La storia di Ulisse, tra leggenda e mito

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Oggi vi voglio presentare la storia di Ulisse, tra leggenda e mito, tra avventure e amori. Un personaggio letterario e leggendario legato anche a possibili collegamenti reali, noto per la sua furbizia ma anche per la sua aggressività.

Un eroe della mitologia greca che ha combattuto contro il nemico con astute strategie; ha progettato il famoso cavallo di legno, come poi vedremo in seguito leggendo la storia di Ulisse e delle sue battaglie.

Il racconto di Ulisse è stato considerato piacevole ed affascinante per come si sono svolti i fatti e per il grande attaccamento che aveva per la sua Patria. Andiamo a conoscere come è nato il mito di Ulisse.

Chi è Ulisse

Prima di scoprire le avventure di questo eroe, andiamo a conoscere chi è Ulisse e come è stata resa famosa la sua figura. Ulisse è un personaggio della mitologia greca proveniente dall’Isola di Itaca, ritenuto molto astuto, coraggioso e abile.

I suoi genitori erano Laerte, il padre, e Anticlea la madre. Era quindi pronipote di Ermes, il quale era messaggero degli dei e figlio di Zeus. La sua amata moglie era Penelope, dalla quale ha avuto un figlio di nome Telemaco. Secondo alcune fonti era anche padre di Telegono, figlio avuto dalla maga Circe.

Da dove deriva il nome Ulisse

Il vero nome di Ulisse è Odisseo. Era il nonno materno che lo chiamava Odisseo, che significa “odiato dai nemici”, in riferimento alla collera che lo invadeva quando veniva coinvolto nelle guerre. Oltre a questo era ritenuto anche un uomo molto coraggioso e abile.

Il termine Ulisse invece significa “ferito ad un’anca“, nome che gli fu dato dai Romani dopo una battuta di caccia svoltasi nelle foreste di Castalia. L’inseguimento per catturare un cinghiale gli procurò una ferita alla gamba.

La storia di Ulisse

Il personaggio di Ulisse nacque da due grandi poemi letterari, scritti dal poeta greco Omero, intitolati “Iliade” e “Odissea“, risalenti al VI secolo a.C. Una fonte derivante da alcuni archeologi greci sembra ipotizzare che Ulisse sia esistito veramente, come leggeremo più avanti.

Ritornando, quindi, alla storia di Ulisse il suo compito era quello di conquistare la città di Troia, che si trovava nella zona nord-occidentale dell’Anatolia (oggi è la Turchia) e liberare la bella Elena, moglie di Menelao.

Prima di intraprendere questo lungo viaggio Ulisse chiese consiglio ad un oracolo e questi gli rivelò che se fosse partito non sarebbe tornato prima di vent’anni e senza ricchezze. Decise dunque di non imbarcarsi, inventandosi una finta pazzia come giustificazione.

Questo pazzo comportamento, però, non convinse i tre grandi re coinvolti nella missione, Agamennone, Menelao e Palamede. Gli tesero un tranello mettendo in gioco suo figlio Telemaco e la farsa della pazzia si scoprì. Ulisse fu quindi costretto ad arruolarsi per la guerra di Troia.

La leggenda di Ulisse

Ora entriamo in quello che riguarda la leggenda di Ulisse circa i suoi viaggi e come è riuscito a conquistare la città di Troia, affrontando il sanguinoso conflitto tra i greci “Achei” ed il popolo dei troiani.

La guerra di Troia

Esistono sette versioni, quasi tutte differenti l’una dall’altra, che partono dai racconti di Omero e descrivono la guerra di Troia, nell’Asia Minore. Quindi di preciso non si sa quando ebbe inizio ma si presume sia avvenuta tra gli anni 1194-1184.

Come iniziò la guerra di Troia?

Il tutto cominciò quando Paride, figlio del Re di Troia, fece visita alla città greca di Sparta, dove conobbe Elena, moglie di Menelao e se ne si invaghì. Elena era considerata la donna più bella del mondo.

