F1 | Qualifiche e colpi di scena dal GP del Brasile

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The Viking: prima pole in Brasile

Al GP del Brasile abbiamo assistito a qualifiche folli. Una Ferrari che ha rischiato di non passare il Q1, Russel che la mette a muro nel Q3 ed è POOOOOOOOLEPOSITION PER KEVIN MAGNUSSEN!

Proprio così, il vichingo di casa Haas ha messo a segno, non solo la sua prima pole, ma anche la prima della casa americana. Magnussen, quando gli è stata comunicata la posizione, ha esordito con un “You kidding me!” (mi stai prendendo in giro).

Difficile da crederci ma è così. Probabilmete l’unico ad essere irrimediabilmente deluso è il povero Mick, che fa da fanalino di coda della Sprint Race con la sua Haas; mentre il suo compagno parte dalla prima piazza.

(Credit foto copertina: Roberto MontiCC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)

Ancora problemi per Ferrari

Era un po’ di tempo che il Team di Maranello non combinava qualche errore. Proprio ieri sera, dopo aver fatto una grande confusione con le gomme nel Q2, ha deciso di fare uscire Carletto con le gomme intermedie, nonostante non stesse piovendo.

E’ vero che tutti si aspettavano pioggia, e che se fosse stato così, probabilmente Leclerc avrebbe fatto pole, ma questo non è avvenuto e il povero Carletto si è accontentato di una misera decima posizione. Qui tutti gli haters di Binotto si potranno sbizzarrire, ma c’è da fare serie considerazioni sui piloti.

Carlos o Charles, questo è il problema…

L’errore, in Brasile, di montare le intermedie è stato commesso dal muretto che, stando al radar, non ha agito una strategia proprio improbabile. E’ altrettanto vero che in macchina c’è ancora un pilota, in grado di valutare le condizioni della pista in tempo reale. Charles non si è mai imposto sul team, ha sempre eseguito gli ordini senza dire la propria opinione, ma è così che lavora un pilota?

Non secondo Valsecchi, due volte vincitore del GP 2, e Bobbi, vincitore della serie GT. I due piloti sostengono che Charles non si sia ma rifiutato di eseguire un ordine del muretto e non abbia mai imposto la propria visione di pilota. Tuttavia, sappiamo come Carlos discuta ardentemente con il team anche durante le gare e questo lo rende un pilota di altissimo livello. Non ha senso che Leclerc si arrabbi col muretto, perché in quel momento parte della responsabilità è anche sua.>

Forse, è chiaro perché Ferrari non ha scelto la prima guida. Sainz è cresciuto molto da quando è approdato in Ferrari, Leclerc sembra farlo lentamente e con alti e bassi. Inoltre, Carlos non si limita solo a guidare ma, come notiamo durante le dirette, da molti feedback al muretto box, cosa che permette agli ingegneri e al remote garage di prendere decisioni rapide e corrette.

Bisogna ricordare che il muretto non è in pista e che i piloti girano in un raggio di chilomentri, quindi è responsabilità di quest’ultimi dare maggior numero di feedback possibile sullo stato della monoposto e del tracciato. Leclerc avrà anche un grande talento naturale, ma dovrà stare ben attento al suo compagno di squadra che, giorno dopo giorno, diventa sempre più competitivo.

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