Le origini del clown (pagliaccio) e la sua storia

1

Fin da bambina mi è sempre piaciuta la figura del clown dato che questo personaggio ha un ruolo a volte festoso altre, invece, triste o inquietante. Le origini del clown sono un po’ enigmatiche, ma vediamo di conoscere un pochino la sua storia.

Le origini del clown

Tutto ebbe inizio nel XVIII secolo quando un uomo di nome Burt, musicista, si faceva beffa dei cavallerizzi del circo Astley facendo divertire la gente intorno, comportandosi quindi come un pagliaccio.

Proprio per il loro comportamento allegro i clown, in un primo periodo, erano chiamati pagliacci , giullari o burloni; dovevano dare spettacolo a feste tradizionali ed a eventi di una certa importanza che molti signori tenevano nella loro corte a quei tempi.

Molto spesso questi “buffoni” erano rappresentati da nani o da gobbi in quanto, essendo persone esteticamente diverse, secondo le credenze antiche erano ritenute di scarsa intelligenza e con una sorta di sfortuna della natura dovuta alla loro malformazione.

Perché i clown non parlano?

Nei primi spettacoli il clown era “muto” e la sua esibizione era composta solo da mimi ed eventuale musica di sottofondo. Successivamente Joseph Grimaldi diede al  personaggio “la parola” facendolo diventare burlone da teatro.

Praticamente erano diventati esibizionisti utili per l’incremento degli affari e con il passare degli anni passarono dalle feste di corte ai teatri, dove diedero il loro contributo per molto tempo.

La storia del clown – da giullare di corte al Circo

La storia del clown ebbe inizio con il cavallerizzo inglese Jacques Tourniaire, che fu il primo ad usare la parola “Circo”. Proprio in Gran Bretagna si sono formati i primi tendoni circensi.

Questo diede il via ai clown che iniziarono un nuovo progresso, catturando sempre di più l’apprezzamento di tanta gente. Il primo circo in Italia si fece vedere intorno al 1850.

I pagliacci circensi creavano intermezzi tra uno spettacolo e l’altro e dovevano allietare l’atmosfera rendendola rilassante e gioiosa. Il circo quindi era diventato un luogo di svago e divertimento molto apprezzato dal popolo.

L’ammirazione per il personaggio del clown fece nascere diverse compagnie in grado di gestire una varietà diversa di  personale per esibirsi in numeri di elevata difficoltà, anche con la presenza di animali.

Le categorie dei clown

Iniziarono così ad espandersi per tutto il mondo diverse tipologie di clown: mimi, giocolieri, cantanti, acrobati, intrattenitori di comico-satirica e altro, tanto da dover formare delle categorie per identificarli.

  • il Clown Bianco, vestito di bianco e con un cappello appuntito in testa, dall’aspetto serio, quasi arrabbiato ma a volte triste, tipo Pierrot
  • il Clown Augusto o Rosso, vestito con abiti molto più larghi della sua misura e scarpe con numeri enormi, e solitamente con un “naso rosso”,  che si presenta un po’ goffo, ingenuo e sbadato
  • il Clown Tramp, ovvero il burlone sognatore che gira per strada come un vagabondo. Questo genere di personaggio ci collega il pensiero a Charlot (Charlie Chaplin)
  • il Clown assassino, categoria nata nel campo cinematografico horror

Coulrofobia – Paura dei Clowns

Chi è il clown?

Il clown è solitamente una figura allegra che dona spensieratezza sia ai bambini che agli adulti; ma a volte viene visto come un’immagine di paura, che scaturisce una vera e propria fobia per i clowns .

Secondo una considerazione psicologica, questo accade quando si stravolge la visione della felicità altrui trasformandola in timore per questi personaggi mascherati. La paura per i clown si definisce coulrofobia.

I clowns nel cinema

I pagliacci furono protagonisti anche di molti film tra cui cito:

  • I clown di Federico Fellini (lungometraggio del 1970)
  • Opinioni di un clown (Ansichten eines Clowns) di  Vojtěch Jasný (1976)
  • I pagliacci di Franco Zeffirelli (1982)
  • IT di Andy Muschietti 2017)
  • Joker di Todd Phillips (2019)

Ad Oneglia, in provincia di Imperia, si trova il Museo del clown Villa Grock, che un tempo era chiamata Villa bianca.  Fu fatto costruire proprio da un famoso clown di nome Adrian Wettach.

Fare il clown non è un lavoro facile, perché per strappare dei sorrisi alle persone ci vuole fatica ed io spero che questa figura pazzerella e mascherata trovi sempre apprezzamento e stima in ogni settore.

Hai qualcosa da aggiungere all’origine e storia del clown? Anche a te fa paura? Lascia un commento.

Ti è piaciuto questo articolo?

Clicca sulle stelle per votare!

Media voto 5 / 5. Voti: 11

Grazie per aver votato…

Seguici sui social!

Invia articoli su YouFriend. Scopri come!

Ti è piaciuto questo articolo?

Clicca sulle stelle per votare!

Media voto 5 / 5. Voti: 11

Grazie per aver votato...

Seguici sui social!

  • dopo aver visto it anche io ho cominciato ad avere una leggera fobia. non mi sono mai piaciuti neanche prima comunque

    Rispondi
Lascia un commento

La tua email non verrà resa pubblica.