In assenza del marito, che era lontano per una missione, Paride dimostrò interesse per Elena e la costrinse ad andare a Troia con lui. Quando Menelao fu messo al corrente del rapimento organizzò una guerra ai troiani, con l’aiuto del popolo greco, per riprendersi la sposa e distruggere la città. Sembrano siano partite in guerra contro Troia ben 1200 navi.

Il conflitto ebbe una durata di dieci anni e furono molte le vittime a causa di questa guerra, tra le quali anche il noto Achille, che era considerato il guerriero greco più forte. Fu ucciso proprio da Paride che gli conficcò una freccia sul tallone, il punto più debole del suo corpo.

Come fu conquistata la città di Troia?

Diversamente da come venivano occupate le terre nemiche a quei tempi, la città di Troia fu conquistata con un inganno. Infatti Ulisse (o Odisseo) entrò nella città portando un grandissimo cavallo di legno posto sopra ad un carro da lui guidato. Ecco cosa racconta la storia di Ulisse riguardo all’assedio della città di Troia.

Sinone, uomo greco che doveva comportarsi come un finto traditore, riuscì a far credere ai troiani che era stato cacciato dal suo popolo e che quel cavallo era come simbolo di ringraziamento agli dei per un buon ritorno. Riuscì a convincere Priamo, re di Troia, che li fece passare e una volta entrati tutto il popolo greco sembrò ritirarsi recandosi all’isola di Tenedo.

I troiani, credendo che in questo modo il conflitto fosse terminato, ebbero a breve la sorpresa di scoprire che moltissimi soldati greci (40-50 uomini) erano nascosti dentro a quel grande animale. Al segnale di Sinone, che era considerato dai troiani un loro alleato, l’esercito uscì dal cavallo, aprirono le porte per far entrare il resto dei soldati provenienti da Tenedo e la battaglia ebbe inizio.

Alla fine sembra che lo scopo sia stato raggiunto, la bella Elena fu liberata e la città di Troia fu distrutta da saccheggiamenti, da incendi e da devastazioni di ogni genere; furono inoltre distrutti molti templi, cosa non gradita dagli dei.

Per questo motivo infatti gli dei, tra i quali Poseidone dio del mare, decisero di dare una punizione ai greci procurando loro un difficile e tormentato viaggio di ritorno che iniziò con un violento temporale già nei pressi della vicina isola di Tenedo.

Le tappe del viaggio di ritorno di Ulisse

Ulisse e le sirene. Mosaico pavimentale romano del secolo II d.C. al Museo del Bardo a Tunisi.

Come aveva prescritto l’oracolo prima della partenza, Odisseo non riuscì a tornare ad Itaca prima del previsto. Infatti dopo i dieci anni di guerra, il viaggio di ritorno di Ulisse durò ulteriori dieci anni di continui imprevisti e forti disagi che costrinsero il popolo greco ad affrontare molte situazioni difficili.

Fu un viaggio molto lungo che richiese molte fermate. Sapete quante sono le tappe del viaggio di ritorno di Ulisse? Per colpa di Poseidone, che continuò a mandare naufragi e tempeste di vento, Ulisse fu costretto ad effettuare dodici tappe, incontrando personaggi curiosi come ninfe, sirene, ciclopi, maghi, mostri, ecc.

Vediamo quali sono le fermate che il grande eroe greco dovette fare durante il viaggio di ritorno, così come racconta la storia di Ulisse:

1. Terra dei Ciconi: terra attaccata da Ulisse per trovare tesori. Un sacerdote gli dona un vino speciale che userà successivamente contro il ciclope per ucciderlo.

2. Terra dei Lotofagi: i cui abitanti offrono ai greci i fiori di loto, che fanno perdere la memoria e quindi indotti a dimenticare il loro ritorno.

