Il mito di Ercole, tra storia e leggenda

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Ne hanno decantato le vicende, scritto libri e creato film, fra gli uomini più forti nel mondo c’è Ercole. Oggi vedremo nei dettagli la sua storia, mito e leggenda incluse le famose prove da lui superate, chiamate per l’appunto “le dodici fatiche di Ercole“.

Si tratta di un combattente molto forte e coraggioso, noto per la sua robusta muscolatura. La vita di Ercole ha catturato l’attenzione di molte persone, infatti è un eroe che è stato rappresentato in molte pellicole cinematografiche, tra live action e animazione.

La storia di Ercole è ricca di tanti avvenimenti tra battaglie, conquiste, tragedie, sentimenti e sfide. Vediamo subito com’è nato il mito di Hercules e cosa narra la leggenda di questo forzuto eroe.

Chi era Ercole e come è nato

Ercole è un semidio in quanto figlio del dio supremo dell’Olimpo, Zeus (secondo la mitologia greca), equivalente a Giove (nella mitologia romana); la madre di Ercole era una donna mortale chiamata Alcmena.

Ercole nacque da un’unione che Zeus creò con l’inganno in quanto Alcmena era sposa di Anfitrione, re greco di Tirinto. Ammaliato da lei il potente Zeus, in assenza del marito, prese le forme di Anfitrione e si unì alla bellissima Alcmena. Ella ebbe anche un figlio con Anfitrione, chiamato Ificle.

Quindi Eracle fu assalito fin da piccolo da gelosie e ire, soprattutto da parte di Era, moglie di Zeus, dato che era il frutto di un tradimento. Alcamena, vista la situazione, chiese a Zeus di proteggere il figlio, così egli chiese al suo servo Ermes di far allattare il bambino dal seno di Era, mentre ella dormiva.

Essendo il latte “divino” avrebbe donato una forza invincibile al bimbo, ma un morso del piccolo svegliò Era che fece un brusco movimento facendo cadere un po’ del suo latte. Da questo fatto ebbe origine la galassia più importante del sistema solare, la Via Lattea.

Da dove deriva il nome Ercole – Eracle

Il primo nome di Ercole era Alcide. In greco antico è Eracle, in latino è Hercules, nella mitologia romana diventa Ercole. Il significato del nome Eracle ègloria di Era“, ma sono diverse le ipotesi collegate a questa espressione, per esempio:

  • per il fatto che Ercole è stato allattato da Era, dalla quale acquisì una forza straordinaria
  • dato che Era lo tormentava continuamente, ha dovuto faticare tanto per ottenere la gloria
  • quando Era fece impazzire Ercole, come poi vedremo, lo obbligò a compiere alcune imprese che avrebbero portato lei alla gloria.

La storia di Ercole

Vediamo ora come si è svolta la storia di Ercole, dalla sua infanzia alle sue grandiose imprese. Le sue manifestazioni di grande forza si mostrarono fin da bambino; ana delle prime testimonianze fu quando strangolò due serpenti con le mani, uno su ogni una.

Non è chiaro se era stata Era a mettere i due serpenti nella stanza dove Ercole dormiva per vendetta del tradimento di Zeus, oppure se è stato il marito Anfitrione. Essendo venuto a conoscenza che uno dei fanciulli non era il suo vero figlio, volle verificarlo con la presenza dei due rettili.

Anfitrione, comunque, fece crescere Ercole come fosse suo e gli insegnò molte cose, come tenere a bada i i greggi, i cavalli e altri animali. Il ragazzo fu fatto conoscere anche ad importanti personaggi quali il centauro Chirone, che gli insegnò medicina e chirurgia; oltre ad altre figure dai quali imparò l’arte e la musica, il tiro con l’arco, usare le spade, come gestire la forza fisica, ecc.

Nonostante tutto, però, Ercole non riusciva a regolare la sua potenza muscolare e questo provocò la distruzione di molti oggetti, tra cui alcuni strumenti musicali; causò anche la morte di alcune persone dovuta alla reazione dei suoi scatti di ira.

