La maledizione del diamante Koh-i-Noor nella corona inglese

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Montagna di luce, questo è il suo significato tradotto dal persiano. È un diamante bianco tra i più grandi del mondo, in possesso dell’attuale regina Elisabetta sul quale sembra ci sia un velo di mistero oscuro, che mi ha fatto interessare alla maledizione di Koh-i-Noor.

Custodito nella famosa Torre di Londra e incastonato nella corona realizzata nel 1937 per la regina madre Elizabeth Bowes-Lyon, le sue antiche origini risalgono agli inizi del ‘300, quando a quel tempo era situato tra i tesori appartenenti al rajah indiano di Malwa.

La leggenda della maledizione del diamante Koh-i-Noo

La leggenda narra che se a possedere la gemma fosse un uomo, questo sarebbe divenuto il sovrano del mondo ma a caro prezzo prezzo della propria vita o di una grande sfortuna.
Al contrario, solo una donna o una divinità potrebbero tenerla senza correre alcun rischio.

La leggenda deriva dal fatto che nella storia tutti i sovrani maschi entrati in possesso del diamante persero il proprio regno o nel peggior dei casi morirono in circostanze misteriose.

Ciò fece in modo da considerare la preziosa pietra come maledetta.

Storia e origini del diamante Koh-i-Noo

Nadir Shah sul trono del pavone dopo la sconfitta di Muhammad Shah 1850

Circa le origini del diamante Koh-i-Noo, non si ha alcuna certezza del luogo dove è stato ritrovato, ma alcuni ritengono provenga dalla miniera di Kollur situata in India, intorno il 1200.

A chi apparteneva la preziosa gemma di Koh-i-Noo?

Approfondendo la storia, il primo a possedere il diamante fu il principe Rajah di Malwa che lo fece incastonare nell’occhio di un pavone sul suo trono nel 1300.

La gemma poi passo di mano fra varie dinastie, appartenuta come bottino di guerra, tra sangue e violenza, che ne fecero un simbolo di potere e ricchezza.

Da Babur nel 1520 fondatore dell’impero Mughal e diretto discendente di Genghis Khan, a Nadir-shah il persiano che 200 anni più tardi sconfisse quest’ultima dinastia e ne prese il possesso assassinando lo scià Mohammed.

Il diamante passò poi nelle mani di proprietari afghani e sikh fino a al 1849 quando l’India fu annessa all’Impero britannico e nel trattato fu introdotta la clausola che comprendeva la consegna del diamante.

Curiosità sul diamante Koh-i-Noo

Il diamante è rimasto al centro di una contesa che dura dal 1947, anno dell’indipendenza dell’India, la quale vorrebbe riavere indietro il diamante considerando il possesso un loro diritto.

Nel 2013 una dichiarazione del Primo ministro britannico David Cameron, in visita in india, fece intendere che non verrà mai restituita, considerando la richiesta illogica.

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  • È un tesoro che è meglio tener nascosto, insomma, o fa “danni”!

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