3. Isola delle Ninfe e la grotta di Polifemo: nella grotta, momentaneamente vuota, trovano grandi forme di formaggio e molto latte. I compagni di Ulisse volevano prendere il goloso bottino e scappare, ma lui voleva avere “il dono dell’ospitalità”. Così aspettarono che il grande e brutto ciclope di nome Polifemo, con un solo occhio in mezzo alla fronte, tornasse. Quando questi tornò riuscì a divorarsi subito due soldati greci. Ulisse pensò a varie strategie su come fuggire e una sera gli diede “in dono il vino speciale” e Polifemo si ubriacò. Al mattino dopo riuscirono a legarlo e così poterono scappare da quell’isola.

4. Isola di Eolo, dio dei venti: dal quale Odisseo ebbe in dono “otre di venti” ma con la premessa di non aprirla. I suoi compagni curiosi ed invidiosi, mentre Ulisse riposava, aprirono l’otre per vederne il contenuto. In un attimo dei venti forti avvolsero la loro nave con tale potenza da farli allontanare dalla rotta.

5. Terra dei Lestrigoni: erano grandi e brutti essere contro i quali Ulisse dovette combattere per salvarsi. Nella battaglia furono perse undici navi e numerosi compagni.

6.Isola di Circe e discesa all’Ade: Circe era maga che fece un incantesimo ai compagni di Ulisse trasformandoli in maiali. Fortunatamente un’erba preziosa procurata da Ermes ruppe la maledizione e gli uomini ritornarono persone. Ulisse ebbe una relazione con Circe che, senza esserne a conoscenza, gli donò il figlio Telegono.
La maga poi indusse Odisseo a scendere nell’Ade, la terra dei morti. In questo luogo incontrò i suoi amici morti in guerra e anche la madre che lo avvisò di “non toccare le vacche del Sole Iperionide“, una divinità greca.

7. L’isola delle Sirene: Durante il viaggio Ulisse s’imbatté in alcune sirene molto pericolose nel Golfo di Salerno; chi le avesse ascoltate sarebbe morto e parecchi uomini ne furono vittime. Lui si salvò.

8. Stretto di Messina: in questo posto i greci dovettero affrontare due grandi mostri. Scilla che si divorò sei uomini e Cariddi che prosciugava l’acqua del mare. Questa situazione critica durò per parecchi giorni.

9. Isola di Trinacria: dopo la sconfitta di quegli esseri mostruosi, la compagnia raggiunge Trinacria e decisero si dare alcuni festeggiamenti passando il tempo con “le vacche di Elio“; alcuni racconti citano si trattasse di Era e Apollo.

10. Isola di Ogigia: dopo nove giorni di peripezie contro una forte tempesta mandata da Zeus, Ulisse ed i suoi uomini arrivarono a Ogigia. Qui conobbe una bellissima ninfa di nome Calipso che si innamorò di lui e voleva tenerlo in quella terra. Dopo sette lunghi anni, Ermes convinse Calipso a lasciarlo andare e Odisseo lasciò l’isola su una barca da lui costruita.

11. Isola dei Feaci: quando, ormai esausto, Ulisse sbarcò in quest’isola incontrò Nausicaa, figlia del re, il cui nome significa “colei che brucia le navi”. Quando lui raccontò loro le proprie vicissitudini, decisero di aiutarlo donando una nave per continuare il suo viaggio.

12. Itaca: finalmente, con l’aiuto di Atena, giunge nella sua terra. Qui prese parte ad una gara di arco organizzata dall’amata Penelope. Doveva sfidare i proci in una sfida di estrema precisione e lui fu l’unico a riuscirci. Grazie a questo risultato poté rimanere vivo e insieme alla moglie.

Come è morto Ulisse?

