I sette vizi capitali: quali sono, origini, significato e descrizione

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Impropriamente chiamati anche peccati, I sette vizi capitali sono un elenco di inclinazioni morali e comportamenti sbagliati che si protraggono nel tempo, divenendo per l’appunto dei vizi. Ma sappiamo davvero cosa sono e il loro significato?

Perché vengono chiamati peccati capitali?

Legati principalmente al mondo religioso, ad oggi i vizi capitali vengono usati nel quotidiano interloquire, riferiti a cattive abitudini e debolezze che non contribuiscono, al contrario delle virtù, ad una crescita interiore e spirituale; secondo la chiesa, alcune essendo più gravi di altre, potrebbero compromettere la salvezza dell’anima e condurre all’inferno.

La morale ecclesiastica ci suggerisce quindi che, continuando a perpetrare con determinati vizi, potrebbero trasformarsi in peccato e pregiudicare l’accesso in paradiso.

Ecco perché erroneamente vengono chiamati anche i 7 peccati capitali, ma il peccato è solo la conseguenza di un vizio.

Esempio lo è uno dei più comuni e conosciuti all’uomo. Il vizio del fumo. Continuando a fumare, infatti, rischi di uccidere te stesso e danneggiare gli altri – cosa c’è di più sciocco che farsi del male in questo modo (respirando del fumo)?

Andiamo ora a vedere come sono nati e chi ha creato i sette vizi capitali.

I sette vizi capitali: storia e origini

Il primo a stilarne un elenco, fu il monaco e asceta greco Evagrio Pontico che, durante il primo cristianesimo, individuò otto “spiriti o pensieri malvagi”: Gola, lussuria, avarizia, ira, tristezza, accidia, vanagloria e superbia. Possiamo quindi affermare che Evagrio ha inventato i sette vizi capitali.

Mentre alcuni sono giunti fino a noi, invariati nell’arco dei secoli, la tristezza e vanagloria vennero accorpate agli altri già presenti, divenendo così sette. Ma perché sono proprio 7 i vizi?

La ricorrenza del numero 7

Il numero 7 ha sempre avuto simbolicamente un ruolo importante nella cultura e nella religione di molti popoli, in esso viene individuato il numero perfetto, rappresentando la completezza e perfezione, come lo è nel buddismo.

Ci basta pensare a quanto sia ricorrente il numero sette nel cristianesimo:

  • I sette sacramenti: Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine sacro, Matrimonio
  • le sette virtù cardinali: fede, speranza, carità, giustizia, temperanza, prudenza, fortezza
  • i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio
  • i sette principali Arcangeli: Michele, Raffaele, Gabriele, Uriele, Jofiele, Raguel, Zadkiel
  • i sette dolori di Maria
  • le 7 Coppe dell’ira di Dio, nell’apocalisse di Giovanni

e nelle altre religioni:

  • I sette attributi fondamentali di Allah: vita, conoscenza, potenza, volontà, udito, vista e parola
  • Sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah
  • I sette cieli creati da Dio, sette le terre, sette i mari, sette gli abissi dell’inferno, e sette le sue porte secondo il Corano
  • Sette sono gli Dei della felicità del buddhismo e dello shintoismo: Ebisu, Daikoku, Benzaiten, Fukurokuju, Bishamon, Jurojin, Hotei

Chiusa questa parentesi, andiamo a vedere ora quali sono i vizi capitali e il loro significato.

Quali sono i vizi capitali e il loro significato

I sette vizi capitali, in ordine alfabetico sono: accidia, avarizia, gola, invidia, ira, lussuria e superbia.

Accidia

Il significato dietro la parola accidia, è più complesso del sinonimo di pigrizia che gli viene spesso affibbiato; Il vizio dell’accidia, ricade sul modo apatico di vivere la vita, con negligenza, svogliatezza e disinteresse verso qualsiasi forma d’azione, nel bene o nel male.
Inerte alla vita, colui che è accidioso, trova noiosa ogni tipologia di iniziativa.

Avarizia

Con il termine avarizia, si intende un’egoistica avversione allo spendere e donare. Chi è avaro, è solitamente attaccato al denaro e poco disponibile a utilizzarlo, per se stessi o per gli altri.

Anticamente veniva indicata anche con la parola avidità. Un costante senso d’insoddisfazione, che porta l’avido al volere ottenere sempre di più di ciò che già possiede.

Gola

Il vizio della gola non è ristretto solamente al cibo e bevande. L’ingordo, oltre a consumare alimenti per il puro piacere di mangiare, è anche colui che non è mai sazio dei propri piaceri e che abusa del desiderio oltre i limiti della natura umana.

Invidia

Chi prova invidia per le fortune altrui. L’invidioso è chi avverte tristezza e malessere per ciò che possiedono gli altri e vorrebbe avere lui. A volte, il senso di frustrazione provocato dal non poter ottenere quel bene, conduce all’astio e risentimento verso le persone.

Ira

L’ira è una manifestazione violenta del proprio io, non solo fisica ma anche verbale, caratterizzata da dispetti, minacce e azioni che possono ferire gli altri. Sinonimo di rabbia e collera, l‘iracondo avverte una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno, talvolta anche verso se stesso.

Lussuria

Si può definire la lussuria, come un’incontrollabile desiderio di piacere sessuale fine a se stesso. Spesso il lussurioso è indotto al tradimento del proprio partner a discapito di un cammino puro e votato alla piacere spirituale; in questo caso, il vizio si tramuta in peccato.

Superbia

La superbia è rappresentata da una convinta superiorità verso ideologie o persone. Il non rispetto altrui, caratterizza spesso Il superbo, che si crede migliore degli altri, al di sopra di leggi e ostenta atteggiamenti spesso altezzosi e disprezzanti verso chiunque.

I migliori libri che trattano i 7 vizi capitali

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto quali sono i sette vizi capitali e tutto ciò che li riguarda, dalla loro origine, al significato e descrizione di ognuno di loro. Adesso anche io ho imparato la storia che si celava dietro i peccati capitali e come sono giunti fino a noi.
Ora però, mi domando se sono stati creati per mettere a freno i nostri istinti o davvero esistono per una ragione più sacra. Tu cosa ne pensi?

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  • Sant’Agostino é uno dei santi che ha spiegato in modo dettagliato i vari aspetti dei peccati in genere e la differenza tra peccati mortali e veniali.

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