Per questo suo comportamento Anfitrione lo mandò a fare il guardiano in montagna, lontano dalla famiglia. Lì incontrò Chirone il centauro che lo istruì su quello che riguardava il proseguimento della vita sia sotto l’aspetto materiale che morale.

In questo luogo rimase fino al suo 18° anno di vita e poi l’incontro di due donne, che lo invitavano entrambe a seguirlo, lo portò a decidere qualche cammino intraprendere. Una donna rappresentava “il piacere” e gli mostrò una via piana e facile; l’altra era “il dovere” e gli presentò un percorso difficile e tortuoso. Ercole scelse il Dovere e qui iniziarono le sue vicende.

Famosa statua di” Eracle farnese”

La leggenda di Ercole

Scegliendo la via del dovere Ercole si prefissò una missione, quella di dedicare la sua vita aiutando chi aveva bisogno, dando un supporto a chi mostrava debolezza. Allora cosa ha fatto Ercole? Cito alcune delle sue più grandi imprese:

  • In montagna, sul monte Citerone, uccise un leone che catturava le pecore dei pastori e le sbranava
  • Lottò contro ladri e i briganti che agivano nei territori circonstanti
  • Uccise con la sua dura testa un pirata, di nome Termero, che sfidava gli altri a “craniate”
  • Rese giustizia durante una festa nella città di Tebe, tagliando il naso e le orecchie ad alcuni banditi che agivano per conto di Re Ergino.

Quest’ultima azione scatenò la rabbia di re Ergino che organizzò un attacco alla città di Tebe. Ercole fu dotato dagli dei di armi imbattili e assieme ai tebani lottarono con tenacia. L’eroe forzuto uccise personalmente Ergino, ma purtroppo durante lo scontro Anfitrione perse la vita.

Per onorare questa vittoria il re di Tebe, Creonte, diede sua figlia Megara in sposa ad Ercole. È stata un’unione lunga e felice dalla quale sono nati ben otto figli. La serenità terminò quando, durante un viaggio di Ercole, arrivò un uomo chiamato Lico che si invaghì di Megara. Lico tentò di abusare di lei ma fortunatamente Ercole tornò per tempo, assalì Lico e lo uccise.

Ercole faceva parte di un gruppo di Argonauti. Sapete chi sono gli Argonauti? Si tratta di una famosa narrazione mitologica greca che racconta di un gruppo di 50 eroi coraggiosi che affrontano le avventure a bordo di una nave chiamata Argo.

La pazzia di Ercole

Perché Ercole è diventato pazzo? La vita avventurosa di Ercole veniva costantemente sorvegliata da Era che non ha mai smesso di tormentare l’eroe, figlio del tradimento di suo marito. Ella decide quindi di consultare la dea della rabbia ardente e del furore cieco, Lissa.

Insieme fecero in modo di far perdere la lucidità alla mente di Ercole, accecandolo dall’ira, tanto da farlo perdere ogni controllo. Divenne incontrollabile e la pazzia di Ercole lo portò ad uccidere la moglie ed i figli.

Una volta passato il momento e resosi conto di quello che aveva fatto, entrò in uno stato di disperazione al punto di volersi togliere la vita. Intervennero re Teseo che riuscì a fermarlo da questo gesto angosciato, e re Tespio che gli disse di rivolgersi all’oracolo.

L’oracolo era un’autorità di consigli e profezie che portavano benefici alla mente, secondo il volere degli dei. Ercole voleva consultare l’oracolo per una purificazione del suo essere, eliminando tutti i delitti commessi.

Questi fatti fecero scattare l’idea al drammaturgo greco Euripide di scrivere “la tragedia di Eracle, dove si racconta del conflitto di Tebe, l’uccisione di Lico, la strage che Ercole fece alla sua famiglia e delle sue famose dodici fatiche.

