I vulcani più importanti e ancora attivi in Italia

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Il mondo della geologia è molto complesso e curioso; un aspetto che ha catturato la mia attenzione mi ha portato a conoscere quali sono i vulcani più importanti e ancora attivi in Italia. Così oggi vorrei descrivere qualcosa riguardo a questi famosi crateri che ogni tanto si svegliano.

Anche se l’azione di fuoriuscita della lava è di per sé un fattore pericoloso per l’uomo, allo stesso tempo risulta affascinante vedere un vulcano in azione mentre espelle la sua colata rossa ed infuocata.

Ora andiamo a vedere quali sono queste particolari strutture geologiche che sono riuscite a rompere la crosta terrestre formando una specie di massa rocciosa particolare; questi tipi di composto roccioso si chiamano rocce ignee o rocce magmatiche.

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I vulcani più importanti e attivi d’Italia

Innanzitutto per vulcano attivo s’intende quello che ha fatto almeno un’eruzione in un arco di tempo di 10.000 anni, quelli che riposano più a lungo vengono definiti vulcani quiescenti, ovvero “addormentati”; ce ne sono altri ancora che sono considerati estinti.

In Italia sono presenti in tutto circa 30 vulcani di ogni tipo ed in base al tipo di apparato vulcanico di dividono in 4 categorie: vulcani a scudo, vulcani a cono, vulcani fissurali e vulcani sottomarini. Ma ora scopriamo insieme quanti e quali sono i vulcani più importanti e attivi presenti in Italia.

1. Etna – Catania

Il vulcano più famoso e più alto d’Italia è l’Etna che si trova a Catania, in Sicilia. Raggiunge un’altezza di 3.326 m. s.l.m. e si estende su un’area di 1200 km2. È conosciuto anche con il nome di Mongibello ed è un tipo di vulcano a scudo, dalla struttura complicata. La sua elevata altezza lo porta anche ad essere il vulcano più alto d’Europa che dal 2013 fa parte del patrimonio dell’umanità.

Il nome Etna sembra derivare da termini greci e romani il cui significato vuol dire bruciare“. Risulta essere un vulcano molto antico, infatti le sue prime fasi di formazione risalgono a 570.000 anni fa. L’origine delle eruzioni sottomarine di lava basaltica sono state causate dall’attrito tra due zolle che formavano un golfo prima che nascesse il cratere.

L’Etna possiede 4 crateri sommitali e circa 300 crateri avventizi sui lati; le sue frequenti eruzioni lo fanno considerare anche uno dei vulcani più attivi al mondo. Tenendo conto di periodi che vanno da pochi mesi a 20 anni, sembra che nell’ultimo secolo abbia eruttato circa 40 volte. Documenti riportano che le sue eruzioni vulcaniche sono presenti da almeno 2.700 anni.

La superficie che circonda il Mongibello è composta da paesi con abitazioni, da boschi, da piante di varia tipologia a seconda dell’altitudine della zona fertile. In inverno, la parte alta dell’Etna si può ricoprire di neve e questo favorisce lo sport come lo sci; oltre a questo è apprezzato anche per la possibilità di esercitare alpinismo e ciclismo.

2. Stromboli – Isole Eolie – Messina

Un altro tra i vulcani più attivi che si trovano in Italia, e anche nel mondo, situato nelle Isole Eolie della Sicilia è lo Stromboli. Arriva ad un’altitudine di 926 m. s.l.m. e la sua profondità massima raggiunge i 2400 m. sotto al livello marino. La sua origine ebbe inizio circa 160.000 anni fa e attualmente la zona eruttiva è un grande cono piroclastico e da 3 crateri.

Le sue eruzioni sono piuttosto regolari e continue, raramente resta in riposo e nell’ultimo secolo sono state contate almeno 26 eventi di spargimenti di lava. La bocca principale si trova a 726 m. s.l.m. ma sono presenti numerose bocche eruttive tutt’intorno al cratere.

Le intensità delle emissioni laviche vengono considerate di energia media e molto raramente accadono esplosioni di forte potenza; gli ultimi due eventi potenti sono accaduti nel 1919 e nel 1930 con notevoli danni alle abitazioni e alle persone. Le esplosioni a “cannonata” che manifesta lo Stromboli vengono chiamate “parossismi“.

Quando capitano questi parossismi vengono sparati in aria ceneri, scorie infiammate e pezzi di roccia con una potenza tale che questi elementi arrivano fino ai paesi sottostanti. Queste cannonate formano una nube convettiva anche a 10 km di quota; l’ultimo episodio di questo genere avvenne nel 2019 coprendo di fumo e scene la zona turistica Sciara del fuoco.

3. Vesuvio – Napoli

Oltre ad essere un vulcano ancora attivo ed importante, risulta essere anche il vulcano più pericoloso d’Italia. Stiamo parlando del Vesuvio che, infatti, è costantemente osservato ed è tra quelli più studiati dai vulcanologi per il fatto che ai suoi piedi vivono oltre 700.000 abitanti che potrebbero trovarsi in pericolo se le sue eruzioni non sono monitorate. Attualmente è considerato in fase di “quiescenza” dato che la sua ultima significativa eruzione avvenne nel 1944.

La circonferenza della base del Vesuvio è di circa 20 km e la sua cima raggiunge i 1.281 m. s.l.m. I primi segni di attività vulcanica sembrano risalire a 400.000 anni fa ma la formazione della massa rocciosa sembra abbia avuto inizio molti anni dopo, ovvero circa 30.000 anni fa. Ha avuto diverse forti esplosioni, chiamate “pliniane“, ed una di esse aveva anche distrutto la famosa città di Pompei nel 79 d.C.

