli scacchi, fu introdotta successivamente e le fu stato dato il potere di potersi muovere senza limiti, divenendo così il pezzo più pericoloso della scacchiera.
Anche le regole sono state leggermente modificate e l’ultimo aggiornamento fu fatto nel XIX secolo.

Tornei di scacchi

Col tempo diventò un passatempo molto coinvolgente tanto che si iniziò ad organizzare dei tornei internazionali (il primo si svolse a Londra nel 1851) e dei campionati mondiali (il primo fu inaugurato nel 1886 nei USA).

Con il passare degli anni nacque anche una federazione chiamata “Fide” che si occupa proprio di pianificare delle sfide mondiali.

Da qualche decennio è possibile giocare a scacchi anche con il computer ed è diventato un divertimento online per molti.

Gli scacchi nel mondo nell’arte e della letteratura

Mosaico nella chiesta di San Savino
  • Nella chiesta di San Savino a Piacenza si trova un mosaico che rappresenta un uomo seduto mentre muove un pezzo degli scacchi ipotizzando stia fornendo istruzioni a qualcuno che si trova difronte a lui e di cui si vede solo il braccio
  • Un pezzo da gioco degli scacchi, a forma di elefante, in avorio proveniente dall’Iraq, si trova al Museo Nazionale del Bargello a Firenze
  • Un richiamo agli scacchi si trova nel manoscritto “Trecento Novelle”  di Franco Sacchetti che racconta di un sacerdote appassionato per questo gioco (XIV secolo)
  • Intorno al 1300 il frate domenicano Jacopo da Cessole scrisse un’opera basata sul gioco degli scacchi.
  • A Palermo, nella cappella Palatina, fu realizzato un soffitto particolare che mostra un uomo e una donna che giocano a scacchi
  • Harold James Ruthven Murray, scrittore e storico inglese, pubblicò una famosa opera “A History of Chess” nel 1913 sulla storia degli scacchi
  • Un monaco cristiano di Madrid fu considerato tra i primi grandi scacchisti. Scrisse un noto libro dove parlava dell’invenzione e del gioco degli scacchi che fu pubblicato nel 1961
  • I manoscritti “I codici scacchistici”, ritenuti un grande patrimonio culturale, di due grandi italiani Giulio Cesare Polerio e Gioachino Greco che descrivono informazioni sulla storia e sulla teoria degli scacchi

Gli scacchi nel mondo della pittura

Ci sono tantissime opere di pittura sparse per il mondo, ne cito alcune:

La Chatelaine de Viergy – Palazzo Davanzati
  1. Nel museo di Palazzo Davanzati a Firenze si può vedere un bellissimo affresco di “La Chatelaine de Viergy” mentre gioca a scacchi con il cavaliere di Borgogna
  2. In Egitto si trova un affresco del 1200 della bellissima Nefertari che gioca a scacchi nella sua camera mortuaria
  3. Un famoso affresco del XIV rappresenta Tristano ed Isotta mentre bevono un filtro d’amore davanti ad una scacchiera
  4. Un celebre dipinto di Girolamo da Cremona del 1480 che si trova al Metropolitan di New York nel quale un gruppo di giovani dai folti capelli biondi giocano con gli scacchi
  5. Un quadro del 1555 custodito nel museo Narodowe a Poznam  (Polonia) rappresenta un gruppo di donne che giocano
  6. L’immagine di una Venere nuda con a fianco Cupido è il dipinto del 1630 di Alessando Varotari detto il Padovanino
  7. Eugene Delacronix, famoso pittore che nel 1847 dipinse, con sfumature di colori particolari due arabi concentrati nel gioco. Il quadro di trova a Edimburgo presso la Galleria nazionale

Le città degli scacchi

Marostica

cittadina dell’altopiano veneto di Asiago, oggi conosciuta in tutto il mondo per la sua particolarità del gioco di “scacchi umani”.

Seguendo le orme di una leggenda si racconta di due cavalieri, Rinaldo e Vieri che si contendono la conquista del cuore della figlia del governatore di nome Lionora.
La ragazza, non sapendo che decisione prendere, affida la sua sorte ad una partita di scacchi ed il vincitore sarà il suo sposo.

Fu così che a Marostica nel 1454 la piazza centrale “Piazza Castello”  fu trasformata in una scacchiera per il gioco degli scacchi con persone reali indossanti abiti da dame e cavalieri del Medioevo.
Questo evento, aperto anche al pubblico, si svolge periodicamente ogni due anni.

Ėlista

Un’altra città collegata al mondo degli scacchi è Ėlista che si trova in Russia.
In questo luogo si trova il Palazzo degli Scacchi (noto per le olimpiadi del 1998) ed un Museo dove è custodita la collezione privata del famoso Michail Tal’ conosciuto come il  Maestro degli scacchi. In questa cittadina anche le strade sono disegnate a scacchi.

Il gioco degli scacchi assomiglia un po’ ad un aspetto della vita, cioè riassume le qualità necessarie per affrontare gli ostacoli: calma, concentrazione, pazienza, intelligenza.

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  • Anche a me piace molto il gioco degli scacchi e ogni tanto mi verrebbe anche l’idea di comprare una scacchiera più grande

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