Quali sono le dodici fatiche di Ercole

Ercole e l’Idra di Lerna di Antonio Pollaiolo (Firenze, Galleria degli Uffizi).

Da dove derivano le dodici fatiche di Ercole? Quando Eracle si rivolse all’oracolo, questi gli rispose dicendo che avrebbe dovuto compiere 12 missioni incredibili per ritrovare il proprio equilibrio spirituale, domando anche il suo lato selvaggio. Vediamo quali sono le dodici fatiche di Ercole messosi a disposizione di Euristeo, cugino della madre Alcmena.

1. Abbattere il potente leone di Nemea

Nella prima fatica Ercole vendicò la morte del figlio di un contadino, ucciso da un cattivo leone. Fece più tentativi per uccidere l’animale, ma senza successo. Alla fine lo catturò e lo ammazzò con le proprie mani, portando il cadavere ad Euristeo.

Euristeo, vista la grandiosa impresa di “Hercules” gliene diede un’altra più difficile. Così Ercole tolse e modellò la pelle del leone uccio e si fece un mantello da usare come armatura per la prossima battaglia.

2. Uccidere il mostro Idra di Lerna

Idra è di una specie di serpente con nove teste, una delle quali è immortale, mentre le altre potevano ricrescere una volta recise. Dopo aver tagliato inutilmente il mostro, decise di dargli fuoco nel punto dove le teste non si riformassero. La “testa immortale” fu distrutta utilizzando un grande macigno.

Era, non contenta della vittoria del forte guerriero, gli scagliò contro un grosso granchio credendo potesse abbattere Ercole, ma egli lo sconfisse schiacciandolo. Era allora decise di trasformare le due creature morte in due costellazioni chiamate Idra e Cancro. Così la seconda fatica di Ercole ebbe fine.

3. Prendere la cerva sacra di Cerinea

La terza fatica di Ercole, fu di catturare una cerva che si trovava nella zona di Cerinea. Era un animale particolare in quanto aveva le corna d’oro e le zampe di argento e bronzo, ed era sacro per Artemide, la dea della caccia.

Dopo circa un anno di invano inseguimento, l’eroe decise di ferire leggermente la cerva per poterla portare ad Euristeo. Durante il viaggio di ritorno incontrò Artemide, che nonostante la sua ira, gli permise di portare l’animale a destinazione. Dopo la missione alla cerva fu guarita e liberata.

4. Catturare il feroce cinghiale di Erimanto

Erimanto, figlio di Apollo, possedeva delle colline ormai distrutte da un terribile cinghiale, che impauriva tutti. Per compiere la quarta fatica Ercole avrebbe dovuto catturare l’animale, e per riuscirci fu necessario inseguirlo fin sopra ad un monte.

Dopo numerosi sforzi riuscì a prenderlo, lo legò bene con delle corde resistenti e lo consegnò ad Euristeo. Questi, temendo anche lui il terrificante cinghiale, decise di sigillarlo metterlo dentro ad una grande botte per sempre.

5. Pulire le stalle del Re Augia

Re Augia possedeva delle grandissime stalle che non venivano pulite da moltissimi anni. La quinta fatica di Ercole consisteva nel ripulire tutti gli escrementi in un solo giorno e, se ci fosse riuscito, avrebbe avuto metà dei tesori del re. Ad Ercole venne la furba idea di deviare il corso dei due fiumi adiacenti alla zona.

Così fece in modo che le acque entrassero in quelle stalle e in breve tempo pulì quei locali ma, tornato da Augia per ricevere la sua ricompensa, gli fu negata in quanto lo sforzo non fu onesto e reale. Per fortuna il re non mantenne la promessa, altrimenti secondo Euristeo, la fatica non era valida.

6. Eliminare gli uccelli del Lago di Stinfalo

Vicino al lago di Stinfalo volavano degli orribili uccelli che si alimentavano di carne umana. A parte il corpo, possedevano penne, artigli, penne e becco di bronzo; catturavano quindi facilmente le loro prede.