Le varie versioni letterarie che riguardano la leggenda di Odisseo narrano diverse teorie su come è morto Ulisse; infatti in base ai differenti testi si ipotizzino cinque possibili modi. Vediamo allora in che modo è avvenuta la morte di Ulisse:

  • Nell’opera dell’Odissea si racconta che Ulisse partì per un luogo molto lontano oltre ogni confine. Ma un giorno ritornerà ad Itaca, farà dei sacrifici a favore degli dei, compreso Poseidone e morirà di vecchiaia in un’atmosfera di pace.
  • Secondo il “libro mitologico greco Pseudo-Apollodoro”, durante una battaglia Odisseo viene ucciso da Telegono, il figlio avuto dalla maga Circe.
  • Nel capitolo dell’Inferno, della Divina Commedia di Dante, si descrive che la nave di Ulisse, assieme ai suoi compagni, viene sommersa dall’acqua a causa di un nubifragio; questo provocò la morte di tutti.
  • Il poeta Pascoli, nel suo poema intitolato “l’ultimo viaggio“, scrisse che Ulisse naufragò mentre si trovava nell’isola delle sirene e poi l’acqua fece trasportare il corpo fino ad Ogigia.
  • Nel romanzo “L’oracolo” dello scrittore italiano Valerio Massimo Manfredi, si dice che Ulisse sarebbe immortale e questa “condanna” gli fu data per le mancanze verso Poseidone. Odisseo sarebbe presente ai giorni d’oggi nelle vesti un capitano della marina militare che attende la morte, gestendo la sua vita secondo la profezia di Tiresia.
Ulisse che acceca Polifemo (Gruppo di Polifemo) . Museo di Sperlonga (steveilott – FlickrCC BY 2.0)

Ulisse nella letteratura

Dai molti riferimenti sopra citati, il personaggio di Ulisse è presente in molte opere letterarie, ad esempio:

  • Iliade di Omero: il più antico poema greco che racconta la storia di Ulisse, Achille e la guerra di Troia.
  • Odissea: altro importante poema di Omero che descrive il lungo viaggio di Ulisse e tutte le sue avventure.
  • Aiace: personaggio citato nei poemi di Omero, che diventò iroso e folle a causa di Ulisse, Menelao ed Agamennone.
  • Eneide: poema greco che narra l’impresa della conquista della città di Troia con il gigantesco cavallo.
  • Divina Commedia: opera dantesca che racconta il personaggio di Ulisse sotto vari aspetti; tra cui magnanimità, follia, tribolazioni, strategia, capacità e altro ancora fino alla morte.
  • Citato anche in poesie di poeti famosi come Ugo Foscolo, Gabriele D’Annunzio, Umberto Saba, James Joyce, Konstantinos Kavafis (poeta greco).

Ulisse nella cinematografia

  • L’odissea: il primo film dove viene rappresentato Ulisse e la sua storia, datato 1911.
  • Ulisse: film del 1955 che narra la storia di Ulisse e Penelope ma con modifiche del testo originale.
  • L’Odissea – le avventure di Ulisse: serie tv del 1968 basata sulla storia scritta nei poemi di Omero.
  • L’odissea: film del 1997 che rappresenta la storia di Odisseo ma con aggiunte extra omeriche.
  • Troy: film epico del 2004 che racconta del rapimento di Elena, la guerra di Troia e la morte di Achille.
  • Ulisse: il mio nome è nessuno: cartone animato del 2012 che non corrisponde all’opera di Omero.

Curiosità sul mito di Ulisse

  • Intorno al 1870 un archeologo trovò dei resti sia nella città di Troia che in Grecia che potrebbero corrispondere alla storia legata agli avvenimenti di Ulisse.
  • Secondo alcuni studiosi la possibile esistenza dell’eroe greco è dovuta al ritrovamento di cocci di porcellana e resti di una struttura, ritenuta fosse palazzo dove viveva Ulisse; questi reperti sembrano appartenere al periodo in Ulisse esisteva, ma niente è stato confermato con certezza.
  • Ulisse possedeva una continua sete di conoscenza e curiosità che lo portava ad essere coinvolto in situazioni anche complicate.

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