Proprio per la sua pericolosità, la protezione civile con la collaborazione delle autorità locali, tengono a disposizione un piano di emergenza per la “zona rossa” in caso di forti esplosioni. Questo “cono fumante” è situato nella città metropolitana di Napoli, in Campania, e sorge in una conca di circa 4 km di diametro; per questa sua collocazione viene chiamato “vulcano a recinto”.

Una delle ipotesi circa la derivazione del suo nome afferma che la parola “Vesuvio” proviene da termini indoeuropei il sui significato è “illuminare“; altre idee popolari collegano la parola Vesuvio ad alcuni dei e personaggi della storia. Questo vulcano è stato anche citato in alcune poesie napoletane che risalgono alla fine del ‘800. Nell’area vesuviana è situato anche il parco nazione del Vesuvio, nato nel 1995.

4. Campi Flegrei – Golfo di Pozzuoli

Altra zona di attività vulcanica ancora in vita sono i Campi Flegrei che si trova nel golfo di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Questo gruppo di crateri è situato ad un’altezza di 468 m. s.l.m. e geologicamente assomiglia un po’ al Vesuvio; infatti sorgono in una caldera avente un diametro di 12-15 km.

È un’area composta da varie particolarità, infatti oltre a molteplici crateri sono presenti 24 basi vulcaniche, alcune delle quali generano un effetto idrotermale causato dal “bradisismo flegreo” ovvero un fenomeno vulcanico sviluppato proprio in questa zona. Inoltre si possono trovare depositi vulcanici, laghi costieri e laghi di origine vulcanica.

Le prime fasi di attività vulcanica risalgono a 42.000 anni fa e la più grande eruzione che si ricordi avvenne 7 anni dopo, nel secondo periodo flegreo, comprendo ben 10.000 kmq di area, seguirono altri gravi eventi 15.000 anni orsono. Le fuoriuscite continuarono fino al 1538 quando si verificò l’ultima eruzione e fu di minima energia.

I fenomeni di bradisismo hanno causato l’innalzamento del suolo in determinati periodi che hanno influito a sviluppare dei terremoti; dal 2005 questo sollevamento è in aumento e gli esperti sono preoccupati per una possibile eruzione entro non molti anni, visto il considerevole elevazione. Attualmente l’area dei Campi Flegrei è considerata in stato di quiescenza in quanto l’ultima eruzione avvenne nel 1538.

5. Isola di Lipari – Messina

L’Isola di Lipari è da considerarsi un altro vulcano italiano ancora attivo, anche se in stato di quiescenza, in quanto la sua ultima eruzione risale al 1.230. Lipari fa parte delle 7 isole Eolie ed oltre ad esse sono presenti nel complesso siculo anche 5 vulcani sottomarini. È la più grande isola delle Eolie, si sviluppa per 38 kmq e si trova a 602 m. s.l.m. in provincia di Messina.

Le prime attività vulcaniche si presentarono circa 267.000 anni fa ma al giorno d’oggi consistono soltanto nelle fumarole, che ogni tanto appaiono, e dalle sorgenti termali. Lipari è una porzione di un vulcano alto 1600 m. e profondo circa 1000 m. sotto al livello del mare.

Le rocce più antiche di quest’isola hanno un’età di 223.000 anni; le sue coste sono frastagliate e conta circa 12.000 abitanti che possono godere della bellezza delle grotte e delle spiagge che si trovano in questo luogo.

6. Vulcano – Messina

Sempre nell’arcipelago delle isole Eolie si trova Vulcano che è un altro trai i vulcani importanti e ancora attivi del Mediterraneo. Situato a 386 m. s.l.m. possiede un gran cratere che misura 500 m. di diametro. Il suo nome deriva dal dio del fuoco “Vulcano” che secondo una tradizione, risiedeva in quest’isola.

Si presenta circondato da pendii e zone sabbiose; la sua ultima eruzione avvenne nel 1890 e anch’esso, come Lipari, attualmente mostra solo delle fumarole composte da vapori e gas vulcanici, soprattutto si zolfo rendendo il paesaggio colorato. È possibile arrivare nei pressi del cratere con una bella escursione a piedi.

Vulcano, negli ultimi millenni, ha generato 12 eruzioni pericolose che hanno riportato gravi danni; le altre sono state meno forti. Vicino al Gran Cratere sono situati altri due crateri: il vulcano vecchio e il Lentia, oltre ai coni di Vulcanello.

7. Panarea – Messina

La più piccola e antica delle isole Eolie è Panarea, che si estende solo per 3,4 kmq. Sembra che in questo luogo ci sia uno dei vulcani ancora attivi in Italia, anche se da moltissimi anni non mostra eruzioni. I vulcanologi esperti affermano che, nonostante si pensasse che il vulcano fosse spento dopo molto di tempo di riposo, sono presenti ancora delle attività che lo rendono vivo.

Infatti fino al 2002 era considerato ormai spento, ma dopo delle specifiche rilevazioni fatte dall’Istituto Nazionale di Geologia sono state appurate anche delle deformazioni vulcaniche, oltre che da uscite di gas, che hanno cambiato la classificazione del vulcano di Panarea che si trova a 421 m. s.l.m.

Il paesaggio si presente circondato da coste molto alte e molto frastagliate ed il terreno è molto sconnesso a causa di grandi crepe e blocchi di lava secca. Sono presenti tipi di flora come alberi secolari di olivo, fico d’India, e ginestre; visitata da animali come corvi e gabbiani reali e qualche marangone.

Video con informazioni sui vulcani italiani

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Concludo dicendo che ci sono altri vulcani italiani ancora in attività, importanti e famosi e tutte queste meraviglie sono da visitare e scoprire in quanto ricchi di curiosità.

Voi conoscete altri vulcani ancora attivi in Italia? Lasciate un commento.

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