Con l’aiuto di Atena che gli procurò delle nacchere bronzee, Ercole riuscì a portare a termine la sesta fatica, spaventando gli uccelli con il suono di quel strumento. Una volta in volo egli colpì i volatili con le sue frecce, uccidendone in gran quantità; quelli che riuscirono a scappare si allontanarono per sempre.

7. Intrappolare il Toro di Creta

Poseidone, dio del Mare, diede in dono a Minosse, re di Creta, un toro di grandi dimensioni da offrire agli dei come sacrificio. Il sovrano cretese però non lo fece e Poseidone si infuriò con lui tanto da rendere il toro un mostro che emanava fuoco dalle sue narici.

L’animale recò gravi danni all’isola di Creta finché non si compì la settima fatica di Ercole. L’eroe lo prese, lo, avvolse in una rete e lo portò da Euristeo che poi lo liberò. Alcuni testi narrano che la moglie di Minosse si unì a questo toro e, per maledizione di Poseidone, nacque il Minotauro, con il corpo umano e la testa di toro.

8. Catturare le cavalle di Diomede

Diomede era a capo di un popolo di combattenti chiamati Bistoni. Nutriva le sue quattro adorate cavalle con i corpi delle vittime dei conflitti e con la carne di coloro che lui faceva arrivare a palazzo quando riteneva opportuno.

Nel portare a termine l’ottava fatica, Ercole era ignaro di questa “strana alimentazione” e purtroppo un suo caro amico di battaglia fu sbranato dalle giumente. Eracle adirato uccise Diomede che divenne a sua volta cibo per le cavalle. Furono poi portate ad Euristeo che le fece allontanare subito.

9. Rubare la cintura di Ippolita

La nona fatica di Ercole consisteva nel rubare la bellissima cintura alla regina delle Amazzoni, Ippolita, che aveva avuto in dono da suo padre Ares. Dopo vari scontri avvenuti durante il viaggio, Ercole ed i suoi compagni arrivarono dalla regina.

Ippolita era disposta a donare la cinta ad Ercole, ma la perfida Era che ancora perseguitava l’eroe, fece credere a tutti che volesse rapire la regina. Così le Amazzoni cercarono di ucciderlo, ma non ci riuscirono. Ci furono molte vittime, ma Ercole riuscì a portare con sé la cintura.

10. Prendere i buoi rossi di Gerione

Gerione era un orribile gigante con tre teste, tre corpi e tre braccia; faceva custodire i suoi cari buoi rossi da un orrendo cane e da due uomini forzuti. La decima fatica di Ercole era quella di prendere la mandria e portarla in Grecia. Ci fu un conflitto ma riuscì a prendere gli animali e partì.

Al ritorno fece sosta nel Lazio e poi si fermò in Calabria, dal suo amico Crotone; qui un ladro rubò i buoi. Ercole, assieme all’amico recuperarono la mandria ma Crotone perse la vita. La dea Era, ancora furiosa, scagliò contro l’eroe dei tafani per disorientarlo, ma lui portò a buon termine la sua missione.

11. Raccogliere le mele d’oro dal giardino delle Esperidi

L’undicesima fatica di Ercole è stata lunga e assai difficile. Doveva raccogliere tre mele d’oro giardino delle Esperidi abitato da quattro ninfee. Ercole non sapeva dove si trovasse questo luogo e per raggiungerlo si fece aiutare da vari personaggi come Nereo – divinità marina, Prometeo – incatenato sulla roccia, passando dalla Grecia, all’Egitto, all’Etiopia.

Dopo molti scontri e uccisioni di re, briganti e giganti, finalmente si avvicinò alla meta e qui incontrò Atlante, colui che sosteneva con le spalle il globo terrestre. Eracle, ingannando questo titano e sostituendosi a lui per poco tempo, riuscì a far cogliere ad Atlante “i pomi dorati” ed impossessarsene con l’astuzia.

