Le dita a “V” di vittoria: origine e significato del gesto

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Oggi ho pensato di approfondire l’origine ed il significato delle dita a “V” in quanto ho notato che spesso si utilizzano le mani piuttosto che esprimere un pensiero a voce.

Si tratta di “simboli” fatti spontaneamente che sostituiscono le parole e che ormai fanno parte del nostro modo di comunicare. Ora ci inoltriamo a capire la provenienza e l’etimologia del gesto di mostrare una V con le dita.

Origine delle dita a V

Il segno V è fatto con il dito indice e medio alzati e staccati tra loro, in modo da rappresentare la lettera V. Solitamente si fa questo cenno quando un pensiero è collegato alla V di vittoria, ma ha anche altri significati.

Iniziamo dall’origine delle dita a V che, secondo alcune fonti, il tutto sembra sia cominciato con una lotta tra francesi ed inglesi. I primi erano soliti a mozzare il dito indice e medio delle mani degli inglesi per impedirgli di tirare con l’arco.

Successivamente durante la guerra dei cent’anni, intorno al 1415, gli inglesi vinsero sui francesi. Per sfidarli, e mostrare loro che erano degli ottimi arcieri, alzavano il braccio e con le dita raffiguravano la V di vittoria.

Analizzando nel dettaglio il simbolo della V fatta con le dita si scoprirà che alcuni lo usano come un gesto positivo, mentre per altri serve ad esprimere un concetto di offesa o qualcosa di poco buono.

Significato delle dita a V

Vediamo ora di scoprire il significato delle dita a V nei vari periodi della storia, tenendo presente che anche la posizione del dorso ha il suo perché.

Dorso della mano è rivolto verso a chi fa il gesto: il pensiero espresso è positivo:

  • il famoso politico e giornalista britanni Winston Churchill lo mostrò durante la guerra come segno di vittoria
  • negli anni sessanta alcuni movimenti di pacifisti lo utilizzavano come simbolo di pace e amore
  • gesto adottato dal movimento politico argentino “Peronismo” negli anni settanta
  • simbolo visto durante i giochi olimpici invernali del 1972 in Giappone

Dorso della mano rivolto al destinatario: il concetto espresso è negativo:

  • In alcuni paesi come la Nuova Zelanda, il Regno Unito, l’Australia, l’Irlanda e in alcune zone dell’Africa del Sud, il simbolo delle dita a V è simile a quello di usare il dito medio per offendere. Infatti in questi luoghi fare la V risulta un insulto.
  • Se le due dita in questione sono rivolte verso gli occhi di chi compie il gesto, significa “attento, che ti osservo, ti tengo d’occhio”! Gesticolazione che si usa tutt’ora ai nostri giorni.

Le dita a V, se considerate sotto altri punti di vista, possono significare anche:

  • modo di salutare dei “Lupetti”, gruppo di scout
  • nella morra cinese, gioco conosciuto come “sasso-carta-forbici”, il simbolo della V fatto con la mano rappresenta le forbici
  • simbolo di saluto tra motociclisti, iniziato in Francia negli anni ’70

Concludo dicendo che capita anche a me di fare il gesto della V con le dita, e lo uso solo collegato alla mia euforia quando raggiungo un obiettivo in cui speravo.

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