Come e quando si usa il punto e virgola?

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Sono sicura che tra tutti i segni di punteggiatura esistenti, il punto e virgola è quello che ti crea più dubbi e incertezze circa il suo utilizzo, soprattutto a causa della sua natura ibrida; vi compaiono, infatti, sia un punto, in alto, sia una virgola, immediatamente in basso, e questo perché il punto e virgola indica, a livello logico-concettuale e anche di modulazione della voce, una pausa che, però, è più forte rispetto alla virgola e più debole rispetto al punto.

Oggi, questo segno di interpunzione è tra i meno usati dagli utenti, i quali lo sostituiscono spesso con altri segni di punteggiatura di uso più comodo e rapido, che, se non sono del tutto inappropriati, non riescono tuttavia a riprodurre i suoi stessi effetti stilistici. Per non parlare del fatto che, in contesti specifici, la grammatica italiana obbliga il suo uso.

Dunque, se sei curioso di scoprire finalmente come e quando si utilizza il punto e virgola, continua a leggere l’articolo, così da migliorare il livello stilistico dei tuoi testi e rendere orgogliosi i tuoi (ex) insegnanti di italiano.

Esempi di come e quando si usa il punto e virgola

1- Separare gli elementi di un elenco complesso

Per imparare ad usare il punto e virgola, immagina di dover scrivere un elenco complesso o una semplice lista della spesa. Ad esempio:

Per la prossima settimana devo comprare: due scatolette di tonno che piacciono tanto ad Andrea; una confezione di cereali per Luca; quattro banane ben mature; qualche bottiglia di vino, rigorosamente in offerta; un barattolo di pomodori pelati; delle ali di pollo da friggere in padella, magari con della paprika; pangrattato, sale e zucchero.

Il punto e virgola in questo caso serve a separare tra loro le parti – i segmenti – di un periodo complesso. Se sostituissimo il punto e virgola con la semplice virgola, otterremmo un elenco disordinato (quasi un’accozzaglia di cose), caotico, poco scorrevole, e ne risentirebbe negativamente anche la nostra cadenza, cioè il modo in cui moduliamo la voce durante la lettura. Nel caso di parole semplici pangrattato, sale, zucchero, burro e pepe nero – il punto e virgola può invece essere sostituito adeguatamente con la sola virgola.

Diverso è il caso dei cosiddetti elenchi punto in cui si deve utilizzare il punto e virgola:

  • pane;
  • burro;
  • caffè.

2- Separare due o più proposizioni coordinate

Consideriamo una frase come la seguente:

Andrea ha detto a Silvia di guardare uno di quel film, della durata di tre ore, che a lei proprio non vanno giù; e non le ha dato alcuna possibilità di scelta!

In questo caso ci troviamo di fronte a delle proposizioni che, da un punto di vista logico, sono tra loro coordinate: di solito si dice che “stanno sullo stesso piano”, non sono distinte gerarchicamente; e sono facilmente individuabili, ad esempio, grazie alla presenza di congiunzioni come, in questo stesso caso, la “e”. Il punto e virgola produce l’effetto di una separazione più forte rispetto alla virgola.

Ma non possiamo utilizzare il punto in situazioni di questo tipo?
La risposta è sì, anche se l’effetto stilistico prodotto dal punto fermo è ben diverso perché tra le due proposizioni – Andrea ha detto a Silvia e non le ha dato alcuna possibilità di scelta a livello concettuale non sussiste una distanza tale da doverle separare nettamente.

3- Separare due proposizioni coordinate con diverso soggetto

Il punto e virgola si utilizza per separare due proposizioni coordinate in cui però il soggetto è diverso. Ad esempio:

Andrea si è seduto su di una sedia abbastanza esile; questa si è spezzata a causa del suo peso.

In questo caso possiamo anche utilizzare i due punti se vogliamo sottolineare maggiormente il nesso di causa-effetto: Andrea è troppo pesante e a causa del suo peso la sedia si è spezzata. Vedi, in alcune situazioni l’utilizzo di un segno di punteggiatura è arbitrario e dipende dalla soggettività del singolo utente, dai nessi logici che vuole mettere in risalto.

4- Evitare ambiguità

Il punto e virgola è molto utile quando non si vuole rischiare di creare delle ambiguità logiche e/o sintattiche. Pensiamo a una frase del genere:

Mario ha chiesto a un passante sbadato come raggiungere il Duomo. Dopo essersi guardato in giro, costui gli ha detto che avrebbe dovuto svoltare a destra, proseguire per 500 metri, svoltare ancora a destra e fermarsi davanti alla caffetteria “Da Pippo”; poi ha confessato di non aver ben capito dove fosse diretto.

In questo caso il punto e virgola è necessario e non può essere sostituito dalla semplice virgola – logicamente non avrebbe senso perché i due concetti sono troppo distanti per poterli coordinare con una virgola – né dal punto fermo – sarebbe una pausa troppo forte – e nemmeno dai due punti non c’è un nesso logico.

5- Creare effetti stilistici particolari

Il punto e virgola può essere anche utilizzato, soprattutto nell’ambito della scrittura creativa ma non solo, per creare degli effetti stilistici particolari. Immaginiamo di dover descrivere una persona triste o depressa:

Non capita tutti i giorni di vedere Maria così afflitta; con le spalle incurvate e le occhiaie spesse; il volto pallido e le ginocchia che tremano.

Il punto e virgola in questo caso serve a rallentare il ritmo della lettura che, se avessimo utilizzato la virgola, sarebbe stato fin troppo rapido; e permette di dare più enfasi alle singole parti del corpo oggetto della descrizione, producendo quasi un effetto di suspense.

Conclusione

Spero che questo articolo sia stato utile a farti comprendere l’utilizzo di questo affascinante segno di interpunzione. Molti amici mi chiedono spesso: Silvia, ma cos’è il punto e virgola? Come si usa il punto e virgola? Esiste il punto e virgola? Non posso semplicemente sostituirlo con la virgola?

Abbiamo visto gli usi principali del punto e virgola, ora non hai più scuse per discriminare questo segno di punteggiatura che, in molte situazioni, può davvero fare la differenza.

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  • Io ho capito; o forse no. Le mie maestre non vorrei proprio rivederle; ho preso tante legnate dai miei per colpa loro.

    non sono italiano

    Rispondi
    • Io avrei scritto così: “Io ho capito. O forse no. Le mie maestre non vorrei proprio rivederle: ho preso tante legnate dai miei per colpa loro”.

      In questo caso, dopo “capito” è preferibile usare il punto, perché dopo esprimi un concetto diverso. E dopo “rivederle” servono i due punti perché introduci poi un nesso di causa-effetto (non vuoi più rivederle perché a causa loro hai preso tante legnate. Qui i due punti sono preferibili).

      Non ti disperare. La punteggiatura, oggigiorno, sta diventando sempre più un fatto soggettivo. A volte la differenza tra il punto e virgola e il punto o la sola virgola è talmente piccola che puoi usare ciò che preferisci.

      Il punto e virgola, oggi, viene usato quasi esclusivamente negli elenchi complessi (il punto 1 del mio articolo).

      Rispondi
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