12. Domare e catturare il cane Cerbero

Ecco la dodicesima fatica di Ercole. Doveva prendere Cerbero, il mostruoso cane a tre teste che sorvegliava la porta dell’Ade, ovvero gli inferi. Prima di affrontare quest’impresa si preparò spiritualmente con dei riti religiosi chiamati “eleusini“. Il guerriero lottò con i fantasmi dell’inferno, ma qui trovò anche amici e conoscenti che cercò di portare in salvo.

Alla fine Ade cedette Cerbero ad Ercole ma alla condizione che fosse riuscito a domarlo con le proprie mani senza usare armi. Dopo un’atroce lotta, l’eroe bloccò ed imobilizzò il cane, portandolo con sé. Fu l’ultima sfida e la più impossibile secondo Euristeo, che dopo aver visto l’ennesima vittoria dell’eroe, decide di liberarlo e lasciarlo andare.

La vita di Ercole dopo la libertà

Cosa fece Ercole quando fu libero dalle dodici fatiche? Egli cercò di rifarsi una nuova vita, cercare una nuova compagna e sistemarsi per il futuro ma la tremenda Era continuava ad ostruire i suoi passi. Ecco alcuni dei suoi tentativi di ripartenza:

  • Ercole partì per l’Asia dove fu venduto come schiavo ad Onfale, regina della Lidia e quando capì chi ero lo volle come consorte
  • Su ordine di Onfale affrontò orribili uomini scimmia e ebbe degli scontri con il re Sileo che uccideva gli schiavi
  • Passò molto del suo tempo con la sua regina che giocava con clava e usava Ercole come manichino vestendolo da donna e facendolo filare la lana
  • Dopo tre anni Ercole abbandonò Onfale, dalla quale ebbe un figlio, e partì a seguire la sua “via del Dovere” che aveva scelto.

Perché Ercole aveva la clava? Promise a sé stesso di vendicarsi di tutti coloro che lo avevano maltrattato e intralciato la sua vita. Fece infatti una vera strage, soprattutto a colpi di clava, di personaggi di ogni rango e ruolo. Nella sua vita si unì anche a numerose donne dalle quali ebbe dei figli, in tutto se ne contano 64.

Come è morto Ercole?

Sempre a servizio degli altri, Ercole portava ai vivi i messaggi ricevuti dal regno dei morti. In una di queste missive incontrò Deianira alla quale doveva recapitare un messaggio del fratello. La bellezza di questa donna lo ammagliò e divenne sua sposa.

Tormentati da un rivale, i due sposi decisero di trasferirsi altrove. Durante il viaggio incontrarono un centauro che cercò di rapire Deianira, ma Ercole lo uccise con una freccia avvelenata. Prima di morire questi sussurrò alla donna di bagnarsi il vestito con il suo sangue magico che avrebbe rinvigorito l’amore tra i due.

Ignara dell’inganno, quando un giorno l’eroe tornò da una battaglia vittorioso, lei gli donò il mantello ricavato da quel vestito intriso di sangue avvelenato. Quando Ercole lo indossò nel giro di poco tempo fu invaso da un bruciore insopportabile e niente poteva salvarlo.

Capì che quella era la sua fine e chiese aiuto agli dei; così intervenne Zeus che portò il figlio nell’Olimpo poco prima della morte. Ercole si ripacificò con Era e si sposò con Ebe. Deianira, capendo di aver ucciso il marito, decise di togliersi la vita.

Il mito di Ercole nella letteratura e nella cinematografia

Il personaggio di Ercole è stato rappresentato in molti modi, in libri, in dipinti, in sculture, nei moltissimi film. Citare tutti i titoli che descrivono il mito di Ercole e delle dodici fatiche sarebbe troppo lungo.

Vi invito a consultare questo link di wikipedia dove appare un elenco delle opere letterarie e cinematografiche che riguardano il forzuto eroe Ercole.

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